«L’amministrazione fa fatica,
non si riesce a capire dove voglia andare»

TOLENTINO - Il bilancio a un anno dalle elezioni del gruppo d'opposizione Civico 22. Il coordinatore Paolo Dignani: «Notiamo tanti sorrisi e troppe pacche sulle spalle, non riusciamo a scorgere un progetto organico». Massimo D'Este: «Non abbiamo bisogno di poltrone, ma di veicolare l’interesse due cittadini che ci hanno votato»

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Ilaria Cardarelli, Paolo Dignani e Massimo D’Este

di Francesca Marsili

Ad un anno dalla loro presenza in Consiglio comunale il movimento Civico22, nel corso di una conferenza stampa, fa un primo tagliando a quello che è stato il lavoro tra i banchi dell’opposizione. Ma è anche l’occasione per dare un giudizio sull’operato della nuova amministrazione Sclavi. Il coordinatore del movimento civico Paolo Dignani esordisce: «Abbiamo atteso un anno prima di esprimerci, la situazione ereditata era pesante, ma vediamo che l’amministrazione fa tanta fatica. Notiamo tanti sorrisi e troppe pacche sulle spalle; non riusciamo a scorgere un progetto organico e non si riesce a capire dove vogliano andare».

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A fare il punto sulle battaglie portate avanti dal movimento tra mozioni e interrogazioni è l’ex candidato sindaco e consigliere comunale di minoranza Massimo D’Este. «Siamo alla nostra prima esperienza politica, in consiglio ci siamo entrati con le nostre gambe e continuiamo il nostro impegno seguendo il programma depositato in campagna elettorale. I temi che ci hanno visto coinvolti con interrogazioni e mozioni, hanno sempre avuto un indirizzo preciso: comprendere e stimolare l’azione di governo. Non abbiamo bisogno di poltrone, ma di veicolare l’interesse due cittadini che ci hanno votato», evidenzia D’Este. Il movimento non nasconde di aver subito dei contraccolpi con l’uscita dalla coalizione di Dipende da Noi e Tolentino Rinasce. «Ma – aggiunge l’ex candidato sindaco – mi da speranza il fatto che il nostro movimento non si è sgretolato, continuiamo a crederci». Sanità, sociale e scuole, sono questi i temi portati avanti attraverso i lavori in sede di Consiglio. Ma anche il tema scottante della gestione del servizio idrico integrato che se dato in mano ad un privato metterebbe in ginocchio la municipalizzata Assm. «Sono mesi che abbiamo chiesto al sindaco Sclavi di prendere posizione in merito – denuncia D’Este – ci ha risposto che ha bisogno di tempo per capire. Ma a due mesi dalla scadenza sembra che ancora non abbia capito». E poi quella che viene definita “la vergogna ereditata”: i container «che ancora oggi costano 30mila euro al mese di soldi pubblici». Oltre all’aumento del 25% della Tari che per D’Este è generato anche «dall’immobilismo del consorzio Cosmari dove tutti i sindaci invece di trovare un accordo sulla nuova discarica si giocano a morra qualche poltrona di comando».

Ad approfondire il tema scuole è stata Ilaria Cardarelli, membro del direttivo di Civico 22 e docente. «L’attuale situazione delle scuole fa male. A Tolentino abbiamo fior fiore di docenti e studenti, ma l’offerta formativa non è in grado si attrarre nuove leve, mentre a Camerino e Macerata aumentano le iscrizioni». Inevitabile l’argomento della costruzione del campus scolastico che dovrebbe accogliere tutti gli istituti secondari della città. «Dopo sette anni ancora non si vede la luce – aggiunge Cardarelli – riportare almeno una decina di classi agli ex licei sarebbe stata una soluzione possibile, soprattutto perché di anni ce ne vorranno almeno altri tre, se non di più, prima di vederlo ultimato». «Nella vicenda dei Licei – aggiunge il movimento – tutto sembra prevaricare gli interessi della scuola, degli studenti, dei loro familiari, dei docenti. Un gioco malvagio sulla pelle di tanta gente che penalizza e umilia l’universo scuola, e getta ombre sull’ onestà dell’azione politica di oggi e su quella del futuro. Le parole del presidente della Provincia, che ha tremila cose da fare, ma trova il tempo per farfugliare qualcosa sull’imminente realizzazione del campus a Tolentino, c‘indignano e ci sconfortano perché questa gente non ha a cuore il bene della scuola di Tolentino e dei ragazzi, ma soltanto interessi e logiche di potere nascoste alle nostre povere capacità cognitive. Sappiano questi signori che un’emergenza non dura sette anni, in sette anni ci si abitua e ci si adatta anche ai tuguri». Proprio in relazione al mancato sì della Provincia allo spostamento delle dieci classi del Liceo classico in centro Civico 22 si dice pronto a collaborare con tutte le forze politiche.

 



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