“Le indiscrete” a Montecosaro,
il dialogo fra Rasy e Tancredi

NON A VOCE SOLA - Decimo appuntamento della rassegna curata da Oriana Salvucci in programma giovedì 2 settembre alle 21,15 al teatro comunale. Le due scrittrici parleranno delle figure femminili alla ricerca della bellezza di vivere
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Oriana Salvucci

 

Non a Voce Sola approda a Montecosaro per il decimo appuntamento della rassegna che arrivata alla sua dodicesima edizione continua la sua ricerca sul mondo femminile e sulle sue infinite declinazioni. Quest’anno tutti gli appuntamenti ruoteranno attorno ad un interrogativo fondamentale: cosa significa per le donne di oggi avere intelletto d’amore? Un lungo viaggio itinerante dove intellettuali, scrittori, giornalisti, filosofi, artisti si interrogano sulla identità e coscienza di genere, sulla differenza, sulla forza femminile, ma anche sul potere, l’ambizione, la libertà, il desiderio, i diritti, l’amore, il presente, il passato, il futuro. Nel corso della rassegna grandi ospiti racconteranno la loro visione del femminile e della scoperta dell’amore attraverso l’intelletto.
Nel decimo appuntamento il tandem formato da Elisabetta Rasy e Lucia Tancredi, giovedì 2 settembre alle ore 21,15 al Teatro Comunale di Montecosaro (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria ai numeri 3899932151/ 3384162283, per accedere è necessario essere muniti di Green Pass), traccerà un intricato origami di figure femminili alla ricerca della bellezza di vivere, in un dialogo dal titolo “Le indiscrete”. Le protagoniste de Le indiscrete hanno, quindi, molto poco in comune ma, come conclude l’autrice “ognuna di loro è animata da un inarrestabile desiderio di libertà. L’incontro di talento e libertà è la cifra segreta, l’essenza più profonda della loro storia e della loro opera”. Con una scrittura intensa e partecipe, Elisabetta Rasy insegue lungo l’arco del Novecento la vita e l’opera di cinque donne straordinarie, animate, ognuna secondo il proprio temperamento, da un’inarrestabile aspirazione alla libertà. Di buona famiglia o figlie di emigranti, amate o solitarie, ammirate o emarginate, le cinque donne protagoniste di questo libro hanno tutte un rivoluzionario desiderio: indagare la realtà con il proprio sguardo femminile, abituato a cogliere aspetti della vita ignoti, intimi o trascurati, coltivando un’audace arte dell’indiscrezione che è l’esatto contrario dell’indifferenza. Sono cinque grandi fotografe, diverse per carattere e destino, ma ugualmente animate dalla voglia di cambiare l’immagine del mondo scovando bellezza e dolore là dove non erano mai stati visti, che si tratti di amore, politica, sesso, povertà, guerra o del corpo, soprattutto femminile. Tina Modotti, Dorothea Lange, Lee Miller, Diane Arbus, Francesca Woodman: sono cinque grandi fotografe che, con il loro sguardo, hanno reso indelebili alcuni momenti della storia del Novecento. I loro scatti sono talmente impressi nella nostra memoria, da risultarci familiari al primo sguardo, come la Donna con la bandiera di Tina Modotti, la Migrant Mother di Dorothea Langhe, le foto dei servizi di moda di Lee Miller. Non sempre, però, conosciamo il nome che si cela dietro l’obiettivo, cosa abbia generato il fermo immagine di quel preciso momento, quale alternanza di forza e fragilità, quello che intuiamo, è che dietro a ogni scatto si nasconde quella che nel suo nuovo libro, Le indiscrete, Elisabetta Rasy definisce l’arte dell’indiscrezione.

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Elisabetta Rasy

Elisabetta Rasy è giornalista e scrittrice. Laureatasi in Storia dell’arte, negli anni Ottanta ha fondato con P.V. Tondelli e A. Elkann la rivista Panda. Ha collaborato con varie testate, tra le quali, La Stampa, L’Espresso, Panorama e Sette del Corriere della Sera. Autrice di numerosi saggi di argomento letterario, molti dei quali dedicati alla scrittura femminile (La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984), ha esordito nella narrativa nel 1985 con il romanzo La prima estasi. Da allora ha scritto diversi romanzi di successo anche all’estero, che hanno ricevuto vari riconoscimenti come il Premio Campiello con Posillipo nel 1998, spesso di argomento parzialmente autobiografico, tra i quali si ricordano: Tra noi due (2002), La scienza degli addii (2005), L’estranea (2008), Non esistono cose lontane (2014), entrambi nel 2016, Le regole del fuoco (finalista al Premio Campiello) e Senza la guerra (con M. Cacciari, E. Galli della Loggia, L. Caracciolo), Una famiglia in pezzi (2017) e Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l’arte (2019). Le sue opere sono tradotte in molti paesi europei e suoi racconti sono apparsi in numerose antologie italiane e straniere. Collabora al supplemento domenicale del Sole – 24 Ore.

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Oriana Salvucci e Lucia Tancredi

Lucia Tancredi scrittrice pugliese di nascita ma orgogliosamente maceratese d’adozione. Laureata in Lettere Moderne, ha intrapreso contemporaneamente studi umanistici e musicali. Ha approfondito tematiche musicali, artistiche e letterarie, con particolare riguardo alla letteratura femminile. Intorno a questi argomenti ha svolto conferenze e seminari per associazioni ed istituzioni culturali: la Biblioteca Comunale e la Biblioteca Statale di Macerata, la Biblioteca Comunale di Osimo, Civitanova Marche, Corridonia, il circolo Bianchini di Fano, l’associazione “La Merlettaia” di Foggia. Dal 2006 tiene laboratori di lettura organizzati dalla “Casa delle Donne” di Pesaro. È stata docente del master per Gestione delle Risorse Turistiche e Marketing del Territorio, organizzato nel 2005 dall’Università di Macerata. Ha partecipato ad eventi culturali come “Musicultura” a Macerata “Tuttingioco” e Popsophia a Civitanova. Dal 1985 è docente di letteratura presso l’UniTre di Tolentino, di cui è socio onorario, per cui ha scritto il volume Donne in posa nel 1999 e il racconto Le anime leggere. È fondatrice insieme a Stefania Monteverde della rivista EV, mensile di scrittura ricreativa, che ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi grazie alla diffusione da parte della Feltrinelli e la collaborazione di letterati, filosofi ed artisti come Lalla Romano, Adriana Zarri, Clarissa Herreschmidt, Rossana Rossanda, Natalia Aspesi, Nando dalla Chiesa, Ferzan Ozpetek, Licia Maglietta, Renata Pisu e di fotografi come Sebastiana Papa, Shobba, Isabel Lima. Ha pubblicato per conto della Provincia di Macerata e per i tipi della Quodlibet il volume Racconti dì viaggio. Le città d’arte della marca maceratese, uscito nel 2003. Da parte dell’ordine agostiniano ha ricevuto l’incarico di scrivere la biografia di Monica, la madre di Agostino: Le confessioni della madre di Agostino (2006). Nel 2009 è uscito, il romanzo Coté Bach che alla Fiera del Libro di Torino ha vinto la selezione degli Assaggi Letterari della trasmissione radiofonica Caterpillar. Nel 2008 ha ricevuto da parte della provincia di Macerata il premio “Creativamente”. Ne1 2010 è stata nominata membro dell’Accademia dei Catenati di Macerata. Nel 2012 ha pubblicato La vita privata di Giulia Schucht, biografia romanzata della moglie di Antonio Gramsci, per EV casa editrice.



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