Estorsione di 22mila euro alle suore,
sotto accusa per 15 anni: assolto

SENTENZA - Un 45enne è finito in un lungo procedimento che era partito da una condanna a Camerino, poi annullata, ed è arrivato ad oggi quando al tribunale di Macerata è stato prosciolto. Il pm ha chiesto la derubricazione del reato in truffa e la prescrizione. Era accusato, insieme ad un complice (in precedenza condannato), di aver cercato di ottenere denaro dietro la minaccia di non restituire oggetti di valore
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suore

 

Sotto accusa per 15 anni per una estorsione alle suore, assolto. L’uomo, Rossano Hudorovich, 45 anni, di origine fiorentina, era passato per una condanna all’ex tribunale di Camerino, poi annullata dalla Corte d’appello per un errore sulla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, e da un nuovo processo a Macerata. Qui oggi è stato assolto con formula piena. Il presunto complice invece era stato condannato a 5 anni a Camerino e la sentenza è passata in giudicato. I fatti risalgono al 2006.

Jacopo-Allegri

L’avvocato Jacopo Allegri

Secondo l’accusa l’imputato, insieme ad un complice, incaricati della pulizia e lucidatura di alcuni oggetti chiesastici dell’eremo del Beato Rizzerio di Muccia, al momento di consegnare i pezzi (si parla di un ostensorio, due pissidi, due candelieri, due calici, una croce e tre statue della Madonna) avrebbero iniziato a chiedere soldi minacciando che altrimenti non avrebbero restituito gli oggetti. L’imputato, continua l’accusa, e il complice, avrebbero chiesto il pagamento di 22.500 euro che costringevano le suore a consegnare 600 euro in contanti, vari oggetti in oro per un valore di 400 euro, quattro assegni di cui tre di 5mila euro e uno di 4mila euro. I difensori dell’imputato, gli avvocati Jacopo Allegri e Luciano Biason, hanno in primis sostenuto che non c’era prova che l’imputato fosse il complice e che le suore non lo avevano riconosciuto. Poi hanno sostenuto che non ci sia stata nessuna estorsione ma che al massimo si potesse parlare di truffa e in quel caso il reato era prescritto. Il pm Rita Barbieri ha chiesto la derubricazione del reato in truffa, ritenendo anche lei non vi fosse l’estorsione, e di conseguenza ha chiesto che venisse dichiarato prescritto. Il Tribunale ha invece deciso l’assoluzione con formula piena: «per non aver commesso il fatto».

(Gian. Gin.)



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