Parcheggi nell’area portuale
«Un visione politica misera»

CIVITANOVA - Giovanni Corallini, ex consigliere comunale e probabile quinto candidato sindaco, commenta la decisione della giunta di realizzare 120 posti auto nell'area dell'ex cantiere Anconetani: «Denota assenza di progettualità generale»
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Giovanni Corallini

 

Parcheggi nell’ex cantiere Anconetani a Civitanova, Giovanni Corallini: «decisione strampalata, quell’area rimanga a servizio del porto, mettere solo posti auto denota povertà politica e miseria di visione».

L’ex consigliere comunale, probabile quinto candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative (si attende a breve l’ufficializzazione della lista) Corallini commenta il provvedimento della giunta deliberato l’ultimo giorno del 2021 per cui si stanziano risorse per realizzare 120 posti auto all’interno dell’area portuale nella zona dove un tempo sorgeva il cantiere Anconetani e recentemente tornata nella disponibilità del comune. «Ciarapica continua a gettare fumo negli occhi dei civitanovesi con la solita storia dei parcheggi, che, ricordiamo, qualche anno fa voleva vendere a Strever. Ci dovrebbe spiegare dall’alto dei suoi cinque anni di incapacità e barzellette, se anche qui c’è qualche sorpresa dietro per la città. E’ una decisione strampalata, quell’ area deve rimanere integrata al porto e semmai può servire a valorizzarlo, unendo servizi o attività che possano integrarlo alla città».

Corallini avanza due ipotesi: «Perché non pensare ad una scuola per maestri d’ascia e per la cantieristica, per favorire arte e mestiere ai giovani, liberi poi di andare in giro per il mondo con questa esperienza professionale, oppure decidere di integrarla alla città con una apertura al mare che preveda verde e qualche attività, penso alla ristorazione, a servizi e attività legate alla pesca ed al diporto. Il tutto comunque da concertare e discutere con gli operatori del settore, in un progetto generale di tutta la zona, cioè la riqualificazione delle banchine del diporto è un restyling dei capannoni presenti e delle varie aree portuali, così da integrare tutto al centro urbano, che avrà un valore aggiunto, una caratterizzazione legata alle nostre tradizioni. Insomma tutto tranne che un parcheggio. L’idea di Ciarapica rappresenta la povertà politica e la miseria di una visione e di una assenza di progettualità generale. Aprire un cantiere del genere significa inoltre fregarsene della città, degli operatori del settore e della nuova amministrazione che verrà eletta».

 

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