Ex prof universitario sotto accusa:
maltrattamenti alla moglie,
all’origine una “conversione” religiosa

IN AULA - Il docente è imputato al tribunale di Macerata. In un caso avrebbe afferrato la donna al collo. Lei è stata sentita oggi. I problemi sarebbero sorti dopo il pensionamento del coniuge e si sarebbero aggravati quando lei aveva iniziato a frequentare un gruppo religioso
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maltrattamenti

 

Prof di Unimc in pensione finisce sotto accusa per maltrattamenti alla moglie. Nel corso di una lite che sarebbe scoppiata in piena notte avrebbe messo le mani al collo alla donna. Il processo è in corso al tribunale di Macerata e oggi è stata sentita la donna, la sua testimonianza proseguirà il 12 maggio con le domande della difesa. I fatti contestati sono avvenuti in un comune del Maceratese tra il 2017 e il marzo del 2018. L’imputato, che ha una settantina d’anni, è accusato (pm Francesca D’Arienzo) di aver minacciato la moglie (la donna ha chiesto la separazione), di averla aggredita, insultata. Secondo quanto emerso dalla testimonianza della donna il marito avrebbe sempre avuto un carattere prevaricatore e quando era andato in pensione erano iniziate le presunte violenze. Un cambiamento che sarebbe stato legato anche col fatto che la donna aveva cominciato a frequentare un gruppo religioso. La donna, nel corso della testimonianza che ha fatto oggi in aula davanti al giudice Daniela Bellesi, ha detto che subiva un controllo materiale e psicologico da parte del marito e che, ha detto ancora, l’unica cosa che le consentiva era di andare a trovare la madre nel Paese d’origine (ma quando stava là le avrebbe fatto anche 15 chiamate al giorno). La notte del 10 marzo 2018 la donna, secondo quanto ha denunciato (in aula oggi ha confermato le accuse) stava guardando una intervista ad un artista sul pc portatile. Erano circa le 2. Il marito, dice la donna nella denuncia, si era alzato dal letto e l’aveva trovata al pc.

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L’avvocato Donato Attanasio

Lei, dopo che il marito le aveva chiesto cosa stesse facendo, aveva spento il notebook ed era andata a letto. L’uomo però si era messo a guardare il pc, si sarebbe messo a cercare i file relativi al gruppo religioso che la donna frequentava, poi l’avrebbe fatta alzare dal letto perché voleva comprare un libro online e aveva bisogno di aiuto e le cose sarebbero poi degenerate quando l’uomo si sarebbe messo a cercare il notebook della moglie. Una volta trovato avrebbe cercato di lanciarlo. Un gesto che la donna avrebbe impedito. Poi l’uomo le avrebbe afferrato il collo con le mani. Lei si sarebbe messa ad urlare e lui, racconta la donna nella denuncia, aveva lasciato la presa. Così era riuscita a chiamare i carabinieri. «Il mio assistito nega assolutamente i fatti, nega i maltrattamenti – dice l’avvocato Donato Attanasio -. Ci sono cose che dovremo chiarire la prossima udienza, quando ci sarà il nostro controesame della parte offesa». La donna al processo si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Paolo Tartuferi.

(Gian. Gin.)

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Il nome dell’imputato, l’età, i luoghi e dettagli troppo precisi vengono omessi a tutela della vittima



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