Scritta in arabo sull’Ape Car,
giovane pestato dai coetanei

CINGOLI - Il ragazzo era stato colpito con testate e pugni al volto per un adesivo con su scritto Mashallah. I carabinieri hanno individuato i responsabili: tre ragazzi tra i 19 e i 23 anni, per tutti è scattato il Dacur, il Divieto d'accesso alle aree urbane. Un di loro è stato anche denunciato
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Ragazzo pestato per un adesivo in arabo che aveva attaccato sull’Ape Car, individuati i responsabili: si tratta di tre giovani tra i 19 e i 23 anni, per cui è scattato il Dacur, il Divieto d’accesso alle aree urbane. E’ successo a Cingoli, l’indagine è stata condotta dai carabinieri. I fatti risalgono alla notte tra il 2 e 3 luglio scorsi. Secondo quanto ricostruito dai militari i tre si trovavano insieme ad altri amici in via della Portarella, in un parcheggio pubblico situato tra aree comunali adibite a verde pubblico ed il bar. All’improvviso, visibilmente ubriachi, avrebbero aggredito con testate e pugni al volto un coetaneo, solo perché sulla propria Ape Car aveva attaccato un adesivo con su scritto “Mashallah”. Un’espressione assai diffusa nel mondo arabo, che letteralmente significa “Quello che Allah ha voluto”. In soccorso del giovane era anche intervenuta una coppia che, allo stesso modo, era stata aggredita e minacciata. Le indagini dei carabinieri della stazione di Cingoli intervenuti sul posto, anche grazie alle testimonianze raccolte dai presenti, hanno consentito di ricostruire i fatti, e di individuare i tre presunti responsabili.  Per loro, tre giovani di età compresa tra i 19 ed i 23 anni, i militari hanno richiesto ed ottenuto dalla Questura di Macerata l’emissione del Dacur, il Divieto d’accesso alle aree urbane, che vieta loro l’accesso ad alcuni locali di Cingoli ed al parcheggio pubblico sito in via della Portella. Uno dei tre è stato anche denunciato perché sorpreso in uno dei luoghi vietati dal provvedimento, che gli era stato notificato poche ore prima. La notifica di due dei tre “divieti” è stata formalizzata solo ieri perché i ragazzi erano all’estero al termine di una vacanza.



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