«Non vuole che la moglie lavori
e la trascina con l’auto»
Condannato un 59enne

MACERATA - Oggi la sentenza: due anni e sei mesi per l'imputato accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale. La difesa: «Elementi altamente contraddittori nella ricostruzione della persona offesa, faremo appello»

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violenza-sessuale-stalkingAvrebbe trascinato la moglie con l’auto per tentare di impedirle di trovare lavoro, l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali e aggredita. Queste in sintesi le accuse rivolte ad un 59enne albanese che era imputato al tribunale di Macerata per maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale. Oggi l’uomo è stato condannato a due anni e 6 mesi. Per lui il pm Francesco Carusi aveva chiesto cinque anni e 2 mesi.

I fatti contestati sarebbero avvenuti a Macerata fino all’ottobre 2018. L’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi (oggi presente in udienza il legale Donatello Prete), a causa dell’abuso di alcol – dice l’accusa -, avrebbe aggredito la moglie colpendola con degli schiaffi, torcendole le dita, tirandole i capelli, stringendole il collo.

Avrebbe tentato di impedirle di trovare lavoro o si sarebbe intromesso nelle attività lavorative della moglie per gelosia. Fino a spingersi, continua l’accusa, per impedirle di presentarsi a colloqui di lavoro, a trascinarla con l’auto su cui era appoggiata facendola cadere a terra (l’episodio risale al 3 ottobre 2018). La donna si era fratturata un braccio con prognosi di 40 giorni (da qui l’accusa di lesioni). Inoltre l’imputato era chiamato a rispondere di violenza sessuale per aver costretto la donna ad avere rapporti con lui.

All’uscita dall’aula l’avvocato Donatello Prete ha detto: «Mi riservo di leggere la motivazione per capire il percorso logico e giuridico seguito dai giudici. Certamente farò appello tenendo conto di alcuni elementi altamente contraddittori nella ricostruzione dei fatti della persona offesa».

La donna, assistita dal legale Andrea Albanesi, si è costituita parte civile.

(di Redazione Cm)

*A tutela della vittima il nome dell’imputato e circostanze troppo dettagliate vengono omessi

«Trascina con l’auto la moglie per non farle trovare lavoro»



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