
Il ministro Alessandro Giuli, accompagnato dal governatore Francesco Acquaroli, in visita a Villa Buonaccorsi
«Una gran bella faccia tosta». Così l’ex parlamentare Mario Morgoni (Pd), sindaco di Potenza Picena dal 1995 al 2004, commenta la visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli a Villa Buonaccorsi. Un sopralluogo che, a pochi giorni dalle elezioni europee, assume secondo lui i contorni della «sceneggiata preelettorale».
«Ad oltre tre anni dall’acquisizione al patrimonio pubblico di Villa Buonaccorsi – commenta Morgoni – e in assenza di qualsiasi concreta iniziativa per rilanciare, rendere pienamente fruibile e riempire di contenuti questo patrimonio, ci vuole una gran bella faccia tosta a fare certe stucchevoli passerelle elettorali. Dopo Sangiuliano, Giuli è il secondo ministro che si presenta a gettare fumo negli occhi ai cittadini di Potenza Picena, e non solo. Ma tra i ministri l’unico a poter rivendicare un merito concreto rispetto alla villa è Dario Franceschini, che non aveva nulla a che fare con il governo Meloni e che non si è prestato a sceneggiate propagandistiche preelettorali».

Mario Morgoni
Ribadisce Morgoni che «se la villa è diventata pubblica lo dobbiamo esclusivamente a quel ministro e, molto più modestamente, alla mia attività di sensibilizzazione verso Franceschini e di confronto costante con il suo ministero. Degli oltre 10 milioni di euro disponibili neanche un euro è stato speso in oltre tre anni per avviare la ristrutturazione dell’ingente patrimonio del complesso di Villa Buonaccorsi. Nessuna idea riguardo all’utilizzo e alle modalità gestionali. Nessun passo avanti nel percorso del federalismo demaniale, avviato dal ministro Franceschini per consegnare agli enti locali territoriali quel patrimonio al fine di valorizzare una risorsa che può rivelarsi preziosa per un territorio che va ben oltre i confini del Comune di Potenza Picena. Un fragoroso fallimento di quella filiera di potere che domina tutti i livelli istituzionali dall’estrema periferia al governo nazionale. È ora di aprire un confronto serio sul futuro della villa anziché usarla strumentalmente come sfondo delle proprie esibizioni propagandistiche salvo poi abbandonarla al proprio destino all’indomani delle competizioni elettorali».
Visita a Villa Buonaccorsi del ministro Alessandro Giuli: «Entro l’anno i primi lavori»
Perché il PD non lo fa' o a loro è concesso
Carissimo, come tutti i fratelli d Italia
La vera follia e' stata comprarla, i privati almeno ci facevano i matrimoni, ma certa area politica non riesce a distaccarsi dalla voglia di statalizzare tutto lo statalizzabile. E lo stato in questo momento e' quello che ha meno risorse di tutti.
EX
Condivido pienamente !!!
Ci sono le elezioni,ci saranno molte passerelle.
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Filosofi come Immanuel Kant, con la sua distinzione tra fenomeno (la realtà percepita) e noumeno (la realtà in sé), o fenomenologi come Edmund Husserl e Martin Heidegger, hanno esplorato l’idea che la realtà sia filtrata dalla percezione individuale. Anche il relativismo culturale e filosofico, come espresso da autori come Friedrich Nietzsche, potrebbe ispirare l’idea della stucchevole passerella elettorale, anche se non verbatim.
Mario Rossi , non e’ stato un errore far diventare pubblica la villa ma e’ stato un errore aver dato fiducia ad una destra che non e’ capace di valorizzarla . E non e’ vero che non ci sono le risorse : ci sono oltre 10 milioni di euro inutilizzati e in questa inerzia i bellissimi limoni del giardino sono stati lasciati seccare .
Per Pavoni. Dalla foto emerge in modo lampante che i politici guardano lontano, verso l’infinito, quindi sfugge loro ciò che sta a due passi da loro. Occorrerebbe aggiustare il loro ‘focus’.