Mancata adozione della variante,
la Asil chiede 2 milioni di risarcimento

CIVITANOVA - Il Comune chiamato a mediare davanti al tribunale di Forlì dall'azienda che si era vista negare l'approvazione definitiva
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Il consiglio comunale

 

Si aggira attorno ai 2 milioni di euro la richiesta di risarcimento che la Asil srl ha presentato al Comune di Civitanova. La vicenda parte dal consiglio comunale del 20 ottobre del 2020 quando la maggioranza respinge l’adozione definitiva del piano di lottizzazione della zona tecnica distributiva. La Asil srl era subentrata alla Progetti abruzzesi acquisendo la proprietà delle aree e aveva presentato una richiesta di variante per modificare in parte una zona che aveva a disposizione in quel piano di lottizzazione (l’area è quella della zona tecnica distributiva dove sono sorti palas, Cuore Adriatico e centro fiera) chiedendo la variazione da destinazione turistico ricettiva a terziario. Il Comune aveva accolto di adottare sulle aree di proprietà della Asil  una variante urbanistica che prevedesse per la residua porzione di superficie utile lorda, rispetto a quella già autorizzata per l’hotel, (pari a 6.374 metri quadri) il cambio di destinazione d’uso da albergo/hotel a terziario da identificare in due distinti lotti. Nel 2019 il Consiglio adotta la variante e accoglie anche la proposta della Asil di contribuire con un’offerta di 200mila euro al Comune per la riqualificazione ambientale e urbanistica. Ma in sede di adozione definitiva la delibera viene respinta con un emendamento proposto dall’assessore Fausto Troiani, votato a maggioranza con i sì di tutti i consiglieri di maggioranza (tranne Baioni) e l’astensione dell’opposizione. Il comune nei giorni scorsi ha ricevuto dalla Asil istanza di mediazione al il tribunale di Forlì per dirimere la questione. La società eccepisce infatti di aver subito un danno dalla mancata adozione definitiva della variante e chiede una mediazione sulla questione. Per dirimere dal punto di vista legale il procedimento il Comune ha incaricato l’avvocato Giuseppe Carassai.

(l. b.)



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