«Perché costruire una scuola in un parco
quando c’erano diverse alternative?»

MACERATA - Maurizio Del Gobbo, consigliere del Pd, si fa portavoce del malumore dei residenti di Rione Marche dopo la decisione della Giunta di trasferire la materna di via Mameli nei giardinetti di via Ancona: «E' uno dei pochi polmoni verdi a ridosso del centro storico»
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L’area verde del Rione Marche dove sarà costruita la scuola

 

Presentazione in pompa magna in un palcoscenico di rilievo quale lo Sferisterio, il piano per l’edilizia scolastica però sembra suscitare alcune perplessità. In particolare la scelta, annunciata dall’assessore comunale Andrea Marchiori, della nuova sede per la scuola materna di via Mameli. Voci critiche nel quartiere delle quali si fa interprete il consigliere comunale dem Maurizio Del Gobbo. «Rimango stupefatto nonché amareggiato – rileva appunto Del Gobbo – riguardo al progetto dell’amministrazione di trasferire la scuola materna di via Mameli e di costruirla ex novo nell’area dove attualmente si trovano i giardinetti di via Ancona. Faccio presente che l’area in questione rappresenta uno dei pochi polmoni verdi a ridosso del centro storico ed in particolare è un luogo dove da primavera all’autunno vi si ritrovano famiglie con bambini ed anziani alcuni dei quali invalidi in cerca di pace e refrigerio».

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Maurizio Del Gobbo, consigliere comunale del Pd

Le proposte alternative che avanza l’esponente dem: «Dico questo perché vi sarebbero altre soluzioni da considerare per evitare di togliere alla popolazione del quartiere di Rione Marche il parco in questione e queste sono rappresentate dal centro sociale di via Alfieri che già é stata in passato sede di una scuola materna ed attualmente versa in una condizione di degrado e fatiscenza, nonché di sottoutilizzo. Altra soluzione potrebbe essere rappresentata dall’area ex Canovari anch’essa in stato di degrado e che necessita, tra l’altro, di una bonifica del suolo in considerazione del pregresso stoccaggio di carburanti. Da ultimo andrebbe presa in considerazione anche la limitrofa area verde nonché gli attigui locali, sotto un palazzo, che si trovano dall’altro lato della strada rispetto ai giardini (in passato sede della fabbrica di orologi da muro Gastor)». L’appello finale: «Ritengo che una questione del genere, pur riguardando una scuola, debba meritare un maggiore confronto con gli abitanti del quartiere e una valutazione approfondita di soluzioni alternative che non sembrano mancare».

(L. Pat.)

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