Stroncato da un male a 47 anni,
Camerino piange il suo “Re Leone”

LUTTO - Addio a Giorgio Angelini, originario di Tivoli aveva scelto la città ducale di cui si era innamorato. Molto attivo nella comunità, era anche tra i figuranti della Corsa alla Spada. Lascia la compagna Elena. Il ricordo di Maurizio Cavallaro: «Sarai nel nostro cuore per il tuo sorriso, per la voglia di vivere la vita, per il tuo gusto della compagnia degli amici»
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Giorgio Angelini

 

di Monia Orazi

Camerino in lutto, è morto a soli 47 anni dopo una grave malattia “Re Leone”, Giorgio Angelini, l’amico di tutti, quasi un moderno Cicerone che si era innamorato della città ducale durante gli studi di giurisprudenza, scegliendo di non lasciarla più. Nativo di Tivoli, era arrivato a Camerino giovanissimo, dove si era subito inserito benissimo nella vita universitaria di quegli anni Novanta pieni di persone, eventi e feste nel centro vivissimo della città. Arrivato al traguardo della laurea, non se ne è più andato, viveva in una casa in centro storico, sino al sisma del 2016. Lascia la compagna Elena, alla quale era molto legato. Dopo qualche anno da consulente assicurativo, aveva gestito una sala scommesse. Amava la vita sociale, era sempre allegro, sorridente, entusiasta di vivere a Camerino, dove prendeva parte alle manifestazioni, era tra i figuranti della Corsa alla Spada. Inconfondibile la sua figura a ridere e scherzare, seduto non lontano dal circolo cittadino. Aveva sempre un saluto ed una parola per chiunque incontrasse, pieno di gioia di vivere. La sua perdita lascia un grande vuoto in chi lo ha conosciuto. In tanti hanno voluto ricordarlo sui social. Ha speso per lui parole intense Maurizio Cavallaro: «Ciao Giorgio, amico di tutti noi, amico di Camerino, persona sincera e verace. Sarai nel nostro cuore per il tuo sorriso, per la voglia di vivere la vita, per il tuo gusto della compagnia degli amici. Ed anche in questo periodo difficile, hai sempre avuto parole di leggerezza, mai di sconforto. Quando potremo ritornare a gustare il centro, il Bar K2, il Circolo, sarai con noi a rallegrarci le giornate, come sempre. Un abbraccio a tutti i tuoi cari». Anche Nancy Biraschi ha voluto ricordarlo ed esprimere il suo cordoglio: «La sua spontaneità non mi lasciò indifferente e già quando lo vidi la prima volta diventammo subito amici, ma lui era amico di tutti, a Camerino tutti gli volevamo un gran bene “de core”. Ci si ritrovava nelle serate divertenti tra coetanei a scherzare e bere come se non ci fosse un domani, d’estate e d’inverno senza la necessità di festeggiare per forza  qualcosa in particolare. Ex studente di Giurisprudenza, tra i preferiti di alcuni docenti,  non saprei dire se per bravura o più per simpatia, grazie al suo carattere aperto e solare. ‘Re Leone’, eri affezionatissimo a Camerino più di degli stessi camerti. Dopo il sisma ci si vedeva poco, ma quando capitava era sempre piacevole incontrarlo insieme alla sua bella compagna Elena: una coppia innamorata con il loro cane. Le ultime volte che mi sono fermata a parlare con lui mi trovavo all’Asterix, locale frequentatissimo dalla coppia.  Sapevo che non stava bene ma non mi aspettavo questa orribile notizia. Che dire Giorgio, t’ho voluto bene. Vola in cielo amico mio, mannaggia non dovevi farci questo però,  troppo presto per andartene». Così lo ricorda l’amica Bruna: «Se mi dicessero di nominare una persona innamorata di Camerino pur non essendovi nata, farei il tuo nome. Un ragazzo unico per simpatia, educazione e dolcezza. Che la terra ti sia lieve, buon viaggio Giorgio».



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