«Parcaroli non vuole migliorare
le condizioni degli studenti,
a rischio il futuro delle scuole in città»
TOLENTINO - L'intervento del sindaco Mauro Sclavi dopo il no della Provincia al trasferimetno del Classico nei locali dell'ex orfanotrofio. Ma Civico 22 punta il dito contro la giunta: «Poca cautela, scarsa competenza e una buona dose di pressappochismo»

Il sindaco Mauro Sclavi
di Francesca Marsili
«A questo punto si palesa la volontà della Provincia di non voler migliorare le condizioni degli studenti, mettendo così a rischio il futuro delle scuole di una delle città tra le più importanti della provincia che raccoglie numerosi studenti provenienti dai comuni del cratere». E’ quanto sostiene il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi a seguito della decisione della Provincia di non concedere lo spostamento del liceo Classico Filelfo dai capannoni della Quadrilatero alla sede dell’ex orfanotrofio, sia per motivi di sicurezza dello stabile che per l’imminente avvio della costruzione del nuovo polo scolastico.
Si legge del rammarico nelle parole del primo cittadino, per un progetto al quale aveva creduto sin dal giorno della sua elezione a sindaco, un anno fa. Sclavi si domanda perché il presidente della Provincia Sandro Parcaroli abbia cambiato idea e ripercorre tutta la vicenda al fine di far comprendere meglio i vari passaggi. «Nel luglio del 2022, all’indomani dell’elezione a sindaco – spiega – insieme al presidente del Consiglio comunale, incontrai il presidente Parcaroli, la consigliera provinciale Laura Sestili ed il tecnico responsabile della Provincia al fine di concordare la fattibilità dello spostamento di una parte degli studenti, circa 10 classi, dai locali della Quadrilatero all’edificio degli ex licei ubicato in centro storico. A tal fine – prosegue – veniva conferito l’incarico ad un tecnico esterno per identificare, con perizia asseverata, la porzione di immobile che poteva essere messa in sicurezza. La Provincia richiese quindi un comodato d’uso gratuito per poter agire con titolarità sullo stabile, ma riferì di non essere in grado di affrontare le spese per la messa in sicurezza dei locali identificati».
Un accordo, questo appena descritto, tra Comune e Provincia, che lasciava intendere la volontà di perseguire il fine dello spostamento. «L’Amministrazione comunale allora, nello spirito di ricercare senza tregua una soluzione per gli studenti della città – prosegue il sindaco – riuscì a reperire i fondi per i lavori anche grazie ad una donazione privata. Al dirigente della Provincia vennero affidati il progetto e la direzione dei lavori che sono stati ultimati nel mese di marzo 2023 con la dichiarazione di agibilità dei locali. Sempre l’Amministrazione comunale – aggiunge – ha ritenuto necessario intervenire, con proprie risorse, sul tetto al fine di prevenire eventuali infiltrazioni».
Ultimati i lavori, con una richiesta formale datata 31 maggio è stato richiesto alla Provincia il nulla osta allo spostamento delle classi e solo in questa fase, con una lettera datata 6 giugno la stessa si è pronunciata sull’inutilità del trasferimento “visto l’iter procedurale della costruzione del nuovo polo scolastico”. In seguito, anche il Consiglio d’Istituto del Filelfo «si è espresso con forza manifestando perplessità alla risposta negativa della Provincia, sottolineando come gli spazi attualmente utilizzati erano e restano altamente inadeguati». Poi l’ultima fase, immediatamente successiva alla lettera di diniego. «Solo pochi giorni fa, ad un anno dagli accordi politici e tecnici per lo spostamento – sottolinea Sclavi – il presidente Parcaroli e la consigliera Sestili pongono come ulteriore condizione indispensabile la verifica della vulnerabilità sismica dello stabile». Il primo cittadino evidenzia che: «A questo punto, dopo tutti gli incontri tecnici e politici avuti, si palesa la volontà della Provincia di non voler migliorare le condizioni degli studenti, mettendo così a rischio il futuro delle scuole di una delle città tra le più importanti della provincia che raccoglie numerosi studenti provenienti dai comuni del cratere».
E c’era proprio questo aspetto alla base della volontà di Sclavi di dare, almeno al Classico, una soluzione diversa da quella di fare lezione in locali definiti inadeguati dallo stesso personale scolastico e studenti: arrestare la costante diminuzione delle nuove iscrizioni al Filelfo a causa di una “non scuola”. «È doveroso informare la cittadinanza – aggiunge – che una volta spostato il classico, avremmo proposto al presidente Parcaroli ed alla consigliera Sestili di trasferire anche il liceo scientifico nei locali che ospitano gli uffici comunali ubicati in palazzo Europa completando un trasferimento di tutti gli studenti che avrebbe assicurato alla Provincia un notevole risparmio nelle spese di gestione. Pur nella consapevolezza che la sicurezza deve essere una regola per tutte le strutture, e comunque il Comune si sta adoperando per fare le verifiche del caso sulla porzione di fabbricato agibile, mi viene solo da pensare quante strutture ad oggi destinate a scuole, sanità, abbiano tutti i requisiti di legge – conclude Sclavi – Nell’ottica di essere un servitore dei cittadini mi rimetto alle decisioni della Provincia chiedendo che tutte le strutture pubbliche abbiano la stessa attenzione e le verifiche del caso e che gli studenti del Filelfo di Tolentino non siano dimenticati per un tempo indefinito».

