
Il Parco della vita
di Francesca Marsili
In una giornata dove anche il cielo ha sottolineato con il calore primaverile l’essenza della rinascita, al Parco della Vita dell’Abbadia di Fiastra sono stati piantati altri 110 alberi, ognuno dei quali rappresenta il ricordo di un affetto scomparso che i familiari hanno scelto di intrecciare alla terra, per sempre.

Con questa ultima piantumazione, nel Parco voluto dalla Fondazione Giustiniani Bandini, crescono ora trecentosettanta alberi e altrettanti legami o avvenimenti unici.
«Sono cambiati i tempi – ha spiegato il presidente della Fondazione Giustiniani Bandini, Renato Poletti – prima affidavamo i ricordi alle fotografie, ora ci portiamo gli archivi in tasca, sullo smartphone. Tuttavia abbiamo ritenuto di affidare a delle realtà vive, gli alberi, che ci sopravviveranno, il ricordo delle persone care o degli eventi. Ora è una galleria dei ricordi arborea».

Da sinistra: il presidente della Fondazione Giustiniani Bandini, Renato Poletti, il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi,
L’iniziativa è partita tre anni fa: su ogni albero una targhetta con una dedica, intima, parole che vivranno per sempre attaccate a ciò che più di ogni altro simbolo rappresenta la vita.
«Non abbiamo più spazio probabilmente ci dovremmo fermare qui – ha concluso Poletti -. Il Parco è un luogo di fede, di riflessione e di rispetto per la natura, e attraverso questi alberi diventa simbolo di vita. Questa terza piantumazione dimostra come sia davvero diventato un punto di riferimento per il territorio e per tutte le persone che visitano l’Abbadia. A loro va il nostro ringraziamento».
La cerimonia ha avuto inizio inizio con la Santa messa all’interno della chiesa dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, celebrata dal vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi. Subito dopo è seguita la benedizione delle essenze arboree da parte del vescovo. Come ogni anno un momento Un momento intenso e carico di significato per i tantissimi partecipanti.
«La cosa particolare è che le cose che toccano la vita vera hanno in sé una forza che ci stupisce – ha sottolineato Nazzareno Marconi -. In un mondo artificiale l’intuizione giusta è stata quella di dare il modo di conservare la memoria attraverso una forma naturale, non virtuale, qualcosa che poi ha bisogno di essere annaffiato e curato e che ci chiede di rapportarci con una vita concreta. Questo – ha proseguito il vescovo – la gente lo ha compreso, e sta crescendo. Nel pensiero dei maceratesi L’Abbadia ha una carica spirituale di suo, e collegare il ricordo delle persone a un luogo già sentito come vocato a questo funzione crea un’amplificazione reciproca. La morte oggi è vissuta come un fatto privato, qui i ricordi si accostano gli uni agli altri e si ritorna a una percezione di comunità, di popolo che vive assieme. Tutto quello che aiuta a sentirsi un popolo unito è importante anche per la pace, i popoli uniti fanno pace» ha concluso con un monito verso l’attuale situazione bellica nel mondo.

La dedica che accompagna un albero del Parco della vita
Il Parco della vita è stato concepito e realizzato dalla Fondazione Giustiniani Bandini affinché chiunque potesse piantarvi un albero da dedicare a una persona cara, a un nuovo nato, a qualcuno che non c’è più o a un evento particolare della propria esistenza. All’interno dell’area di due ettari e mezzo ogni albero è diventato oggi il custode del ricordo di qualcuno o di qualcosa e, fin dalla sua inaugurazione nel 2023, a dimostrazione dell’importanza del gesto stesso, la Fondazione ha ricevuto numerose adesioni e prenotazioni da parte di privati cittadini.

La dedica che accompagna un albero del Parco della vita. Questo è dedicto al vigile del fuoco Roberto Torregiani, morto mentre era al lavoro
«L’appuntamento di questa mattina ha visto in tal senso una ulteriore crescita per quello che è ormai un vero e proprio polmone verde – ha aggiunto il direttore della Fondazione, Paolo Carpera -. L’ultimo settore individuato è stato quasi abbiamo coperto. Una messa a dimora che andrà ad arricchire ancor di più un contesto ambientale e vegetazionale già di grande rilievo come quello dell’Abbadia di Fiastra, Riserva naturale statale fin dal 1984».


L’ulivo dedicato a Papa Francesco

La targa sull’ulivo dedicato e benedetto da Papa Francesco
La fondazione Giustiniana perché non rifà il pavimento stradale che è semplicemente vergognoso,????? Nemmeno in Africa hanno stade così
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Che bella iniziativa è quella di associare la vita di una persona a quella di un albero!… e la vita continua
I contadini ci insegnano che gli alberi non possono essere piantati senza rispettare la regola relativa alla distanza tra un albero e l’altro.