Tragedia alla Central Gru, il socio:
«Siamo distrutti, un colpo devastante.
Nazareno era molto scrupoloso»

PETRIOLO - Ieri l'incidente quando ha preso fuoco un motocompressore che ossigenava lo scafandro utilizzato dal 64enne Nazareno Bistosini. Da oltre 25 anni Simone Cerquetti lavorava con lui: «Quando è successo non ero in azienda, sono corso appena mi hanno chiamato e l’ho trovato a terra mentre il fratello tentava di rianimarlo. Non sappiamo cosa sia successo, la prima ipotesi, ma da verificare, è che sia passato monossido nella linea di respirazione»

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L’azienda chiusa questa mattina (Foto di Francesca Marsili)

 

di Gianluca Ginella e Francesca Marsili

«Siamo tutti distrutti, è stato un colpo devastante. Non è solo la perdita di un socio con cui lavoravo da 25 anni ma anche di un amico e di una persona che aveva conoscenze che ormai sono perdute», così Simone Cerquetti, uno dei tre soci della Central Gru di Petriolo dove ieri è morto in un incidente Nazareno Bistosini, 64 anni, altro socio insieme al fratello Giancarlo Bistosini.

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Nazareno Bistosini

Ieri il 64enne era al lavoro nella camera per le sabbiature e indossava uno scafandro che veniva ossigenato da un motocompressore.

«E’ stato detto che c’è stato uno scoppio, in realtà si è incendiato – dice Cerquetti -. Come siano andate le cose non lo sappiamo ancora. Sembra che in seguito all’incendio sia passato del monossido di carbonio nella linea di respirazione. Questa è la prima ipotesi, ma non è accertato».

Serviranno le indagini dello Spsal dell’Ast che è intervenuto sul posto insieme ai carabinieri della stazione di Mogliano per occuparsi della ricostruzione dell’incidente, una attività coordinata dal pm Enrico Barbieri che ha disposto l’autopsia e dovrà essere fissata (al momento non ci sono indagati).

L’azienda è stata aperta nel 1982 dal padre dei fratelli Bistosini e dal papà di Cerquetti. Nel duemila poi Cerquetti è subentrato al padre ed è diventato socio insieme ai due fratelli di una attività rara, quanto fondamentale per molte imprese edili, quella della manutenzione, revisione e revamping di apparecchi per sollevamento per l’edilizia.

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Un incidente, quello di ieri verso 18 nell’azienda di via Fiastra, che ha sconvolto l’azienda a caratura familiare: «Ci lavoriamo noi tre soci, non abbiamo dipendenti – continua Cerquetti -. È una azienda dove se c’è un problema lo affrontiamo tutti insieme. Lui si occupava della sabbiatura. Nazareno era un grandissimo lavoratore, molto professionale, molto attento alle sue attrezzature, ci metteva le mani solo lui. Guai a toccargli il motocompressore o la sabbiatrice, era il Sancta Sanctorum, molto scrupoloso se mancava un goccio d’olio non lo avviava era molto attento».

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Quando ieri, verso le 17,30, è avvenuto l’incidente, Cerquetti non si trovava in azienda: «il socio mi ha avvertito alle 17,37 e io alle 17,38 ho chiamato il 118. Sono arrivato e ho trovato Nazareno nel locale sabbiatura con il fratello che cercava di rianimarlo secondo le indicazioni che gli dava il 118 al telefono nell’attesa che arrivasse l’ambulanza». Nonostante i tentativi di salvarlo Bistosini non si è ripreso. In azienda sono intervenuti 118, vigili del fuoco e carabinieri per i soccorsi. Bistosini, di Corridonia, lascia la moglie Mariella e quattro figli, Alessia, Lorenzo, Massimo, Simone.

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Scoppia compressore in azienda, morto un uomo di 64 anni



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