Meccanica e engineering,
Cna al tavolo tematico
della Regione Marche

BELFORTE - L'incontro si è svolto nella sede della Simonelli, il presidente zonale di Tolentino Roberto Casadidio: «Velocizzare i vari iter di accesso ai fondi e ai contributi pubblici una delle più importanti necessità delle piccole e medie imprese»
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Roberto Casadidio con l’assessore Carloni

 

Si è svolto ieri pomeriggio l’incontro di ascolto dei fabbisogni delle imprese del settore meccanico e della ingegneristica organizzato dalla Regione Marche. Ospitato nella sede della Simonelli Group di Belforte del Chienti, l’appuntamento compone le attività dell’Osservatorio regionale per la strategia di specializzazione intelligente, avviato il 1° febbraio scorso. Lo scopo, ha ricordato l’Assessore regionale alle attività produttive Mirco Carloni, è di stimolare un dialogo con gli stakeholders del sistema produttivo in modo da poter costruire una progettualità condivisa, che consenta di delineare insieme strategie e priorità per affrontare le sfide necessarie a ridare slancio all’economia regionale, sostenendo gli sforzi delle categorie produttive.
In vista della prossima programmazione regionale dei fondi europei, l’Assessore Carloni ha quindi introdotto i lavori, definendo le questioni del tavolo tematico. «Un’occasione per fare il punto sul settore meccanica e engineering, per comprendere innanzitutto quali sono le nuove esigenze del mercato e i fabbisogni delle imprese per aumentare la propria capacità di Innovazione». Secondo l’Assessore, una parte rilevante della sfida coinvolgerà gli enti deputati alla formazione: «occorre far emergere quali competenze e servizi dal mondo della ricerca e della formazione possono supportare le imprese per queste sfide e quali fattori di competitività sono essenziali per rafforzare la presenza sui mercati internazionali», ha sottolineato Carloni.

foto-Casadidio-Carloni-2-325x199Per la Cna era presente il presidente zonale di Tolentino Roberto Casadidio, titolare della Automation service, un’impresa molto innovativa impegnata con commesse provenienti da tutto il mondo: «abbiamo portato all’attenzione dei vertici regionali quelle che a nostro parere sono le necessità delle piccole e medie imprese. Innanzitutto su una più generale velocizzazione dei vari iter di accesso ai fondi e ai contributi pubblici e, di conseguenza, ad una sburocratizzazione delle procedure di accesso. Ciò permetterebbe di dare maggior spazio e possibilità all’idea, vero motore dell’innovazione, e non tanto alla capacità del beneficiario di confezionare il progetto». Una burocrazia ridondante e tempistiche di liquidazione estremamente lunghe, infatti, avvantaggiano le grandi imprese, attrezzate con personale interno e con ampie coperture finanziarie, a discapito sia dell’idea progettuale che di tutti gli altri soggetti promotori di piccole dimensioni. Sulle specificità del settore, Casadidio ha quindi presentato le esigenze delle imprese che intendono innovare: «l’accesso alle tecnologie di Industria 4.0 deve procedere a tutto campo – spiega il rappresentante Cna – non solo orientato al digitale nelle sue applicazioni in termini di comunicazioni, esiziali per rimediare al distanziamento da pandemia, ma anche alla Intelligenza Artificiale (dagli algoritmi per l’elaborazione dei big data a quelli per la guida di robot, veicoli autonomi, ecc..), ai Robot e ai c.d. cobot (robot che si affiancano alle persone e ne potenziano la produttività), alla Realtà aumentata (all’accrescimento delle capacità sensoriali e informative), alla sensoristica e ad Internet delle cose con macchinari e device connessi e interconnessi». «Occorre uno sforzo da parte dei centri di ricerca e della formazione, delle università e delle scuole – prosegue Casadidio – per adattare alle microimprese le nuove tecnologie. Le competenze devono essere orientate alla formazione continua, alla sperimentazione, al confronto; e quindi dotate di una preparazione di base orientata alle materie scientifiche ma non prive di cognizioni culturali che agevolino la comunicazione interpersonale. Le nuove tecnologie hanno bisogno di essere declinate e adattate ai diversi settori, ai diversi materiali, ambiti. Faccio alcuni esempi: le tecnologie della meccatronica vanno diversificate per automotive e nautica; lo stesso vale per i materiali di sintesi; le tecnologie dell’illuminazione, dell’elettronica, possono essere declinate assai diversamente a seconda del prodotto o del servizio che si eroga». Sul versante della competitività, infine, il rappresentante Cna spiega come questa, per le nostre micro e piccole imprese, passi “attraverso la capacità di informare sulle loro potenzialità, diversificate, flessibili, estendibili. Non secondario aspetto è, infine, l’immagine che si riesce a dare e quindi il grado di affidabilità e la capacità di soddisfare sistematicamente le aspettative di mercati talora esigenti sotto il profilo della qualità». La Cna ha quindi consegnato il documento delle proposte all’Assessore regionale, mettendosi a disposizione della Giunta e degli Uffici regionali competenti per approfondire tutti i dettagli.



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