
Quinto Nunzi
di Laura Boccanera
Quinto Nunzi non c’è più, Civitanova perde un centenario, ma non un centenario qualsiasi. Quinto Nunzi è stato un pezzo di storia d’Italia e nonostante la sua età continuava a testimoniare l’eccezionalità di una vita che era passata attraverso il campo di concentramento, il ritorno, il lavoro, senza perdere mai però un’ottimismo e uno sguardo sul mondo sempre positivo.
Un’eredità che ha trasmesso non solo ai suoi figli, Fabiola e Tonino, ma anche ai tanti giovani che aveva incontrato. Classe 1924, era originario di Campofilone, insignito della Croce al merito di guerra. A Cronache Maceratesi aveva raccontato la sua storia nel 2020, di quando dopo il 1945 venne imprigionato al termine del conflitto e deportato nel campo di lavoro di Mislovits in Polonia. Era sopravvissuto e dopo un cammino a piedi di 6 mesi era riuscito a tornare in Italia, a Civitanova, appena 37 chili di peso. Ma l’esperienza del lager non aveva fiaccato la sua voglia di vita che per un secolo ha continuato a effondersi nella vita di chi gli era accanto. Recentemente aveva avviato coi suoi avvocati Dino Gazzani e Alessandra Piccinini un procedimento per far causa alla Germania e ottenere l’indennizzo rispetto al crimine di guerra subito.
Ma l’esperienza del conflitto era stata solo una parentesi nella vita di Quinto Nunzi che è stato una colonna e un padre esemplare ed un nonno (e bisnonno) presente nella vita della sua famiglia, con la sua stabilità e tenerezza.
Il funerale si svolgerà domani alle 17 nella chiesa di San Giuseppe operaio. La salma si trova presso la casa funeraria Terra e cielo.
La Liberazione di Quinto Nunzi «Non mi fa paura il coronavirus dopo quello che ho vissuto in guerra»
R.i.p.
Sentite condoglianze a tutta la famiglia.
Uomini forgiati dalla sofferenza, dall indiscutibile valore.
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Onore a te Quinto Nunzi. Rip