Coro (quasi) unanime dall’opposizione:
«No al nuovo centro commerciale»

CIVITANOVA - La minoranza, consiliare e non, sottoscrive un documento per contrastare la politica urbanistica dell'amministrazione e soprattutto il progetto alla foce del fiume, dietro La Serra. Presenti Pd, Siamo Civitanova, M5S, La nuova città e Futuro in Comune. Non hanno aderito Paglialunga, Murri e Mancini

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Da sinistra Mirella Emiliozzi (M5s), Paola Petrelli (La nuova città), Silvia Squadroni (Siamo Civitanova), Stefano Mei (M5s), Lavinia Bianchi (Siamo Civitanova), Francesco Micucci (Pd), Piero Gismondi (La nuova città), Tommaso Corvatta e Nicola Lelli (entrambi Futuro in comune)

di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)

Un’osservazione in 8 punti per tentare di fermare la variante commerciale nell’area sud dietro la Serra. E’ la prima azione congiunta dell’opposizione di Civitanova riunita trasversalmente (con alcune vistose assenze) in un protocollo che prevede 5 capisaldi comuni su cui dare battaglia. Tutto questo è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte consiglieri comunali e attivisti politici.

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Tommaso Corvatta (Futuro in comune)

C’erano il promotore Tommaso Corvatta con Nicola Lelli, Francesco Micucci per il Pd, Paola Petrelli, Piero Gismondi per la lista La nuova città, Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi per “Siamo Civitanova” Stefano Mei e Mirella Emiliozzi per il Movimento 5 stelle. Assenti perché non hanno sottoscritto l’accordo Mirella Paglialunga, Letizia Murri e Roberto Mancini di Dipende da noi.  «Condividono i principi ma stanno ancora riflettendo se aderire al gruppo di lavoro», spiega Corvatta.

«Questa comunione di intenti nasce tra forze di opposizione anche diverse, ma è maturata per la consapevolezza che ci sono principi che riguardano progettazione urbana della città che ci uniscono – ha aggiunto Tommaso Corvatta – a Civitanova la saturazione urbanistica è elevata e non c’è il bisogno di consumare ulteriore suolo. Nei precedenti cinque anni si sono perseguiti gli interessi dei privati senza tenere conto dell’interesse pubblico».

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Francesco Micucci (Pd)

Da qui il piano programmatico in 5 punti tra cui il contrasto al consumo di suolo, alla speculazione edilizia, il perseguimento di scelte a favore della comunità, la difesa della specificità dei luoghi e delle funzioni, il perseguimento di azioni comuni per la difesa dei punti. Tra le prime azioni proprio la presentazione delle osservazioni alla variante. Tra queste l’opposizione eccepisce che il piano regolatore prevede già delle zone commerciali per cui non c’è necessità di un’area da modificare con le stesse caratteristiche e sottolinea poi come di fronte al centro commerciale di via Moro per cui si chiede la variante dovrà sorgere un’altra zona commerciale già prevista che renderà quella zona ancora più critica dal punto di vista del traffico e dell’ingresso e uscita dalla città. Si sottolinea poi come il verde e i parcheggi siano privi di strade di accesso e come la documentazione allegata col parere dell’Asur e la relazione geologica non siano aggiornati ma risalenti al 2009.

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Stefano Mei (M5s)

«A livello urbanistico in questi cinque anni abbiamo assistito al nulla a vantaggio della città e al molto a disposizione di pochi cittadini. Nulla abbiamo visto su Ceccotti, su borgo marinaro, sul porto con alcuni tentativi di impossessarsi da parte dei privati di aree pubbliche. Speravamo che il nuovo assessorato si distinguesse per una diversa spinta propulsiva, ma i primi passi dimostrano che è sulla stessa lunghezza d’onda del suo predecessore. A breve arriverà la Ceccotti e sembra anche questa ulteriormente impattante rispetto alla variante Polci – ha aggiunto Francesco Micucci, che poi ha lanciato anche un’appello alle forze di sinistra non presenti –  mi auguro che questo percorso stimolerà anche chi non è seduto qui a condividere almeno su queste tematiche comuni il nostro processo sennò questa amministrazione farà il bello e cattivo tempo. O c’è un’ opposizione comune su questi temi o sarà facile per loro continuare su questa strada».

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Silvia Squadroni

Sempre contrari alle lottizzazioni anche il Movimento 5 stelle che seppur non rappresentato in consiglio comunale appoggia la battaglia per un’urbanistica differente: «Il nostro programma è da sempre contrario alla speculazione edilizia – prosegue Stefano Mei – perché c’è un piano regolatore che ha già in sé tutti i presupposti per la crescita della città, e non capiamo perché quello strumento debba essere stravolto. Siamo contrari a ogni variante soprattutto se su aree addirittura esondabili a commerciale. E poi in questa amministrazione non c’è mai un percorso partecipato, tutto arriva in commissione a scatola chiusa e poi viene blindato». Ad aver aderito anche Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi: «Il piano regolatore va rispettato nelle parti che mancano o se abbiamo una continua mole di varianti va rivisto – sostiene la Squadroni – qui vengono facilitati i prenditori anziché gli imprenditori, per cui condividiamo quei valori che mi auguro tornino ad essere anche i valori della buona destra». Tecnico il commento di Piero Gismondi: «Le varianti vanno fatte o quando c’è un interesse collettivo o quando non ci sono altre aree con quella destinazione. Qui ancora ci sono grosse superficie commerciali da insediare ad esempio all’uscita dell’autostrada, penso alla zona Morichetti e altri comparti per cui i presupposti per altre varianti non ci sono né tanto meno l’ utilità pubblica». Infine Lavinia Bianchi: «Manca totalmente una visione di futuro – dice – un assessorato incoerente che da un lato propone incontri sull’ambiente, dall’altro cementifica».


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