Antenne 5G, il piano a Macerata:
«Ci saranno tra 25 e 30 postazioni
In centro storico le dovremo mascherare»

IL COMUNE ha quasi definito il lavoro, affidato ad una azienda, per la localizzazione degli impianti di trasmissione telefonica. Per il segnale di ultima generazione si prevendono diversi punti, l'assessore Laura Laviano: «Gli operatori sono tanti, ci arrivano di continuo i loro piani e l’interesse a coprire quella zona invece che l’altra. Dovendo dare copertura all'intera città non potranno essere sistemate in luoghi isolati o in campagna. È necessario avere una predisposizione molto ampia di tutte le zone ed i quartieri per evitare in futuro la necessità di intervenire perché in un’area il segnale è scarso»
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Laura Laviano

 

di Mauro Giustozzi

Il piano antenne è ai dettagli, oramai la società che è stata incaricata dal Comune ha redatto a grandi linee la localizzazione degli impianti di trasmissione telefonica che saranno installati sul suolo pubblico, oltre a quelli che invece verranno montati su aree e terreni di proprietà di privati. Manca la definizione di due postazioni ma il grosso del lavoro è alle spalle, prima che il faldone finisca all’esame della Commissione consiliare competente e successivamente passi il vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione.

«Lo studio affidato alla la ditta Polab Srl è molto avanzato –afferma l’assessore all’Ambiente, Laura Laviano – anche alla luce delle ultime modifiche delle normative uscite a luglio 2021 dove per le zone di proprietà comunale è stato fissato un tetto massimo di 800 euro annui di canone che l’operatore dovrà versare nelle casse del Comune, cosa che invece non vale per il privato che ospita questi impianti e non ha tetti di canone. Questo fa sì che non ci sia quel business che in passato veniva accostato all’installazione di tali impianti che potevano arrivare a pagare anche 12mila euro l’anno di canone.

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Antenne telefoniche

Da un lato questo elimina qualsiasi tipo di speculazione in merito, ma dall’altro rappresenta anche un forte taglio agli introiti comunali alla voce canoni di affitto impianti telefonici. Tornando al piano l’ufficio tecnico incaricato assieme a Polab sta valutando le ultime due aree destinate a tali impianti per verificare quali sono le zone di proprietà comunale meno impattanti per quanto riguarda i cittadini perché questo è molto importante. Dal punto di vista della salute si tratta di un aspetto scontato ma una valutazione deve essere presa anche a livello paesaggistico dove sorge l’antenna: abbiamo delle aree di proprietà comunale dove attualmente non c’è nulla, ma dove è predisposto in futuro lo sviluppo di un qualcosa ed allora magari lì non è opportuno insediare un antenna telefonica. Queste antenne dovranno comunque sorgere in città e qualche cittadino sarà meno contento di altri».

Si prevede una numero molto elevato di postazioni di antenne che copriranno il territorio comunale per irradiare il segnale 5G. «Il numero delle postazioni destinate ad ospitare le antenne telefoniche oscilla tra 25 e 30 – sottolinea ancora l’assessore Laviano – anche perché gli operatori sono tanti, ci arrivano di continuo i loro piani e l’interesse a coprire quella zona invece che l’altra. Dovendo dare copertura all’intera città, è chiaro che non potranno essere sistemate in luoghi isolati o in campagna. Nello sviluppo di questo piano antenne dobbiamo considerare le richieste che verranno fatte: è necessario avere una predisposizione molto ampia di tutte le zone ed i quartieri della città proprio per evitare in futuro la necessità di intervenire perché in quell’area il segnale è scarso. E questo deve essere fatto in presenza di complicanze di un territorio comunale fatto di saliscendi che rende più difficile l’individuazione dei siti. C’è poi tutta la parte storica del centro – continua Laviano – dove bisogna fare attenzione a cercare di mascherare in qualche modo queste antenne in modo che non deturpino la visuale di edifici e palazzi storici. Credo entro qualche mese il piano antenne potrà essere presentato nelle sedi dovute e quindi in consiglio comunale dove sarà necessaria la presenza della stessa ditta Polab per chiarire gli aspetti tecnici delle scelte fatte».

Sul fronte dell’installazione delle antenne un caso a parte è la situazione di Sforzacosta dove è stata effettuata una raccolta di firme tra i residenti per scongiurare la presenza di un impianto telefonico nel piazzale della stazione ferroviaria ma il cui iter non si è affatto interrotto perché non è stato possibile individuare un sito alternativo dove spostare l’antenna. «C’è stata una raccolta di firme tra i cittadini contrari a quell’installazione – conclude l’assessore Laviano – come amministrazione si è cercato di mediare e cercare una soluzione diversa in altre aree dove piazzare questa antenna telefonica. Aree comunali in quella zona non ce ne sono che diano la stessa copertura richiesta dalla società telefonica, si è cercato di coinvolgere qualche privato ma non spetta poi al Comune effettuare questa trattativa. L’unica area comunale disponibile è la rotonda che poi innesta sulla Carrareccia, ma in quella zona nascerà in futuro il nuovo ospedale e poi sarebbe comunque problematico effettuare la manutenzione su una strada assai trafficata, una delle porte di ingresso a sud della città. Dei tentativi come Comune per cercare soluzioni sono stati fatti ma ci sono delle difficoltà oggettivo per spostare da quella sede l’antenna, anche perché poi l’iter amministrativo e autorizzativo è partito da tempo e bloccarlo è molto difficile viste queste condizioni».



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