Confindustria, Grimaldi traccia la strada:
«Le linee saranno quelle del fare,
vogliamo tornare all’economia reale»

MACERATA - Il nuovo presidente si presenta. Con lui i vicepresidenti e i vertici dell'associazione degli industriali. «Non resilienza ma innovazione. Alcuni settori importanti, come la moda fashion, sono in difficoltà per la pandemia. Cerchiamo insieme di trovare strategie». Giovanni Faggiolati: «Orgoglioso per la nomina. Il momento è difficile, le cose stanno cambiando in peggio anche per effetto della speculazione in atto sulle materie prime». Matteo Piervincenzi sulla pandemia: «c’è stato un ulteriore calo della quota di export per il comparto calzaturiero marchigiano con ripercussioni su occupazione e fatturati che hanno registrato cali tra il 30 e il 60%»
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Al centro il nuovo presidente di Confindustria

 

di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)

Il nuovo corso di Confindustria Macerata ha il volto di imprese da generazioni legate al territorio e non a caso il presidente Sauro Grimaldi, titolare della Grimaldi Costruzioni srl, cita Kennedy per spiegare le strade da seguire e gli obiettivi: «i vincenti trovano una strada, i perdenti trovano una scusa».

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Sauro Grimaldi

Pare di capire che Grimaldi una strada di sviluppo ce l’abbia bene in mente. Non quelle materiali, non quelle infrastrutture che da decenni condannano le Marche all’isolamento. La strada dell’innovazione e del fare, la riscoperta e il rilancio di quella tradizione manifatturiera delle imprese che hanno dato benessere e coesione sociale per decenni alle Marche. Prima la crisi economica, poi il sisma e il Covid: le Marche scivolano nelle classifiche nazionali legate alla produzione e al reddito. Oggi il nuove vertice di Confindustria Macerata ha presentato strategìe, strumenti di rilancio ed obiettivi: nella sala riunioni della associazione di categoria di via Weiden c’erano il presidente Sauro Grimaldi, i quattro vicepresidenti che sono Marco Ragni (Fatar, srl, presidente della sezione strumenti musicali),  Giovanni Faggiolati (Faggiolati Pumps, presidente dei Metalmeccanici), Federico Maccari, (Entroterra spa, presidente della sezione Agroalimentare) e Matteo Piervincenzi, poi gli altri componenti dell’organo di vertice che sono Alessio Castricini (presidente dei Giovani imprenditori) e Paolo Ceci (presidente Piccola Industria). Mancava, per una questione legata al lavoro Carlo Resparambia, presidente della sezione Edili. Al tavolo dei relatori anche Gianni Niccolò, direttore della sede maceratese della associazione di categoria. Grimaldi ha esordito ringraziando gli associati per l’elezione a presidente: «C’è stata una competizione tra due candidati ed il confronto è sempre un fatto positivo, poi c’è stato il passaggio ulteriore che ha portato l’altro candidato, Marco Ragni, ad essere il mio vicario. È un segnale di condivisione degli obiettivi quello che parte da Confindustria Macerata e che mi auguro possa essere di esempio anche per le altre associazioni, non mi spingo ad augurarlo anche per i politici… Dobbiamo portare Confindustria ad essere puntuale, precisa ed organizzata. Le nostre linee programmatiche sono e saranno quelle del fare, non resilienza ma innovazione. Vogliamo tornare all’economia reale, alla centralità di quella manifattura che è sempre stata il nostro fiore all’occhiello. Dobbiamo perseguire la riscoperta della cultura di impresa, il design, il made in Italy, affermare quel modello produttivo marchigiano conosciuto nel mondo».

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Marco Ragni

Dal dire al fare, Grimaldi dice come: «Diamo contenuti alle idee, innovazione di prodotto e ricerca. Alcuni settori importanti, come la moda fashion, sono in difficoltà per il post pandemia. Cerchiamo insieme di trovare strategie». Ragni ha rimarcato il fatto che si sta attraversando un momento critico: «E’ in corso una partita straordinaria, quella della programmazione dei fondi comunitari. Le risorse destinate alla Regione sono aumentate, purtroppo per effetto del declassamento delle Marche: è un momento critico che deve però portare alla ripartenza. Occorrerà combattere per canalizzare le risorse a favore delle imprese, penso in particolare al manifatturiero, penso al turismo che sono i volani dell’economia maceratese. Dobbiamo essere bravi ad utilizzare le risorse che spero possano essere disponibili nel 2022. Confindustria Macerata vuole dare un contributo ai vari tavoli tecnici con i nostri imprenditori e con gli esperi di settore».

