Casa di riposo di Camerino,
ai dipendenti mancano 4 mensilità:
«Nessuna certezza sul nostro futuro»

PROTESTA - Striscione degli operatori della cooperativa Eurotrend, che non hanno ricevuto la tredicesima e gli ultimi 3 mesi di stipendio. «Dietro ogni persona ci sono famiglie, problemi ed incombenze che non possono attendere. Facciamo il nostro lavoro ma non sappiamo fino a quando potremo continuare». Sante Elisei, presidente del Cda della fondazione Casa Amica: «Abbiamo affidato l'incarico alla Coos Marche per proseguire il servizio fino al 31 dicembre»
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I dipendenti della casa di riposo

di Monia Orazi

«Il lavoro va retribuito, il silenzio non paga». Con questo striscione i dipendenti della casa di riposo hanno reso visibile la loro protesta per non aver ricevuto le retribuzioni di aprile, maggio, giugno e parte della tredicesima, per un totale di quattro mensilità. Si tratta di una ventina di dipendenti che senza stipendio iniziano ad essere in difficoltà nella gestione della loro vita quotidiana.

Oggi pomeriggio si è tenuto un incontro nella sede della struttura in località Le Mosse tra tutti i dipendenti della cooperativa Eurotrend di Biella, che gestisce diverse strutture in tutta Italia ed è da tempo in difficoltà, alla presenza del presidente del consiglio di amministrazione di Casa Amica, la fondazione che gestisce la casa di riposo, Sante Elisei, del consigliere Leonardo Casaroli e degli avvocati Bruno Pettinari e Giovanna Sartori che patrocineranno gratuitamente i dipendenti, per aiutarli ad ottenere quanto spetta loro.

«Come sapete ci stiamo muovendo su più fronti – ha detto Sante Elisei ai dipendenti – abbiamo affidato l’incarico alla Coos Marche per proseguire il servizio fino al 31 dicembre, nei prossimi giorni sarete chiamati a firmare i contratti di lavoro. Dovrebbero entrare in servizio dal 15 giugno, poi sarà la nuova amministrazione comunale a provvedere alla gara d’appalto. Il nodo da sciogliere sono le mancate retribuzioni, come fondazione cercheremo di anticiparle, decurtandole dalle somme che dovremmo dare alla cooperativa inadempiente».

È toccato poi agli avvocati Sartori e Pettinari illustrare i prossimi passi da compiere, in primo luogo per ottenere un anticipo degli stipendi dalla fondazione e successivamente per inserirsi nel lungo e complicato meccanico giuridico per recuperare gli stipendi che la Eurotrend avrebbe dovuto versare. Dopo settimane di difficoltà, erano stati gli stessi dipendenti a chiedere aiuto con una lettera aperta: «Abbiamo la necessità, a questo punto, di rompere l’assordante silenzio in merito alla surreale situazione in cui ci hanno accompagnato gli ultimi anni».

Nella nota i lavoratori ripercorrono le difficoltà di questi due anni: «Già da febbraio 2020, la cooperativa che gestisce il servizio per conto del comune di Camerino, ci ha dato avvisaglie di cedimento economico, congelando le ferie dell’anno 2020, chiedendoci il sacrificio di trattenute in busta paga, più volte per colmare un buco, ci dicevano allora di 200mila euro, poi, nell’immediato ci hanno definito un debito di 2.666.167,38 euro. Nonostante ciò, dal 2018, non si capisce come mai, la vecchia gestione non abbia indetto una nuova gara d’appalto per revocare il mandato alla cooperativa attuale, anzi regalandole una proroga a tempo indeterminato ed ad oggi ancora non è stata avviata nessuna gara d’appalto». Gli stipendi non pagati mettono in difficoltà i dipendenti e le loro famiglie: «Intanto, con giugno e con la tredicesima pagata solo per metà, siamo a 4 mensilità che il personale non ha ancora avuto, che nessuno ci dà rassicurazioni in merito, non solo alle nostre mensilità, ma al nostro destino. Nonostante ciò, stiamo svolgendo il nostro lavoro, con dignità e abnegazione, assicurando il servizio al meglio agli ospiti della struttura. Ma fino a quando potremo farlo? Dietro ogni persona ci sono famiglie, problemi ed incombenze che non possono attendere, e soprattutto c’è la dignità e la professionalità che va pagata, e riconosciuta. Se responsabilità ci sono, che emergano e che soprattutto ci venga riconosciuto a breve quanto da noi dovuto e lavorato».

Casa di riposo, in attesa di stipendio i dipendenti della cooperativa



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