«Famiglie provate dal Covid:
aumentano divorzi e dipendenze
ma migliora il rapporto genitori figli»

L'ANALISI di Francesca Caldarelli, psicoterapeuta di Pollenza, approfondisce come la situazione pandemica abbia destato turbamenti nell'assetto familiare. «Da un anno a questa parte ho duplicato i pazienti. Mi ha colpito che, a differenza di prima, i figli si sono sentiti consapevoli del disagio che stavano affrontando confidandolo ai propri genitori»
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Francesca Caldarelli

 

 

di Elisabetta Brasca

«La pandemia ha generato grandi stati di turbamento in ampie fasce della popolazione e il rapporto genitore-bambino ne ha risentito particolarmente. Ma questo anno in casa ha permesso a molte famiglie di conoscersi più a fondo, essendo obbligati a stare chiusi dentro casa e se da una parte ha creato inevitabilmente conflitti c’è da dire  anche che ha avuto riscontri positivi nel rapporto genitore figlio». E’ questa l’analisi della psicologa Francesca Caldarelli, ex dirigente del consultorio di Tolentino e Macerata e attualmente libera professionista nel suo studio ubicato a Corso Cairoli a Macerata. Parole che disegnano oggi, nella giornata internazionale delle famiglie, lo stato di salute del nucleo sociale che a causa della situazione pandemica ha subito dei grandi cambiamenti al suo interno, facendosi carico di parecchie preoccupazioni.
La psicoterapeuta ha riscontrato un forte aumento di diversi disturbi all’interno dell’assetto familiare dovuti al fatto che il covid ha costretto le persone a restare a casa per lunghi periodi. «La convivenza h24 ha causato diversi disagi come stress, attacchi di rabbia e ansia che hanno messo a dura prova l’armonia familiare. -Spiega- In alcuni casi è stata anche un’opportunità per vivere insieme e conoscersi meglio ma numericamente di meno rispetto a una convivenza che spesso e volentieri ha accentuato conflitti e tensioni già preesistenti». Diversi sono stati quindi i disturbi riscontrati negli adulti che hanno perso il lavoro o che hanno cambiato le loro modalità attraverso lo smart-working e che inevitabilmente si sono sentiti succubi di un futuro incerto. I teenagers hanno vissuto la distanza come un’ imposizione innaturale che ha permesso il continuo e la formazione di rapporti interpersonali solo attraverso l’uso costante di internet, che nei mesi più restrittivi ha toccato picchi altissimi di utilizzo. «Ho riscontrato un aumento di divorzi, dipendenze dall’uso di internet e anche le violenze domestiche. Negli adolescenti ho notato sentimenti di apatia, noia e irritabilità, nei casi più gravi mi sono trovata a gestire anche giovani con disturbi alimentari e di autolesionismo. La cosa che però in questo quadro mi ha colpito è che a differenza di prima i figli si sono accorti, cioè si sono sentiti consapevoli del disagio che stavano affrontando confidandolo ai propri genitori. Sicuramente prendere consapevolezza di un disturbo è il primo passo per uscirne e vedere un approccio naturale verso la figura dello psicologo mi ha un po’ stupita. Prima infatti gli psicologi erano visti come strizzacervelli o associati alla figura dello “stregone”, quando in realtà è davvero importante curare e imparare a conoscere la propria mente». Oggi a che punto siamo? Al momento ci sono diverse pratiche per renderci consapevoli dei problemi che ognuno di noi ha e sicuramente la famiglia nella maggior parte dei casi è un grande risorsa per aiutarci in questo cammino. La psicologa Caldarelli spiega poi che ci sono diversi modi: «Una pratica usata da molti psicologi è quella del mindful parenting ossia genitorialità consapevole, un percorso che delinea le competenze fondamentali per i genitori come l’atteggiamento curioso, non giudicante ed amorevole verso i figli. Il genitore consapevole è quello che presta attenzione alle situazioni dei propri figli e lo aiuta nella sua crescita. In questo anno il covid ha permesso a molte famiglie di conoscersi più a fondo, essendo obbligati a stare chiusi dentro casa e se da una parte ha creato inevitabilmente conflitti c’è da dire  anche che ha avuto riscontri positivi nel rapporto genitore figlio. Il mio augurio più grande è che appena si tornerà alla normalità, si stabilizzerà la sfera emotiva che lega i vari componenti di una famiglia, perché la famiglia è un’insieme di valori e un punto fermo unico».



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