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Giovanni Faggiolati

Chiaro e propositivo il pensiero di Giovanni Faggiolati: «Sono orgoglioso per la nomina a vicepresidente, non nascondo che il momento è difficile, le cose stanno cambiando in peggio anche per effetto della speculazione in atto sulle materie prime. Da imprenditore non posso che avere un approccio positivo, il mio impegno è quello di creare un bel collegamento con le scuole professionali per realizzare stage che siano utili agli studenti per conoscere il mondo del lavoro e alle imprese per formare gli specialisti del futuro. La nostra sezione è formata da 61 aziende medio-piccole, tutte di seconda e di terza generazione, che fanno una produzione di nicchia, capaci di proporre modelli nuovi ma che devono agire in sinergia comunicando tra loro. Inviteremo anche i big nazionali del settore ad illustrare le linee guida per l’immediato futuro». Maccari tocca l’aspetto legato al comparto agroalimentare e ai relativi problemi: «Sono in prevalenza imprese a gestione famigliare, dobbiamo mettere a sistema le idee di ognuno. Il piano nazionale di resilienza e di rilancio prevede un ruolo significativo per gli Enti locali, target ambiziosi per i nuovi paradigmi dello sviluppo. Abbiamo attivato un gruppo di lavoro per un progetto innovativo che sarà seguito da Unicam». Il problema dei rifiuti: «in regione non c’è un termovalorizzatore per lo smaltimento dei rifiuti plastici».

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Matteo Piervincenzi

Piervincenzi tocca il tasto dolente della pandemia e dei suoi riflessi sull’economia: «La pandemia ha scosso i modi di vivere e di consumare, c’è stato un ulteriore calo della quota di export per il comparto calzaturiero marchigiano con ripercussioni sull’occupazione e sui fatturati che hanno registrato cali tra il 30 e il 60%. Il quadro è preoccupante, è necessario uno slancio per una nuova fase economica e lo faremo confrontandoci con la Regione, gli Atenei, le Camere di commercio. Sempre alta l’attenzione sui fronti della internazionalizzazione, della digitalizzazione e del design senza dimenticare il progetto Shoes fashion Valley per promuovere il territorio». Paolo Ceci è il rappresentante della Piccola Industria, la sua Elettrochimica viaggia verso i cento anni di storia. Ed è Ceci quello che tocca un altro tasto dolente, quello delle infrastrutture: «Sono necessarie per il recupero della competitività. Penso all’aeroporto di Falconara che ha pochi voli, alla ferrovia Adriatica dove si fermano pochissimi treni ad alta velocità, credo che la seconda uscita autostradale di Porto Recanati debba prevedere la sistemazione della viabilità verso l’entroterra, penso alle bretelle della Quadrilatero, quella di Macerata e l’intervalliva Tolentino-San Severino. Sono questioni annose che frenano lo sviluppo delle Marche».

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Alessio Castricini

Per Alessio Castricini «il futuro dell’economia anche provinciale passa per le riforme strutturali, da quella della giustizia fino alla pubblica amministrazione. Devono cambiare i modelli di funzionamento della Pa che deve diventare semplice, più veloce e vicina ai cittadini: bisogna investire sulla formazione dei dirigenti pubblici, la Pubblica amministrazione deve costare meno e funzionare meglio, è folle insistere su modelli vecchi per ottenere risultati diversi dagli attuali». Assente Resparambia, è stato il presidente Grimaldi ad aggiornare la situazione sul fronte della ricostruzione postsisma: «Il nostro obiettivo è rafforzare il dialogo con tutti gli attori del territorio con l’obiettivo di arrivare a una zona speciale economica per le aree interne, altrimenti sarà irreversibile il processo di spopolamento. Abbiamo ottimi rapporti con il commissario alla ricostruzione Giovanni legnini e con l’assessore regionale delegato Guido Castelli. Un problema da risolvere è quello delle macerie, le discariche sono piene e le demolizioni non partono perchè non sappiamo dove mettere i materiali».

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Federico Maccari

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Gianni Niccolò

 

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Paolo Ceci

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