Tolentino, la maggioranza perde pezzi
E la Luconi è pronta
a raccogliere l’eredità di Pezzanesi

POLITICA - Dimissioni in polemica di Antonio Trombetta, lascia anche Leonardo Salvatori. Al suo posto Diego Aloisi (Tolentino Popolare), che però sarebbe intenzionato a passare all'opposizione. Manovre per le prossime elezioni: l'attuale vice potrebbe essere la carta della continuità, prove di accordo tra Pd-M5S, spunta anche una civica di centro
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Diego Aloisi

 

di Francesca Marsili

Ad una manciata di mesi dalle prossime elezioni comunali la maggioranza perde pezzi; due i consiglieri che si sono dimessi nell’arco di 48 ore: Antonio Trombetta, eletto nella lista civica “Tolentino nel cuore” e Leonardo Salvatori in quella di “Tolentino Popolare”. Ed è proprio dal quartier generale del gruppo Tolentino Popolare che – interpellata da Cronache Maceratesi – arriva attraverso un «ci saranno delle novità» la nemmeno troppo velata ipotesi che il primo dei non eletti in lista ovvero Diego Aloisi che prenderebbe il posto di Salvatori potrebbe passare all’opposizione. Perché sebbene Salvatori, unico consigliere in quota alla lista, nella nota con cui motiva le sue dimissioni a causa di un incarico lavorativo in un ente pubblico ottenuto tramite un concorso sottolinea che avrebbe voluto “appoggiare questa amministrazione fino alla fine”, il suo probabile successore Diego Aloisi sarebbe intenzionato a non allinearsi alla maggioranza, sposando così la posizione di rottura presa da “Tolentino Popolare” sin dalla cacciata del suo esponente più votato, l’ex assessore Alessandro Massi al quale Aloisi è sempre stato ideologicamente molto vicino. E se la motivazione che ha portato Leonardo Salvatori alle dimissioni è di carattere puramente tecnico-burocratico, di altra natura e ben più politica, quella che ha condotto Antonio Trombetta, a cui era stata affidata una delega all’Ambiente e al Decoro urbano, non solo a lasciare la sedia in Consiglio comunale ma anche ad uscire dal gruppo politico “Tolentino nel cuore”.

TROMBETTA

Antonio Trombetta

Una disaffezione politica nei confronti della maggioranza protocollata mercoledì scorso quella di Trombetta e indirizzata al primo cittadino Giuseppe Pezzanesi. Nel documento l’orami ex consigliere ha espresso insoddisfazione per il venir meno di un rapporto di fiducia, nonostante sostenga di aver ricoperto l’incarico di delegato all’ambiente con attenzione, entusiasmo ed impegno non sempre riconosciuto. Trombetta lamenta anche la mancanza di un’identità politica, scemata negli ultimi negli ultimi anni, e il rigetto della sua proposta di accedere al Consiglio Comunale solo a seguito di un tampone negativo in aggiunta al Green Pass: la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo fino al bordo. Infine tra le righe l’ex consigliere, consapevole della sua esperienza, non esclude di tornare a fare politica nel ruolo in cui più si sente incline, quello legato all’ambiente, ma con una compagine amministrativa diversa da quella attuale. «Non sapevo delle dimissioni di Trombetta, sono dispiaciuto – spiega il sindaco Giuseppe Pezzanesi interpellato al telefono – è una brava persona, un carissimo amico, se ho mancato in qualcosa mi dispiace. E riguardo la richiesta dei tamponi per accedere in consiglio – aggiunge – abbiamo semplicemente applicata la legge che prevede il Green Pass sulla base della normativa». Insomma, tra un deluso e un ipotetico salto dall’altro lato della barricata, la temperatura del termometro politico locale si alza.

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Giuseppe Pezzanesi e Silvia Luconi

Dopo Antonio Trombetta, tra i primi non eletti nella lista di “Tolentino nel cuore” nelle ultime elezioni amministrative del 2017 ci sarebbe Emanuele Tiberi che ha incassato 30 preferenze ma che è incompatibile poiché dipendente comunale, Silvia Turchetti con 28 preferenze e Roberto Zanetti con 22 il quale ha detto che non è intenzionato a raccogliere l’incarico di consigliere. Attualmente in consiglio comunale siedono 11 consiglieri di maggioranza contro i 5 di minoranza che diventerebbero 6 qualora Aloisi, se accettasse l’incarico, cosa ben probabile stando a quanto trapelato e se decidesse di passare all’opposizione, il che comunque lascerebbe all’attuale amministrazione un discreto margine. Inizia ad esserci fermento quindi nella politica tolentinate in vista dell’appuntamento elettorale previsto per l’anno prossimo per il rinnovo del consiglio comunale e la contestuale elezione del sindaco. Dopo aver espletato due mandati l’attuale primo cittadino Giuseppe Pezzanesi con è più ricandidabile. Nella piazza cittadina, virtuale e non, si affacciano timidamente i nomi. In una recente riunione pubblica con i commercianti l’attuale vicesindaca Silvia Luconi, non ha escluso l’ipotesi di una sua candidatura alla guida della città dopo dieci anni al fianco di Giuseppe Pezzanesi. Nessun segnale dal centrosinistra e in particolare dal Pd che, dopo le concenti sconfitte con Francesco Comi prima e Gianni Corvatta poi, sembra non riuscire ancora a trovare un nome da candidare né tra quelli che siedono in consiglio comunale, Anna Quercetti, Fulvio Riccio, Luca Cesini, né tra le fila dei suoi tesserati. Anche dal fronte Movimento Cinque Stelle, sebbene lo Statuto permetta anche a chi svolto due mandati, purché di opposizione e non al Governo, di ricandidarsi una terza volta, dichiarano di essere ancora senza un nome certo. Chiaramente, tra i nomi più probabili, qualora scelgano di correre da soli, ci sarebbero Gian Mario Mercorelli, reduce dalla sconfitta alle ultime regionali come candidato governatore e Martina Cicconetti, entrambi attuali consiglieri di opposizione. Alcuni ben informati proprio sulla base di questo, ipotizzano che i dem stiano ragionando nell’ottica di un’alleanza con i grillini, come avvenuto in diverse città reduci dall’appuntamento elettorale delle scorse settimane. Nessuna certezza ma due i nomi che ruotano attorno ad un’alternativa civica di centro: Alessandro Massi, ex assessore all’istruzione e urbanistica cacciato nel 2019 da Giuseppe Pezzanesi per le sue posizioni sul decentramento della Scuola Don Bosco di Tolentino e Mauro Sclavi, ex presidente del consiglio comunale durante il primo mandato Pezzanesi che nel 2016 si è dimesso dopo l’approvazione del nuovo piano parcheggi.

 

 

 



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