Sgombero per gli anziani della Rsa
Il sindaco di Pieve Torina all’attacco:
«Non sono pacchi postali»

MATELICA - Dopo l'incontro in Regione, martedì saranno discusse le modalità per spostare gli ospiti della casa di riposo di Pieve Torina e Castelsantangelo che si trovavano nella struttura dal sisma. Il sindaco Massimo Baldini dopo le dimissioni dell'assessora alla Sanità Rosanna Procaccini: «Il principio che guida il nostro agire è quello di non anteporre interessi di altri rispetto a quelli della nostra città». Dure accuse dall'opposizione
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L’ospedale di Matelica

 

 

di Monia Orazi

I “nonnini” dell’ospedale di Matelica diventano un caso, con le dimissioni dell’assessore comunale alla sanità Rosanna Procaccini che ha chiesto lo sgombero immediato dell’ospedale ed il sindaco Massimo Baldini che ieri è andato in Regione Marche, convocato dal presidente regionale Francesco Acquaroli, insieme al vicesindaco Denis Cingolani. «Abbiamo ottenuto l’obiettivo di riaprire l’ospedale ai cittadini», la sintesi di Baldini, mentre Gentilucci da Pieve Torina ammonisce che «gli anziani non sono pacchi postali e vanno tutelati, li riporterò a Pieve Torina».

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Massimo Baldini e Denis Cingolani

DIMISSIONI DI PROCACCINI E INCONTRO IN REGIONE – Baldini si dichiara profondamente dispiaciuto per le dimissioni della collega di giunta, e spera che Rosanna Procaccini ci ripensi. Così Baldini sintetizza l’esito dell’incontro in Regione: «Dopo un serrato confronto con le parti coinvolte, nel pieno rispetto di tutti i ruoli istituzionali e delle autorità che rappresentiamo, al fine sia di definire il superamento della situazione sia di tutelare la particolare condizione di fragilità dei soggetti coinvolti, abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati e cioè la riapertura della struttura ai cittadini. In un momento così delicato, che l’Italia intera sta vivendo, auspichiamo la comprensione e la collaborazione fattiva di tutte le forze politiche presenti. Vigileremo attentamente sull’attuazione del piano sanitario, di cui alla delibera della giunta regionale n. 139/2016. Il principio che guida il nostro agire è quello di non anteporre interessi di altri rispetto a quelli della nostra città, pur comprendendo le diverse situazioni contingenti in cui versano i nostri territori». Parole che vanno dritte alla Procaccini. All’incontro di ieri pomeriggio, voluto da Acquaroli, hanno preso parte anche Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina che si dice pronto a far tornare gli anziani in paese, le dottoresse Nadia Storti direttrice generale Asur e Daniela Corsi direttrice area vasta 3.

LE REAZIONI DEI SINDACI – Sulla destinazione futura dei nonnini si deciderà martedì prossimo nel corso della conferenza dei servizi che vedrà sedere attorno allo stesso tavolo Asur, Regione e sindaci. Subito dopo il terremoto, con le case di riposo inagibili sia a Castelsantangelo sul Nera, la Sant’Agostino di Pieve Torina e quella di Pioraco, per gli anziani si sono spalancate le porte dell’ospedale Enrico Mattei di Matelica, che sarebbe dovuto essere una sistemazione provvisoria, ma come avviene in Italia ormai quasi definitiva, considerando che nessuna delle tre strutture a quattro anni e mezzo dal terremoto è stata ricostruita. Spiega Alessandro Gentilucci sindaco di Pieve Torina: «Subito dopo le scosse, sotto la pioggia ero lì ad aiutare gli anziani ad uscire dalla casa di riposo lesionata sono qua per difendere i più deboli, gli anziani non sono pacchi postali, non accetto manovre politiche sulla loro pelle. Ho diffidato la cooperativa a far lavorare solo chi si è vaccinato. Ai nostri anziani devono essere date tutte le tutele ed il massimo confort, stiamo lavorando per trovare una soluzione, li farò rientrare a Pieve Torina».

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Alessandro Gentilucci

Gli fa eco Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo: «Il Comune di Matelica ci ha inviato a dicembre una lettera di invito a liberare la struttura, per poterla riconvertire, ci mancherebbe. Prenderemo parte martedì all’incontro con l’Asur, in cui ciascuno si attiverà nel migliore dei modi. Per far partire i lavori della casa di riposo, attendiamo di approvare a breve il piano straordinario di ricostruzione, i fondi ci sono. La cooperativa deve rispettare le prescrizioni dell’Asur, a cui deve ottemperare. Per i nostri anziani stiamo lavorando a diverse ipotesi per farli tornare in paese, in modo da attuare il migliore interesse per loro e a tutela anche dei dipendenti della struttura».

L’altra casa di riposo ospitata a Matelica è quella di Pioraco, gestita da un’altra cooperativa, che si trova al piano piano ed i cui ospiti sono negativi, come conferma il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi: «Grazie a Dio i tamponi della nostra struttura, sia ospiti che operatori, sono tutti negativi, sono stati tutti vaccinati con due dosi. Agli operatori va il mio grande apprezzamento per il grande lavoro che stanno facendo in tutte le strutture d’Italia. Lancio un appello con il cuore in mano che tutti gli operatori si vaccinino hanno questa grande opportunità, quindi è fondamentale che si vaccinano. Una piccola percentuale ristretta tra loro non è vaccinata, questo può rappresentare un rischio, un pericolo per gli sforzi che tutti gli altri stanno facendo, in maniera impeccabile».

