
Il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli e l’arcivescovo Francesco Massara
di Monia Orazi
Scontro tra Comune e Arcidiocesi per l’ex bar “La Piazzetta” di Sefro: chi è il vero proprietario? L’arcidiocesi di Camerino – San Severino e la confraternita del Santissimo Sacramento rivendicano la piena proprietà dell’immobile di piazza Bellanti 7, mentre il Comune ha pubblicato un avviso per trovare un nuovo gestore e avviare una procedura di usucapione, dopo la recente chiusura del bar ospitato nei locali.
«La confraternita del Santissimo Sacramento di Sefro e l’arcidiocesi di Camerino — San Severino difendono i propri diritti sull’immobile di piazza Bellanti», si legge nel comunicato stampa diffuso dalla curia arcivescovile. L’ente ecclesiastico sostiene di essere «da sempre intestataria dell’immobile a Sefro» e di aver «dichiarato regolarmente il bene, nel corso degli anni, nella propria documentazione fiscale, assolvendo agli obblighi tributari derivanti dalla titolarità». L’arcidiocesi sostiene che «negli anni il Comune di Sefro ha richiesto e ottenuto dalla confraternita il pagamento dell’Ici e, successivamente, dell’Imu sul medesimo immobile, riconoscendole di fatto la titolarità dello stesso». Un elemento che secondo la curia contraddice le attuali pretese comunali.
Il 26 maggio scorso, il Comune di Sefro ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo alla «locazione dell’immobile adibito ad uso commerciale (tabaccheria-spaccio-bar) da sempre posseduto dal Comune di Sefro e prossimamente oggetto di domanda di acquisto per usucapione». L’immobile, di circa 102 metri quadrati situato al piano terra, ospitava fino a poco tempo fa il bar “La Piazzetta”, che ha cessato l’attività. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 10 giugno 2025 all’indirizzo pec comune.sefro.mc@emarche.it, specificando nell’oggetto “Manifestazione di interesse per locale ad uso commerciale”. Secondo l’arcidiocesi, esistono evidenti contraddizioni nel comportamento del Comune. «Addirittura, fino a pochi giorni fa, il Comune ha comunicato l’intenzione di riconsegnare le chiavi dell’immobile alla confraternita, a seguito della cessazione dell’attività commerciale che vi si svolgeva», si legge nel comunicato. «Tali circostanze contraddicono radicalmente la pretesa avanzata dall’Amministrazione comunale di voler raccogliere l’interesse per una futura locazione dell’immobile e di voler avviare un iter giudiziario per acquisirne la proprietà per usucapione».
L’arcidiocesi ha deciso di non rimanere ferma di fronte a quella che considera una «appropriazione illegittima del bene». La curia «respinge con fermezza ogni tentativo di appropriazione illegittima del bene e, unitamente all’ente ecclesiastico proprietario, ha conferito mandato a un legale di fiducia per tutelare in ogni sede i diritti della confraternita». Nel comunicato si «auspica che il Comune di Sefro voglia riconsiderare le proprie iniziative e ricondurle entro un quadro di legalità e rispetto reciproco». In caso contrario, «l’arcidiocesi e la confraternita agiranno in tutte le sedi competenti per la difesa del proprio patrimonio e della propria missione ecclesiale». L’immobile è contraddistinto al catasto come foglio 10, particella 496, subalterno 1. Il Comune, nell’avviso pubblico, precisa che si riserva «di interrompere in qualsiasi momento, per ragioni di sua esclusiva competenza, il procedimento avviato» e che «la suddetta partecipazione non costituisce prova di possesso dei requisiti generali e speciali richiesti per l’affidamento della locazione».
Peppone e don Camillo stile nostrano. Propongo che uno storico vada alla ricerca delle fonti.
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Guareschi sempre attuale.
peró…..l’attaccamento ai beni materiali…
https://www.tiktok.com/@joe.boparino/video/7240217007533198634