La partita delle demolizioni,
a Castelsantangelo l’operazione più massiccia:
«Inizio lavori entro settembre»

SISMA - Saranno interessati 179 edifici tra capoluogo e frazioni. Di pari passo lo smaltimento delle macerie e il recupero di beni architettonici e storici che dovranno essere utilizzati per la ricostruzione
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Danni a Castelsantangelo

Castelsantangelo, il piano per la ricostruzione: procedure d’appalto la prossima settimana e inizio lavori di demolizione entro settembre. Questa la time line indicata dall’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli: sono 179 gli edifici da demolire totalmente o parzialmente. «Siamo davanti ad un programma complesso che non prevede solo demolizioni e smontaggi controllati ma che passa anche attraverso il recupero di beni di valore e delle strutture storiche e architettoniche di pregio. Un’opera strategica e necessaria per avviare la ricostruzione dei borghi più devastati dal sisma» dice Castelli sul piano redatto dall’Ufficio speciale ricostruzione, per predisporre le operazioni di ripartenza dopo il sisma nei comuni del cratere.

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L’assessore Guido Castelli

Si tratta di Ussita (12 edifici e il cimitero monumentale di Castelmurato), Visso (77 edifici), Pieve Torina (12), e Arquata (24 edifici). L’operazione più massiccia sarà però a Castelsantangelo, con 179 edifici tra capoluogo e frazioni. «Si tratta di un’operazione fondamentale per dare il la al processo di riconfigurazione di questi borghi – aggiunge Castelli -. A Castelsantangelo, in particolare, abbiamo il numero più alto di interventi nella zona del cratere marchigiano». Nello specifico gli interventi sono divisi un due tranche. «Una riguarda proprio il capoluogo, ed ha un costo di circa 2,7 milioni per 40 edifici – dice Castelli -, mentre l’altro riguarda le sei frazioni di Macchie, Nocelleto, Nocria, Gualdo, Rapegna e Vallinfante ed ha un costo di circa 6,5 milioni di euro per 139 edifici. I lavori, in base a una timeline che prevede per la prossima settimana le procedure di gara per l’affidamento, dovrebbero partire entro il mese di settembre». Il progetto per il cuore di Castelsantangelo coinvolge 20 immobili nella parte alta del borgo e 20 nella parte bassa. I lavori prevedono la demolizione totale o parziale, lo smontaggio controllato (per recuperare beni di valore e strutture architettoniche e storiche di pregio) e alcune messe e in sicurezza. A livello numerico è stato stimato un volume complessivo di oltre 8.600 metri cubi di macerie che verranno lavorate e successivamente pesate, trasportate e recuperate o smaltite, per un peso complessivo che si aggira intorno alle 14.200 tonnellate.

macerie-1-650x488Per le frazioni la stima del volume complessivo di macerie che verranno lavorate è di circa 27.882 metri cubi per un peso complessivo valutato di circa 46.006 tonnellate. Sulle macerie c’è una differenza fondamentale rispetto alla fase immediatamente successiva all’emergenza quando venivano trattate come rifiuto urbano, trasportate in appositi piazzali allo scopo realizzati, in cui si provvedeva alla cernita ed allo smaltimento dei singoli materiali. Gli elementi di pregio vincolati dalla Sovrintendenza sono stati imbancati e accatastati in aree prese in affitto, per le quali tuttora si continua a pagare il canone. Nel piano dell’Usr, invece, tutte le demolizioni verranno affidate ad una serie di ditte specializzate che agiranno sul posto per la cernita dei materiali, che verranno selezionati e trattati dunque come “rifiuti da demolizione”.

Importante la parte relativa al materiale vincolato dalla Sovrintendenza che verrà collocato nell’area di sedime di ogni immobile demolito. Gli elementi di interesse dovranno obbligatoriamente essere riutilizzati nella fase di ricostruzione. Durante le operazioni verrà allestita anche una zona destinata i proprietari degli immobili, che così avranno modo di assistere e partecipare ad ogni passaggio. In relazione alle ditte specializzate coinvolte nel piano, l’Usr procederà ad invitare le ditte iscritte nell’elenco della Suam regionale, che in gran parte risultano essere marchigiane o di zone limitrofe.

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