«No a nuovi termovalorizzatori nelle Marche,
tantomeno nel Maceratese»

LEGAMBIENTE sull’ipotetico nuovo impianto in provincia. Il presidente Marco Ciarulli: «Per sviluppare l’economia circolare tanti impianti di riciclo»
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Marco Ciarulli

«Le Marche non hanno bisogno di nuovi termovalorizzatori, tantomeno la provincia di Macerata, che offre un’eccellente servizio con ottimi risultati nella gestione dei rifiuti, che va solo implementato su alcuni aspetti». A dichiararlo Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche. «L’impiantistica va sviluppata realizzando gli impianti di riciclo, non quelli di recupero energetico da combustione dei rifiuti che andrebbero a depotenziare l’ottimo lavoro fatto con la raccolta differenziata, vincolando le politiche future ad una produzione costante di rifiuti per alimentare l’impianto . sottolinea -. La priorità deve essere la riduzione della produzione di rifiuti, ed attorno a questa priorità, dobbiamo sviluppare strategie opportunamente legate all’economia circolare».

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Il Green point a Castelraimondo

L’associazione, nella recente edizione di “Ecoforum Marche”, ha comunque sottolineato l’importanza del lavoro che sta svolgendo il Cosmari, attraverso l’impianto di digestione anaerobica e i green point installati a Castelraimondo, due ottime pratiche in termini di economia circolare. «La direzione è stata tracciata – conclude Ciarulli – perseguiamola sviluppando azioni di prevenzione e nuovi impianti di riciclo, come il biodigestore o l’impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti della persona. Con queste soluzioni possiamo realmente affamare le discariche e raggiungere l’obiettivo fissato dall’Ue di conferire al 2035 meno del 10% dei rifiuti urbani prodotti. Abbiamo premiato il Cosmari nell’aprile 2017 a Bruxelles al Parlamento europeo, davanti all’allora vicepresidente della Commissione Ue Katainen, come uno dei campioni dell’economia circolare italiana per le politiche coraggiose e all’avanguardia portate avanti negli anni. La strada da perseguire nel futuro è quella fondata sull’economia circolare, sarebbe davvero incomprensibile un’inversione a U, tornando al passato con la termovalorizzazione».

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