Tre maceratesi a Singapore:
«Frontiere chiuse, app per il tracciamento
Qui il governo è chiaro e non transige »

MONDO - Alessandra Pauri Fel di Civitanova, Fabrizio Monachesi di Macerata e Filippo Pirri di Porto Recanati portano la loro testimonianza della vita nella città-stato
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Filippo Pirri

 

di Claudia Brattini

Una testimonianza diretta di come si vive a Singapore: centro finanziario internazionale affascinato dal Made in Italy. Singapore, oltre a vantare uno dei primi porti al mondo, spicca a livello economico come polo strategico commerciale e per reddito pro-capite. La città stato è al centro dei processi di internalizzazione e punta – grazie al Green Plan 2030 annunciato la settimana scorsa – a diventare un polo per gli investimenti sostenibili.
Ma come vivono i marchigiani a Singapore? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Pauri Fel di Civitanova, Fabrizio Monachesi di Macerata e Filippo Pirri di Porto Recanati che si sono trasferiti nell’isola malesiana.

Cosa vi ha portato, dalle Marche, a vivere dall’altra parte del mondo?
(Alessandra) «Sono qui per lavoro, sono regista e coreografa teatrale, insegno in una accademia professionale di teatro; con la mia famiglia eravamo prima a Londra poi a Singapore dove c’è grande fermento e richiesta della professionalità occidentale».
(Fabrizio) «Sono sempre stato affascinato dall’Asia, ho studiato lingue orientali e poi dopo un’esperienza alla Frau ho avuto un’occasione di lavoro a Singapore. Qui il Made in Italy in ambito moda, design e anche cibo è molto apprezzato».
(Filippo) «Mi sono trasferito per conseguire un master in marketing alla ESSEC Business School, ero alla ricerca di una formazione sulle tecnologie digitali e Singapore è molto forte proprio sulle startup. Ho appunto firmato un contratto per una startup sull’aviazione cargo, un settore in espansione proprio a Singapore».

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Alessandra Pauri Fel

Cosa ti manca di più della tua città di origine?
(Alessandra) «Mi mancano molto i monti Sibillini, la campagna marchigiana, le realtà culturali dei piccoli borghi e ovviamente la famiglia e gli amici».
(Fabrizio) «Macerata negli ultimi anni l’ho vista molto cambiare, per alcuni aspetti anche spegnersi ma ci torno sempre volentieri per le ferie».
(Filippo) «Sicuramente il mare, il buon cibo e il vino, i luoghi simboli di Porto Recanati – come il Castello Svevo – ma anche i ritmi più lenti della provincia».

Ci sono altri “espatriati” marchigiani con cui si è creata una sorta di comunità?
(Alessandra) «Ci sono e ci si trova anche grazie a gruppi Facebook, il gruppo di donne italiane a Singapore, ad esempio, è molto attivo».
(Fabrizio) «Sì a volte capita, magari con il gruppo che lavora nel distretto del mobile nella sede asiatica ma mi capita molto di uscire con altri espatriati da altre nazioni o con singaporiani».
(Filippo) «Nella mia classe del master ci sono altri italiani e attraverso un gruppo su Facebook si organizzano partite di calcetto, è un’attività che mi fa sentire molto a casa».

Nella vita quotidiana come vi rapportate con le forti diversità culturali, climatiche e gastronomiche?
(Alessandra) «Qui il clima è tropicale e il caldo è costante per questo ci siamo trasferiti in una piccola isola che si chiama Sentosa, una zona di Singapore direttamente sul mare e perciò più ventilata, mi fa pensare un po’ alla mia Civitanova. Con la lingua sono stata avvantaggiata nel passaggio da Londra a qui, la lingua è la stessa: l’inglese, che qui si definisce Singlish ed è un inglese colloquiale di Singapore».
(Fabrizio) «Il clima perennemente estivo lo apprezzo molto, col cibo e il caffè, invece, ho qualche difficoltà».
(Filippo) «Mi trovo bene e approfitto per conoscere la cucina di diverse nazionalità e gli sport acquatici come la vela e il windsurf».

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Fabrizio Monachesi di Macerata

Come si fronteggia la pandemia a Singapore?
(Alessandra) «Le frontiere sono chiuse, se si vuole comunque arrivare è obbligatoria una quarantena di due settimane in un hotel scelto dal governo a carico del cittadino, dopo due settimane si può uscire con il tampone negativo. Inoltre, ognuno ha un App nel cellulare che si chiama TraceTogether per tracciare gli spostamenti, la mascherina è obbligatoria e a casa o al ristorante è limitato a otto il numero di persone che si possono incontrare. Hanno iniziato le vaccinazioni con gli stessi criteri adottati in Italia».
(Fabrizio) «I viaggi sono bloccati al momento ma la vita è tornata quasi alla normalità, i casi sono davvero pochissimi».
(Filippo) «Qui il governo è molto chiaro e sulle restrizioni non si transige».

Quando pensate di poter rientrare in Italia?
(Alessandra) «Probabilmente il prossimo Natale, non credo sia possibile prima. Mi piacerebbe anche portare i Singaporiani a conoscere le Marche perché sono certa le amerebbero molto, compreso il cibo».
(Fabrizio) «Mi auguro di rientrare presto ma sicuramente non prima di luglio».
(Filippo) «Mi piacerebbe molto rientrare ad agosto, essendo anche figlio unico vorrei rivedere la famiglia ma non so ancora se sarà possibile».



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