Suicidio assistito, i vescovi:
«La scelta di darsi la morte
non è mai giustificabile»
L'INTERVENTO dei rappresentanti ecclesiastici sul caso di Mario, 43enne tetraplegico che sta affrontando l'iter formale per porre fine alla sua vita
«La scelta di rinunciare alla vita non si può mai condividere». Così i vescovi delle Marche in merito al caso di Mario, 43enne marchiano tetraplegico che da oltre un anno chiede di poter accedere al suicidio assistito. Il Comitato etico delle Marche ha vagliato i requisiti contenuti nella sentenza Cappato, della Corte Costituzionale, aprendo la strada per la morte assistita. «I vescovi delle Marche esprimono vicinanza – si legge in una nota – e pregano per chi è nella sofferenza di ogni malattia o sta affrontando situazioni di dolore e di sofferenza. Si rammaricano che ci sia chi, nella sofferenza, ritiene di rinunciare alla vita, scelta che ritengono di non poter mai condividere. Esortano a non perdere mai la speranza anche nella malattia e nei momenti più dolorosi, ricorrendo a tutti i mezzi che la medicina mette a disposizione per lenire il dolore. Ritengono che la scelta di darsi la morte non sia mai giustificabile e che compito di solidarietà sociale sia creare le condizioni affinché questo non avvenga mai, senza lasciare nessuno nella solitudine della sua malattia. La vita è un bene ricevuto che va sempre difeso e tutelato».
Suicidio assistito, la Regione: «Sarà il tribunale a decidere»

C’era un certo Giacomo che anni fa nella Bibbia recitava:
«Chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?»
Non mi meraviglio della posizione espressa dai vescovi delle Marche, fosse stata il contrario ci sarebbe stato da meravigliari ma così è perfettamente in linea con la gerachia vaticana..
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Fortunatamente (è nonostante i bicentenari cotinui, ripetitivi e grossolani tentativi di imporre la loro medievale e clericale visione, alla Nazione italica) oramai anche i più “baciapile” hanno compreso che l’Italia è uno stato LAICO, aconfessionale, e che pertanto NESSUNA fede può imporre la sua visione(unilaterale) della verità…
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Certo ci abbiamo messo un sacco di tempo per superare la medioevale visione della “religione di Stato” (ed i Patti Lateranenzi UNO e DUE hanno comportato una serie di regalie, posizioni dominanti, guarentiger, elusioni fiscali varie, ecc. ecc.), ma finalmente Cavour può riposare in pace.
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Certo è che sarebbe bello vedere (dopo secoli di oscurantismo) i vescovi spendersi, con altrettanta forza e inistenza, sulla pedofilia (che, nonostante le tante chiacchiere, è e resta un grosso problema nella Chiesa Cattolica)
Al di là della mia posizione in merito al cosiddetto “suicidio assistito”, trovo irriverente nonché fuori luogo “sbattere in piazza” il dramma personale di una persona e della sua famiglia. Ritengo opportuno il silenzio su una questione così personale e dolorosa che riguarda esclusivamente l’interessato e la sua famiglia. Che si parli pure politicamente o eticamente di tale questione, ma tale dibattito deve essere fatto nei sui contenuti generali e mai prendendo spunto da un caso personale. Credo che stiamo assistendo ad una diatriba che manifesta un alto grado di insensibilità e inciviltà.