Ad Unimc il Servizio civile
diventa anche digitale

MACERATA - Si tratta di un nuovo progetto per favorire l’uso dei servizi pubblici online. L'ateneo ha partecipato con l'iniziativa “Costruire linguaggi digitali comuni”. I posti disponibili sono due
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Il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato

 

Da quest’anno il Servizio civile diventa anche digitale: un nuovo progetto per favorire l’uso dei servizi pubblici online. Saranno mille gli operatori volontari che verranno formati e opereranno con il ruolo di “facilitatori digitali”. Tra le sedi che è possibile scegliere per il Servizi civile digitale c’è anche l’Università di Macerata con il progetto “Costruire linguaggi digitali comuni”. I posti disponibili sono due e possono concorrere giovani con età tra i 18 e i 28 anni. L’ateneo è anche sede del Servizio civile più tradizionale, che si potrà svolgere all’interno delle biblioteche Unimc come supporto agli utenti. In questo caso il progetto si intitola “Studiare e vivere a Macerata” e i posti disponibili sono 13. Entrambi i bandi scadono il 26 gennaio e sono disponibili sul sito dell’Arci Sevizio Civile di Jesi. Gli operatori volontari percepiranno un indennizzo di oltre 400 euro al mese per un anno. Per poter presentare domanda è necessario munirsi dello Spid, l’identità digitale, che si può richiedere gratuitamente a Poste Italiane. Per maggiori informazioni, è possibile consultare anche il sito unimc.it.



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