Più di 80 associazioni in debito col Comune,
pagheranno in prestazioni
«Mettiamo fine a una questione annosa»

MACERATA - La Giunta ha approvato la delibera di definizione dei rapporti pendenti con assegnatari di locali e immobili comunali riferiti agli anni che vanno dal 2013 al 2018
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L’assessore Andrea Marchiori

 

La Giunta di Macerata ha approvato ieri la delibera di definizione dei rapporti pendenti con le associazioni assegnatarie di locali e immobili comunali riferiti agli anni che vanno dal 2013 al 2018; negli anni precedenti infatti non erano mai state riscosse le somme dovute arrivando a complessivi di 275mila euro da dover percepire.

«All’atto del nostro insediamento abbiamo trovato un cassetto ricolmo di contenziosi ma, tra i tanti, il più sgradito è stato senz’altro quello con le associazioni cittadine che occupavano, in comodato gratuito, locali del Comune – ha detto l’assessore al Patrimonio Andrea Marchiori -; ben 86 associazioni con un debito accertato di 275mila euro per mancati rimborsi delle utenze, risalenti addirittura alle annualità 2013-2018. Per affrontare tale situazione così delicata, anche in considerazione del fatto che quasi tutti i rappresentanti delle associazioni riferivano di aver avuto assicurazioni dalla precedente Giunta che la questione era stata “sistemata”, ci siamo dati il metodo del dialogo e del confronto costruttivo con le stesse associazioni. Abbiamo pertanto convocato i rappresentanti del coordinamento Alfa e con loro abbiamo stabilito le linee guida da seguire; successivamente abbiamo incontrato una per una le associazioni dedicando loro tutto il tempo necessario per chiarire gli aspetti critici. In questa fase è stato prezioso l’apporto delle responsabili dell’Ufficio Patrimonio, le dottoresse Sabina Pagnanelli e Federica Costantini, nonché del legale incaricato, l’avvocato Carlo Buongarzone, ai quali va il nostro ringraziamento. Dopo tale prima interlocuzione sono stati definiti i criteri generali di definizione bonaria delle posizioni che sono stati nuovamente condivisi con il coordinamento Alfa e che, con la delibera, la Giunta ha integralmente recepito, ponendo fine a una vicenda disdicevole per un Ente che riconosce nell’associazionismo il cuore vivo della cittadinanza responsabile».

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L’assessore Marco Caldarelli

«Il Comune riconosce il valore centrale dell’apporto di corpi intermedi delle associazioni alla vita comune e lo fa in diverse maniere, prima di tutto concedendo locali a disposizione con contributi minimi e del tutto incomparabili con quelli ordinariamente richiesti dal mercato, ma lo fa anche valorizzandone le specifiche attività e moltiplicando tutte le occasioni in cui tali attività possano essere luogo di esperienze comuni con lo stesso ente comunale e con altre realtà cittadine, a favore di tutti – ha aggiunto l’assessore con delega ai rapporti con le associazioni Marco Caldarelli -. Aver definito un contenzioso così ampio e complesso risulta oggi motivo di soddisfazione e presupposto per una collaborazione attiva futura e stabile con la cittadinanza e le realtà associative che continuerà a rappresentare uno degli obiettivi primari di questa Amministrazione».

«L’Amministrazione Parcaroli – si legge in una nota – nella definizione delle modalità, ha tenuto conto della necessità di consentire il recupero dei costi sostenuti dal Comune e – avendo riguardo dell’elevato numero di posizioni da gestire e della modesta entità delle somme in concreto riferibili alla maggior parte di esse – dell’opportunità di privilegiare strumenti deflattivi che permettessero il conseguimento del risultato in tempi celeri, senza dover ricorrere alla tutela giurisdizionale contenendo così anche gli oneri di lite. È interesse del Comune infatti sostenere la vita associativa intesa come contributo operativo e concreto al miglioramento della qualità della vita e dei rapporti sociali della comunità».
È stato dunque promosso il ricorso a strumenti e modalità di estinzione diversi dal pagamento, in base alla datio in solutum, che consente al debitore di liberarsi dal pagamento eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta. Gli enti territoriali possono infatti individuare lo svolgimento di attività socialmente utili da compensare con la riduzione e l’estinzione di crediti extratributari disponibili. Tali crediti extratributari, aventi natura patrimoniale, non sono iscritti nelle entrate del bilancio dell’Ente e dunque la riscossione diversa dalla prestazione in denaro non comporta la cancellazione dei residui attivi e quindi non incide in modo negativo sul bilancio stesso.
Sono state individuate quindi le seguenti modalità – secondo i criteri di valorizzazione dei lavori e dei progetti e in base al principio della solidarietà – per modulare la proposta alternativa al pagamento delle somme dovute dalle associazioni: riconoscimento dell’entità dei lavori eseguiti sugli immobili comunali assegnati alle associazioni a titolo di compensazione totale o parziale con le somme dovute al comune; compensazione parziale del credito mediante realizzazione di iniziative, progetti o eventi organizzati dalle associazioni a beneficio della collettività e utilizzazione di eventuali eccedenze scaturite dalla valorizzazione dei singoli progetti presentati rispetto alla specifica posizione debitoria per la compensazione di altrettante posizioni di associazioni differenti in un’ottica di “recupero sociale” sia del valore delle iniziative ammesse, sia della massima partecipazione dei cittadini e delle loro forme di aggregazione alla vita della città.
Inoltre, dato il protrarsi della situazione di emergenza sanitaria è concessa sia la rateizzazione del pagamento delle somme dovute per tre anni (2022-2023-2024) che l’organizzazione degli eventi proposti nello stesso triennio.

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