Nuova antenna a Trodica,
il Tar dà ragione al Comune:
«No immotivato al sito alternativo»

MORROVALLE - La Inwit si era opposta al rifiuto del Comune all'installazione di un ripetitore in via Brodolini: «Un’area non prevista all’interno del nostro piano antenne, abbiamo fornito un'alternativa a 450 metri di distanza, in aperta campagna», aveva spiegato l'assessore Stefano Montemarani

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Antenna-iliad-Mestre-2-e1689344627645-325x215Ricorsi e controricorsi sono un classico quando si parla di installazione di nuove antenne, con Comuni e comitati vari che spesso finiscono per soccombere di fronte al superiore interesse di dare al territorio una copertura ottimale della rete telefonica e internet. Stavolta, però, non è andata così: il Tar Marche ha rigettato il ricorso presentato dalla Inwit contro il comune di Morrovalle per il no da parte di quest’ultimo all’installazione di un ripetitore a Trodica.

Il caso nasce circa un anno fa. A fine febbraio, il consiglio comunale dà il via libera alla revisione del regolamento comunale degli impianti per la telefonia mobile e tecnologie assimilabili, il cosiddetto “piano antenne”, che prevede il riordino dei siti dove già sorgono ripetitori e ne individua di nuovi (sei quelli potenziali) in base a determinate caratteristiche tecniche e di salvaguardia della salute pubblica.

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Stefano Montemarani, assessore all’urbanistica

Proprio in base a quanto contenuto nel documento, il Comune, dopo averlo preannunciato informalmente, mette nero su bianco il 23 giugno 2023 il suo diniego alla richiesta di installazione, motivandola con il fatto di non ricadere tra i siti ritenuti idonei all’interno del piano e suggerendo l’installazione in un terreno poco distante.

Fu l’assessore all’urbanistica Stefano Montemarani a spiegare la vicenda pochi giorni dopo in un consiglio comunale che, alla sola presenza della maggioranza (l’opposizione disertò la seduta sostenendo che i documenti per la convocazione della stessa non erano stati forniti in tempo), confermò la presa di posizione redatta dagli uffici: «Con l’atto approvato abbiamo confermato il diniego fatto alla compagnia Inwit di installare un’antenna nei pressi di via Brodolini, in un’area non prevista all’interno del nostro piano. L’alternativa che il piano fornisce e che noi abbiamo ribadito è quella di un’area a circa 450 metri di distanza, in aperta campagna».  

Il 3 agosto Inwit presenta il ricorso al Tar, ma il giudice ha ritenuto di stoppare le richieste dell’azienda che non avrebbe dimostrato che la localizzazione alternativa indicata dal Comune fosse non adatta all’installazione dell’antenna: «non sono state prodotte relazioni tecniche o altre argomentazioni di analogo tenore, dirette a dimostrare che il sito preferenziale sia inidoneo a garantire la copertura richiesta». Il tribunale amministrativo ribadisce che «il Comune ha adottato e modificato recentemente il regolamento in funzione dei desiderata degli operatori» e cita una recente sentenza del Consiglio di Stato su un caso analogo, per la quale «incombeva in capo all’operatore economico, al fine di dimostrare la fondatezza delle censure svolte in giudizio, fornire adeguati elementi di prova in ordine all’inidoneità dell’installazione dell’impianto in zone alternative a garantire la capillare copertura del territorio comunale».



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