«Preoccupano il rischio dazi di Trump
e il calo dei consumi di vino nei locali.
La chiusura del mattatoio una sciagura»

MACERATA - Il presidente provinciale di Coldiretti Francesco Fucili fa il punto della situazione di un comparto che resta comunque centrale ed è alle prese con il pericolo di un calo dell'export negli Stati Uniti, gli effetti del nuovo Codice della strada e il possibile stop definitivo alla struttura di Villa Potenza

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Il mattatoio di Villa Potenza

di Mauro Giustozzi

L’export con l’incubo dazi dagli Stati Uniti di Donald Trump, l’incertezza sul futuro del mattatoio e il calo dei consumi di vino nei locali pubblici legato all’entrata in vigore del nuovo Codice della strada. Il settore agroalimentare del maceratese trema con il timore che l’arrivo di dazi dagli Stati Uniti freni l’export, così come il rischio chiusura del mattatoio di Villa Potenza crei ulteriori difficoltà agli allevatori. In un quadro che vede le produzioni del maceratese restare molto competitive e ricercate per la qualità che esprimono.

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Francesco Fucili

Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata, fa il punto della situazione di un comparto che resta comunque centrale nell’economia dei nostri territori. «L’arrivo di Trump come presidente in America e la minaccia di estendere i dazi all’Europa come oramai appare certo – ci dice Fucili – è una preoccupazione che c’è, visto che il mercato statunitense è molto importante per le nostre produzioni nei settori di pasta e vino in particolare. Restando nell’ambito dei vini va segnalato come con l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada si stiano creando problemi a livello di distribuzione locale dei vini in quanto ristoratori e agriturismi stanno registrando un calo delle vendite durante i pasti che i clienti consumano in questi locali. Evidentemente c’è il timore di incappare in sanzioni ed un calo dei consumi in provincia sarebbe deleterio in quanto contiamo su produzioni di vino doc e docg molto rilevanti».

Donald_Trump_8567813820_2-400x267Le produzioni agricole stanno comunque reggendo anche l’impatto col cambiamento climatico in atto e con la volatilità dei mercati. «L’inverno che stiamo affrontando è mite e ciò non crea problemi alle nostre coltivazioni – ribadisce Francesco Fucili-: l’unica preoccupazione sono le scarse precipitazioni in vista della primavera e dell’estate. Pioggia o neve sinora ne abbiamo vista pochissima e questo può essere un problema nel lungo periodo, anche se tutte le coltivazioni sono state messe a dimora con la semina». Pure a livello di allevamenti qualche criticità c’è, in quanto la richiesta di carni e latte risulta essere superiore alle produzioni locali. «Sia a livello nazionale che locale la richiesta di carni è molto elevata -afferma il presidente di Coldiretti- mentre a causa dei rincari dell’energia e delle materie prime, molte stalle e allevamenti hanno ridotto la consistenza dei capi, qualcuno ha addirittura chiuso. Questo ha portato ad una contrazione dell’offerta mentre la domanda resta elevata. Mancano capi da macellare sia suini che bovini. Mancano anche capi per la produzione di latte, parlo di ovini e parzialmente di bovini: pure il latte di pecora è molto richiesto ma l’offerta è inferiore alla domanda».

Calice-di-vinoCiò che crea apprensione nel settore zootecnico è l’incertezza che regna sul futuro del mattatoio Cozoma che nuovamente rischia la chiusura. «Sul mattatoio sarebbe una sciagura ed un colpo durissimo per gli allevatori se dovesse chiudere a Villa Potenza. –conclude il presidente di Coldiretti, Fucili- E’ l’unica struttura sul territorio, se venisse a mancare un mattatoio che può macellare tanti capi ed è certificato per i circuiti della grande distribuzione che si servono li, si creerebbe un problema grandissimo all’intero settore degli allevatori che sarebbero costretti a rivolgersi ai mattatoi di Faenza o Teramo con un pesante aggravio dei costi di trasporto che ricadrebbero poi anche sulle vendite».



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