Precipita dal quarto piano,
muore un 38enne

CIVITANOVA - E' successo poco prima delle 12 in via Calatafimi. Indagini della polizia per capire se l'uomo stesse lavorando sul terrazzo e si tratti di una caduta accidentale o di un gesto volontario
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Gli operatori dell’emergenza in via Calatafimi

 

di Laura Boccanera

Precipita dal quarto piano di un’abitazione di via Calatafimi a Civitanova, morto un uomo di 38 anni. Un volo di una decina metri che non ha lasciato scampo ad un 38enne di origine pachistana, Muhammad Suliman, caduto poco prima delle 12 dal quarto piano di una palazzina di via Calatafimi tristemente nota per essere la stessa nella quale si verificarono due dei tre suicidi familiari avvenuti ad aprile del 2013. Il corpo si è schiantato sul marciapiedi sottostante, proprio di fronte al portone d’ingresso. A dare per primo l’allarme è stato un condomino del piano inferiore che tuttavia non ha assistito alla caduta, ma che è accorso poco dopo quando il corpo del 38enne giaceva a terra. Sul posto sono accorsi 118 e Croce Verde ma l’uomo è morto sul colpo. A tentare di ricostruire i contorni della vicenda la polizia di Civitanova intervenuta assieme agli uomini della polizia scientifica assieme al dirigente della squadra mobile Matteo Luconi.

uomo-caduto-dal-terrazzo-polizia-scientifica-via-calatafimi-civitanoova-2-325x238Al momento l’unica cosa certa è che non si sia trattato di un episodio provocato da terzi, esclusa quindi l’ipotesi di un omicidio. Resta da capire se si sia trattato di un fatto accidentale o volontario. L’uomo viveva al quarto piano con i familiari: non è ancora chiaro se al momento della caduta fosse solo in casa o vi fossero altri membri della famiglia. La polizia sta attendendo da parte del medico curante la cartella clinica per capire se il 38enne vivesse un momento di fragilità psichica o soffrisse di altre patologie. All’interno dell’appartamento ad ogni modo non sono stati ritrovati biglietti o lettere, né sono presenti sgabelli o sedie sul terrazzo. Appare abbastanza consolidata invece la dinamica per gli inquirenti: l’uomo sarebbe precipitato dal terrazzo al quarto piano che dà su via Calatafimi, probabilmente dopo aver scavalcato, e una scarpa, mentre precipitava, è rimasta incastrata nell’asta della ringhiera del balcone del piano inferiore. L’episodio ha riportato immediatamente alla memoria un altro fatto analogo che sconvolse la città: il triplice suicidio avvenuto all’inizio di aprile del 2013. La palazzina in cui si è consumata oggi la tragedia infatti è la stessa dove si tolsero la vita i due coniugi Romeo Dionisi e Anna Maria Sopranzi. Scoperti i corpi, il fratello di lei Giuseppe si gettò in mare.

(Servizio aggiornato alle 16,30)

 

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