Paolo Dignani, coordinatore Civico22
Sulla vicenda interviene anche il gruppo di minoranza Civico22 attraverso il coordinatore Paolo Dignani. «Il comune su questo progetto aveva investito anche 270 mila euro, di cui 180 frutto di una donazione di un privato cittadino. Come Civico22 votammo a favore della delibera per la revisione del bilancio al fine di poter usare le cifre sopra indicate per ripristinare la fruibilità di parte della ex sede del liceo Filelfo. Ci sembra che anche in questa vicenda l’amministrazione si sia mossa con poca cautela, scarsa competenza e una buona dose di pressappochismo. Tanti proclami quanti i problemi emersi nel corso dei lavori di risistemazione dello stabile che magari si sarebbero potuti evitare con sopralluoghi tecnici più accurati».
Il gruppo civico evidenzia come da questa vicenda «emerge ancora con più forza un dato politico: che la città è ostaggio delle diatribe tutte interne alle due destre: destra di governo e destra di opposizione a trazione Luconi con tanto di scesa in campo della destra di governo della provincia. Giochi di potere e di posizionamento consumati sulla pelle degli studenti e dei loro insegnanti, che da anni reclamano una sistemazione più adeguata e dignitosa in attesa del nuovo polo scolastico». Fa un’analisi dell’operato del governo cittadino: «E’ passato un anno dall’insediamento della giunta Scalvi. Un anno all’insegna di scivoloni ed inciampi vari appunto. Ad oggi questa amministrazione può vantare di aver dato alla città 10 nuovi parcheggi selvaggi in piazza della Libertà al fine di “salvare il commercio locale” e di rallegrare i nostri concittadini con feste di ogni genere. Inizialmente erano oggettivamente emersi alcuni punti di convergenza fra il nostro programma elettorale e quello della coalizione Sclavi e nel nostro piccolo abbiamo dato prova di coerenza, serietà ed affidabilità votando a favore di alcune delibere che ritenevamo particolarmente dirimenti per la vita della città ( edilizia scolastica ed area container su tutte). Di contro questa amministrazione si è contraddistinta per l’immobilità sulla sanità, per l’aumento della Tari (anche se dicono essere colpa dei loro predecessori per lavarsi la coscienza ), per il peggioramento della qualità del servizio mense scolastiche e infine per la futura esternalizzazione dello stesso servizio. Che dire – conclude Civico22 – la politica spettacolo è già naufragata: dal consiglio comunale inaugurale sotto le stelle, a piazze con musiche stonate il passo è stato breve. Noi perseguiamo la strada tracciata: perorare le cause di noi cittadini attraverso la partecipazione e la costruzione di idee».
No al trasferimento del Classico, Parcaroli: «Non è un mio capriccio, manca la necessaria sicurezza»
Quindi riassumendo il Presidente della Provincia Parcaroli individua il tecnico della provincia al quale viene affidato il compito di seguire il progetto e la realizzazione dei lavori per rendere agibile l’ex orfanatrofio e poter trasferire il Classico F.Filelfo; gli vengono anche conferiti i fondi: sia pubblici che una generosa donazione di un privato. Terminati i lavori PARCAROLI (e qualche suo nascosto suggeritore) si SVEGLIA e senza VERGOGNA a LAVORI TERMINATI e SOLDI SPESI dice che il trasferimento non si può fare perchè:1 si sta per costruire il nuovo polo scolastico che sarà pronto…tra 5-10 anni?? 2- che mancherebbe la verifica della vulnerabilità sismica. La mie domande sono: Parcaroli ha visitato le sedi dove i ragazzi e i docenti sono costretti ora a svolgere l’attività didattica?…QUELLI SONO LUOGHI IDONEI dove dovranno ancora per anni svolgere le attività didattiche? Inoltre vorrei sapere quali e quante scuole della provincia hanno avuto la verifica della vulnerabilità sismica,
Chi è che dimostra poca “competenza e scarsa cautela” e aggiungo anche una buona dose disonestà intellettuale?…Perchè le possibilità sono due : o in provincia hanno autorizzato lavori che non dovevano essere fatti perchè inutili, e quindi regna l’incompetenza, o Parcaroli adduce motivazioni false e pretestuose con una buona dose di cinismo, sulla pelle degli studenti e delle famiglie…e anche della città di Tolentino.
Purtroppo è un classico, è come il moto dell’onda sul bagnasciuga; come canta Rodolfo nella Bohéme “che cos’è quell’andare e venire, quel guardarmi così?”. E’ la lezione di Penelope al telaio. I cittadini maceratesi ne sanno qualcosa.
Ma de che stimo a parlà?? Sto diventando palloso a me stesso!!!
A Pollenza se dice “rvesti un bastò pare un pavò”, ma in politica non funziona così.
Avoglia a mettese la fascia (più de una) e gli in giro con le forbici sulle mà, ce vole che qualcosa capisci, sennò la gente si accorge che si solo un bastò con la fascia e le forbici.
Facciamoci qualche domanda, quante opere sono state inaugurate a Macerata dal Sindaco e soci, grazie a finanziamenti e progetti della vecchia amministrazione, e quante di queste effettivamente consegnate alla cittadinanza?
Quante opere dovevano ad oggi essere terminate, sempre grazie a finanziamenti e progetti della vecchia amministrazione, e quante di queste invece sono ancora un cantiere aperto?
Quante opere annunciate da questa amministrazione, farina del suo sacco, sono state effettivamente iniziate?
Non bastava fa danni a Macerata, il nostro bastò anche in provincia ha voluto mostrare la sua ruota, mi dispiace per gli studenti di Tolentino, ma dubito che saranno gli ultimi a ricevere danni da cotanto regnante.