Unimc in lutto
per la scomparsa di Paolo Grossi

MACERATA - L'ex presidente della Corte costituzionale, morto a 89 anni, è stato preside della facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo cittadino. Il 12 giugno del 2013 l’allora rettore Luigi Lacchè gli conferì la laurea honoris causa. Il cordoglio di Francesco Adornato
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Luigi Lacchè, Paolo Grossi e Francesco Adornato

Morto a 89 anni Paolo Grossi, l’ex presidente della Corte costituzionale, che è stato preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata. Il rettore Francesco Adornato esprime il cordoglio dell’ateneo per «uno dei più importanti giuristi e storici del diritto del nostro tempo, maestro per più generazioni di studiosi di tutto il mondo».

Paolo-Grossi-Giudice costituzionale, socio dell’accademia nazionale dei lincei, Paolo Grossi è stato per quarant’anni professore ordinario di Storia del diritto nella Facoltà giuridica di Firenze, ha fondato il Centro studi per la storia del pensiero giuridico moderno e la rivista Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno. Nel 1963 ha vinto la cattedra alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, di cui è stato preside dal 1964 al 1966. Primo allievo di Grossi è stato Mario Sbriccoli. I rapporti con l’ateneo maceratese sono proseguiti negli anni, con la partecipazione di Grossi a seminari, convegni, iniziative organizzate anche nell’ambito della Scuola di studi superiori Giacomo Leopardi. A una delle sue ultime lezioni nel 2018 l’aula blu del Polo Pantaleoni era gremita da duecento studenti.

Paolo-Grossi-2-325x217Il 12 giugno del 2013 l’allora rettore Luigi Lacchè conferì allo storico del diritto la laurea honoris causa in Studi politici e internazionali. Il preside di Facoltà era Francesco Adornato, che lesse la laudatio. In quell’occasione Grossi tratteggiò i suoi ricordi maceratesi «Macerata – disse – è un po’ anche mia come istituzione accademica. I cinque anni trascorsi qui sono stati per me estremamente fertili. Qui c’era una comunità di giovani giuristi, da cui ho appreso molto. Ricordo i colloqui e i dialoghi fecondi che facevamo in queste aule o durante le lunghe passeggiate intorno alle mura. Un colloquio fitto con gli studenti, soprattutto con uno di essi, diventato per me un Maestro dal punto di vista intellettuale, Mario Sbriccoli. Questa nostra comunità è segno di quello che abbiamo costruito insieme e rappresenta una profonda sintonia culturale che si è instaurata tra noi».



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