«Zone a rischio e prevenzione:
gli strumenti ci sono,
adesso bisogna agire»

POLITICA - L’ex rettore dell’Università di Camerino, Fulvio Esposito, candidato alla Camera per Italia Democratica e Progressista interviene sull’alluvione che ha colpito le Marche, illustrando anche le tre priorità in agenda
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Fulvio Esposito

«L’odore del fango me lo ricordo ancora. Il colore, che aveva reso tutto uguale, e la consistenza appiccicosa di quella melma non te li scordi più. Era il 1966 e con i compagni del liceo andammo a togliere il fango dalla Biblioteca Nazionale di Firenze. Allora ci furono 38 vittime, 20mila famiglie senza casa e 6mila aziende chiusero l’attività. Le immagini della tragedia che ha colpito la nostra regione, e che nel fine settimana ha toccato anche i nostri territori, mi hanno subito riportato a quegli anni».
Fulvio Esposito, rettore dell’Università di Camerino fino al 2011 e oggi candidato alla Camera dei deputati per la coalizione di centro-sinistra ‘Italia Democratica e Progressista’ nel collegio uninominale Marche 2, non poteva certo sapere, allora, che nella sua vita professionale avrebbe avuto occasione di occuparsi delle conseguenze di eventi naturali.
Oltre ad essere impegnato sui tavoli internazionali (Ocse, Commissione Europea e G7) come esperto di politiche della ricerca e di contrasto alle disuguaglianze, è infatti tra i promotori di ‘Redi’, il consorzio nato in seguito al sisma del 2016 per sviluppare strategie volte a ridurre i rischi associati alle conseguenze degli eventi naturali.

Professore, cosa può fare la ricerca per le comunità che vivono nelle aree a rischio?
«La ricerca non solo può fare, ma ha fatto molto. Se oggi andiamo sui cantieri della ricostruzione post-sisma, ancora troppo lenta rispetto alle necessità delle popolazioni colpite, vediamo applicare tecnologie e materiali che sono il risultato della ricerca e che ci daranno case più sicure ed efficienti dal punto di vista energetico. L’osservazione della Terra dai satelliti ci invia, in tempo reale, immagini che possono identificare con precisione e anticipo sufficienti le zone a rischio di eventi meteo eccezionali. Poi, queste immagini devono essere tradotte in un sistema di allerta pronto ed efficace, che raggiunga tempestivamente istituzioni e cittadini: qui non ci siamo ancora ma, grazie alla digitalizzazione, si può fare, subito, non domani. In più, l’osservazione spaziale, insieme alle tecniche tradizionali, permette di identificare le aree in cui è necessario effettuare interventi di messa in sicurezza del territorio che si traducono in efficace prevenzione».

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Allagamenti a Camerino

Ma se gli strumenti ci sono, cosa manca per avere un sistema che assicuri prevenzione e mitigazione?
«Manca un collegamento stretto e diretto fra il sistema della ricerca e dell’innovazione, che ha i suoi punti di forza nelle università e negli enti pubblici di ricerca, e le amministrazioni locali e nazionali che hanno la responsabilità di elaborare e attuare gli interventi. Proprio per realizzare questo collegamento, sull’impulso del devastante sisma del 2016, si è costituito un Consorzio che comprende l’Università di Camerino, il Gran Sasso Science Institute, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lo scopo del Consorzio Redi (Riduzione rischi di Disastri) è proprio quello di sviluppare la consapevolezza su questi temi nei cittadini (dai più piccoli, dalle scuole, fino alle persone anziane) e assistere i decisori politici nella programmazione e nell’attuazione di interventi immediati o di medio e lungo termine per ridurre i rischi attraverso la prevenzione, l’adattamento e la mitigazione».

Il Parlamento che eleggeremo il 25 settembre che cosa può fare?
«Il nuovo Parlamento può e deve fare moltissimo: innanzitutto accelerando le transizioni ecologica e digitale.
Ma anche i cittadini possono fare tanto, andando a votare. Occorre sostenere le persone e le forze politiche che mettono al primo posto le sfide imposte dal cambiamento climatico. Occorre appoggiare chi pensa che, grazie alle transizioni digitale ed ecologica, ambiente e lavoro possano diventare pienamente compatibili e che da questa compatibilità possano nascere opportunità di lavoro per i giovani, in particolare in una regione come la nostra. Fidiamoci di chi sta sul territorio, lo ascolta, ne conosce le esigenze e si impegna per dargli voce. Adesso il pallino è in mano ai cittadini, perché domenica saranno loro a scegliere: se il Parlamento dovesse essere messo nelle mani di persone incompetenti, che negano il cambiamento climatico e non capiscono l’urgenza della transizione ecologica, nubi scure, come quelle che abbiamo visto in questi giorni, si addenseranno sul nostro Paese».

presentazione_fulvio_espositoA proposito di programmi, quali sono le due proposte irrinunciabili dell’agenda della sua coalizione?
«Veramente io ne ho tre, perché la nostra è una situazione particolare. Il territorio delle Marche è stato quello più colpito dal sisma del 2016. Qui si trova il 60% degli edifici seriamente danneggiati, la maggior parte dei quali sta nella provincia di Macerata.
Prima: la priorità numero uno non può che essere una ‘corsia a scorrimento veloce’ per la ricostruzione, come quella che sta attivando il Commissario Legnini, che dovrà essere in condizione di continuare il suo lavoro.
Seconda: per ridare impulso allo sviluppo di questo territorio occorre, sfruttando tutte le opportunità – specialmente quelle offerte dal Pnrr – accelerare le transizioni di cui parlavo prima: digitale ed ecologica. Il processo però dev’essere guidato e gestito, affinché non diventino fattori di disuguaglianze ma elementi e leve di promozione sociale, economica e territoriale. I rischi ci sono e ne abbiamo visto esempi durante la pandemia e i connessi lockdown: la possibilità di lavorare e studiare a distanza ha offerto opportunità importanti, ma non alla portata di tutti. Ecco perché le transizioni devono essere governate con scrupolosa attenzione, in particolare, per le fasce più deboli. Le nostre imprese, specie le piccole o micro, devono essere facilitate e accompagnate nell’adozione delle nuove tecnologie green e digital perché non cadano preda dei giganti globali. La presenza nel territorio del collegio di due Università è una formidabile opportunità da sfruttare.
Terza: fare dell’Italia e del nostro territorio un ‘Paese per giovani’, creando occasioni di lavoro vero, degno, riconosciuto. Nel solo 2019, 71.000 giovani tra i 20 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia. Si stima che almeno la metà abbiano un titolo di studio superiore. Una perdita di talenti netta e disastrosa, avvertita anche qui, nelle città e nei borghi del nostro collegio. Le nuove tecnologie e un’aspettativa di vita che si allunga possono costituire un’occasione straordinaria, se affidiamo ai giovani che escono dalle nostre scuole e dalle nostre università il ruolo di ‘mediatori’ fra le tecnologie e le persone anziane, portando loro a domicilio i servizi essenziali, a cominciare dalla salute. Opportunità di lavoro qualificato e qualità della vita per tutti, contrastando le disuguaglianze geografiche, sociali ed economiche. Questo è il mio programma, per Italia Democratica e Progressista. Questo è il mio impegno».

Per contatti: fulvioesposito.segreteria@gmail.com
Pagina Facebook ufficiale: https://www.facebook.com/FulvioEsposito.UninominaleMacerata
Pagina Instagram ufficiale: www.instagram.com/fulvioesposito_candidato/

(Messaggio elettorale a pagamento)
Volantino



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