Silvano Scalzini, da ristoratore a cantastorie
«Il primo apericena della storia
lo fece il Papa al castello della Rancia»

TOLENTINO - Fotografo e appassionato di storia, il titolare del Picciolo di Rame appena chiuso, ha presentato il suo libro “Aldilà degli archi” al Politeama. «Viviamo nella terra più bella del mondo, va raccontata»
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La presentazione del libro “Aldilà degli archi”

di Marco Ribechi

Un libro sulla storia perduta di Tolentino e dei suoi archi di trionfo. È stato presentato giovedì al Politeama di Tolentino il volume “Aldilà degli archi” realizzato dal fotografo, ristoratore e cantastorie Silvano Scalzini, già gestore del ristorante il Picciolo di Rame di Caldarola. Davanti a un numeroso pubblico, tra cui l’imprenditore Franco Moschini, l’ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, Francesco Massi, il presidente della Comunità montana Giampiero Feliciotti e i proprietari dell’azienda di alcolici Carsetti, Scalzini ha raccontato le vicende che lo hanno portato ad investigare sulla storia della città: «Da sempre sono un grande curioso e appassionato di storia – spiega l’autore – un giorno ho iniziato a chiedermi come mai a Tolentino e aree limitrofe ci fossero così tanti archi sparsi nelle campagne di cui nessuno sapeva darmi spiegazioni. Cercando mi sono imbattuto in degli indizi e in un libro che narrava il viaggio del 1782 che portò Papa Pio VI a Vienna, di cui ci sono abbondanti tracce proprio qui nel nostro territorio, ovvero la terra dei Papi come ho scritto nel sottotitolo».

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Silvano Scalzini

Nel volume dati reali, documenti architettonici e indagine storica si mischiano con un po’ di fantasia narrativa, come nel caso del primo apericena della storia, secondo Scalzini consumata proprio nel castello della Rancia. «Secondo i calcoli – prosegue Scalzini – e anche secondo quanto riportato nel testo antico, il Papa sarebbe arrivato nei pressi di Tolentino verso le 18 per consumare un pasto rapido, fatto di pietanze prevalentemente fredde, che fosse a metà tra uno spuntino e una cena. A me piace immaginarla come l’invenzione dell’apericena che oggi va tanto di moda». E inoltre anche un’altra storia incredibile, ovvero il rinvenimento di una medaglia con l’effige di Castelfidardo al collo del famoso Toro Seduto: «È una storia di soldati mercenari irlandesi e bottini di guerra – dice scherzando Scalzini – sta di fatto che in una delle foto del grande capo indiano si può chiaramente vedere la presenza di questo medaglione».

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Franco Moschini e Giuseppe Pezzanesi

Secondo Scalzini il territorio marchigiano è il più bello al mondo ma bisogna recuperare e raccontare queste storie che sono le più interessanti per i turisti. «Nel mio locale, ora purtroppo chiuso – spiega Scalzini – ho ricevuto centinaia di stranieri che amano questa terra e addirittura vengono a vivere qui nelle campagne. queste storie sono quello che cercano e la nostra tradizione ne è ricchissima, solo che vengono poco valorizzate. Per questo oltre al libro “Aldilà degli archi” ho voluto tradurre in inglese il mio volume precedente “Le ricette del signor Lardo” proprio per mostrare l’intelligenza contadina e soprattutto le origini della nostra tradizione agricola e gastronomica». Infine, oltre ai due libri, Scalzini ha mostrato la sua ultima creazione, un Mistrà dalla ricetta personalissima e dal gusto eccellente che presto entrerà in commercio. «Anche per il mistrà c’è una bella storia che parte dal castello di Mystras in Grecia, oggi patrimonio dell’Unesco – conclude Scalzini – collega l’ouzo greco, i francesi e i veneziani alla nostra Regione, che era molto legata alla Serenissima inviando anche un doge da Fermo. Viviamo in una terra straordinaria dove le storie da raccontare non terminano mai».

«Pandemia, guerra e niente personale: chiudo Il Picciolo di rame dopo 21 anni»

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Il Mistrà di Scalzini

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Il volume Aldilà degli Archi

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