MATELICA, UNA RICONVERSIONE FERMA – L’altro lato della medaglia è la piena attuazione della delibera regionale che ha trasformato il nosocomio di Matelica in ospedale di comunità, ancora non pienamente avvenuta, vista la presenza degli ospiti delle case di riposo al primo ed al secondo piano dell’edificio. Solidarietà verso le case di riposo di comuni devastati dal sisma, contro servizi per i cittadini di Matelica, che aspettano da anni la piena funzionalità del loro ospedale. Una frattura di interessi, in cui la politica dovrebbe giocare il ruolo di comporre interessi contrapposti, mettendo al centro il benessere di chi è fragile ed indifeso ed il diritto alla salute dei cittadini. Nella delibera regionale per l’ospedale di Matelica oltre alla potes h 24, era prevista la presenza del medico di continuità assistenziale, il punto prelievi ed una serie di ambulatori di ben 21 specialità, oltre a dieci posti letto di riabilitazione intensiva extraospedaliera, 10 di riabilitazione estensiva, 12 di residenza sanitaria assistenziale ed 8 di cure intermedie, da gestire con i medici di medicina generale. Serve attivare una ventina di posti letto, cosa praticamente impossibile fino a quando le case di riposo resteranno ospiti dell’ospedale Enrico Mattei.

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L’ospedale di Matelica

LA SITUAZIONE ATTUALE – Sono 26 gli ospiti della casa di riposo di Pieve Torina ospitati a Matelica, di questi due sono positivi ma asintomatici. Quelli della casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera sono 11, il positivo è un ultranovantenne. I tre anziani si trovano ora a Campofilone, deputata ad accogliere pazienti Covid. Tutti erano stati vaccinati con doppia dose di vaccino, è risultato positivo anche un operatore che lavora nella casa di riposo. Sull’accaduto è in corso un’indagine dell’Asur, che ha già rilevato il mancato rispetto di protocolli anti Covid, come riportato nell’ordinanza del sindaco Baldini che ha disposto la chiusura della struttura. Si sta cercando di capire come possano avere contratto il virus, visto che si tratta di pazienti che non hanno contatti con l’esterno, tranne che con gli operatori. L’assistenza a tutti questi nonnini è gestita da una cooperativa umbra, risultata vincitrice della gara bandita dal Comune di Pieve Torina nel settembre dell’anno scorso, dopo che la società del Nord Italia che ha gestito la casa di riposo per diversi anni, da prima del sisma, aveva fatto sapere di non voler prorogare oltre il dicembre 2020. Per la ricostruzione della casa di riposo di Pieve Torina a gennaio il Comune ha emesso un avviso di indagine di mercato, per individuare 15 imprese da invitare alla procedura negoziata, per affidare i lavori di ricostruzione, pari a 2 milioni e 300mila euro.

 

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L’assessore Rosanna Procaccini

OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO – Le dimissioni da assessore comunale di Matelica di Rosanna Procaccini provocano la reazione del gruppo di opposizione “Per Matelica”, guidato da Alessandro Delpriori, che con una nota critica alcune scelte dell’amministrazione Baldini. «Lo avevamo predetto ieri: il peso della scelta assurda del sindaco e la sua condotta pilatesca hanno portato alle dimissioni della sua assessora più in vista, Rosanna Procaccini – scrivono i consiglieri – è certo che non è solo l’ultima grottesca situazione dell’ospedale ad aver fatto traboccare il vaso, ma una lunghissima serie di decisioni assurde che hanno portato la Procaccini a dimettersi dalla giunta. Ad esempio l’aumento delle rette della mensa scolastica e quella dell’asilo, che andavano a colpire direttamente questioni del suo assessorato, oppure aver dovuto votare contro la nostra mozione che prevedeva degli aiuti concreti a sostegno dei commercianti e degli artigiani per fronteggiare le difficoltà dovute al Covid. Ovviamente per seguire le indicazioni di Ciccardini». I consiglieri di “Per Matelica” criticano l’inerzia del sindaco Massimo Baldini, in particolare durante l’emergenza Covid: «La settimana scorsa abbiamo vissuto la pantomima per la chiusura delle scuole, con il sindaco che non voleva e non sapeva decidere, quando c’erano già molte classi in quarantena e con un numero di contagi sempre più alto. Possiamo anche citare la volontà di Ciccardini di fare cassa sulle attività delle associazioni con le tasse per l’occupazione del suolo pubblico e molto altro.A quasi due anni dall’insediamento della giunta Baldini si vede benissimo che in realtà il sindaco non conta molto, anzi è totalmente in balia degli eventi». Per l’opposizione a tenere le redini dell’amministrazione di Matelica non è il sindaco Baldini, ma l’assessore al bilancio: «In realtà chi tesse le fila è Ciccardini. Un assessore al bilancio spesso inumano, che specula su ogni cosa e che non ha capito che il comune non è un’azienda, né una banca: è un ente che deve spendere i soldi per erogare servizi. Alzare le tasse è il suo gioco preferito e alle nostre obiezioni risponde che a Matelica c’è ricchezza diffusa. Baldini ha scelto di stare con lui: ha voluto sacrificare la Procaccini, che aveva le deleghe più importanti, per continuare a vessare i cittadini».

 

 



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