Via libera all’acquisto
del palazzo ex Banca Marche:
prezzo simbolico 50mila euro

CAMERINO - Il Consiglio ha dato l'ok: si tratta di uno stabile di 1.850 metri quadrati su quattro piani. La vicesindaca Lucia Jajani: «La città avrà a disposizione un edificio che, in prospettiva, rappresenterà un patrimonio di grande pregio architettonico proprio nel cuore del centro»
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Il palazzo ex Banche Marche

 

Durante la seduta dell’ultimo Consiglio comunale, l’amministrazione di Camerino ha dato il via libera all’acquisto del palazzo che fino al sisma 2016 ospitava la sede della ex Banca Marche. Le trattative sono state portate avanti dalla vice sindaco e assessore al bilancio Lucia Jajani concludendosi con un accordo sul prezzo di vendita alla cifra simbolica di 50mila euro. «Si tratta di un palazzo che per storicità e indiscussa bellezza rappresenta un vero gioiello per la nostra città e abbiamo ritenuto importante per la comunità riappropriarsene così da valorizzarlo come merita – spiega la vice sindaco Jajani – L’iniziale prezzo di cessione era molto lontano da quello concordato oggi e sicuramente non alla nostra portata. Dopo lunghe trattative siamo finalmente riusciti a concordare l’acquisto al prezzo citato. La città avrà a disposizione un edificio che, in prospettiva, rappresenterà un patrimonio di grande pregio architettonico proprio nel cuore del centro. Sarà destinato ad attività culturali e valorizzato come merita». L’immobile ha una superficie di 1.850 metri quadrati e conta 4 piani di cui due interrati con relativi caveau, un garage di mq 235, 4 appartamenti, di cui un attico. «La prima pietra – spiega l’amministrazione – è stata posta il 31 agosto del 1913 co  la progettazione affidata all’ingegnere Filippo Amici, preside dell’Istituto tecnico “Giovanni Antinori” dal 1911 al 1917 e celebrato libero professionista. L’opera costò 342.925,56 lire (circa 177.000,00 euro) e venne aperta sotto la presidenza del senatore Cesare Silj, originario di Ussita, l’1 maggio 1918, senza alcuna cerimonia di inaugurazione data la guerra ancora in corso».



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