Giorno del ricordo a Civitanova:
«Mai più nascondere
gli orrori degli uomini»

CIVITANOVA - Celebrazioni in città per le vittime delle Foibe con la deposizione di una corona d'allora al monumento e una diretta streaming con gli studenti. Il sindaco Ciarapica: «Ci troviamo ancora una volta  a condannare i regimi dittatoriali»
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Le celebrazioni a Civitanova

«Nessuno mai più possa nascondere gli errori e gli orrori che uomini compiono ai danni degli altri uomini». Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha aperto i lavori per la Giornata del ricordo a Civitanova, cerimonia che si è svolta sia in presenza con un piccolo momento memoriale di deposizione di una corona di alloro in piazza martiri delle foibe che in streaming con gli studenti delle scuole cittadine.

Circa 150 visualizzazioni questa mattina dalla pagina del consiglio comunale per la giornata commemorativa che ha visto la partecipazione del presidente del consiglio Claudio Morresi, dell’assessore alla scuola Barbara Capponi e del sindaco Fabrizio Ciarapica.

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Il sindaco in streaming con gli studenti per il Giorno del ricordo

«Il giorno del ricordo, istituito per commemorare le vittime delle foibe e il dramma dell’esodo istriano-dalmata, è una ricorrenza sulla quale pesano sentimenti di parte. Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella va dato merito di aver operato con accortezza per valorizzare ciò che ci unisce alle repubbliche ex jugoslave grazie al progetto europeista. La storia non si cancella, le sofferenze delle popolazioni di questa terra non si dimenticano» ha detto il presidente del consiglio comunale Morresi.

«Oggi siamo qui, per ricordare e onorare italiani massacrati e dimenticati in queste grandi fosse naturali nel terreno carsico – ha ricordato il sindaco Fabrizio Ciarapica – chiamate appunto foibe. Ci troviamo ancora una volta  a condannare i regimi dittatoriali senza alcuna esitazione siano essi di destra o di sinistra che hanno interrotto o costretto a cambiar vita a migliaia di persone, oltraggiando qualsiasi diritto umano. Il primo italiano che volle riconoscere ufficialmente e direi politicamente questa parte di storia fu l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga recandosi nel 1991, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, nella foiba di Basovizza, in cui si erano ritrovati 500 metri cubi di cadaveri diventato poi sacrario. Oggi noi l’abbiamo fatto insieme a tutti voi perché nessuno mai più possa nascondere gli errori e gli orrori che uomini compiono ai danni degli altri uomini, schiacciando le minoranze e negando i diritti fondamentali della persona».

Foto2-4-650x488L’assessore Barbara Capponi ha invitato i ragazzi ad attualizzare il messaggio e la memoria per trasformarla in memoriale e non disperderla. Poi è stata la volta degli interventi di studiosi e ragazzi tra cui Alberto Mogliani, autore del manifesto realizzato per la manifestazione: «ho realizzato il manifesto – ha detto l’autore studente della quinta B dell’Istituto Bonifazi –  rappresentando le emozioni dettate dalla mia coscienza per quelle atrocità e quelle violenze. Brutalità che in altre versioni esistono anche oggi. Con il colore grigio ho espresso la tristezza che emerge anche dalla figura della ragazza. Le uniche note di colore sono rappresentate dalla bandiera italiana». A raccontare ai ragazzi il contesto storico sono stati Stefano Cosimi il quale ha illustrato, nel corso del suo intervento, le vicissitudini legate ai territori della Venezia Giulia, dell’Istria, della Dalmazia partendo dall’epoca dell’Impero Romano d’Oriente per poi soffermarsi sul periodo storico della Seconda Guerra Mondiale e sono quindi intervenuti gli studenti delle scuole che hanno presentato i loro lavori sul tema.

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