Appignano saluta don Natale
e dà il benvenuto a don Gianluca

PASSAGGIO DI CONSEGNE - Domenica scorsa il vescovo Nazzareno Marconi ha celebrato la messa nella chiesa Gesù Redentore. Don Branchesi lascia dopo dieci anni di servizio nella parrocchia di San Giovanni Battista, mentre don Cerolini arriva da Santa Maria della Pace di Macerata. Le due lettere dei fedeli
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La messa del passaggio di consegne fra don Natale e don Gianluca

Passaggio di consegne fra parroci ad Appignano. Don Gianluca Cerolini sostituisce don Natale Branchesi, attualmente ancora nella parrocchia di San Giovanni Battista, in attesa di una nuova collocazione da parte della Diocesi. Domenica scorsa il vescovo Nazzareno Marconi ha presieduto la funzione religiosa nella chiesa del Gesù Redentore, anche alla presenza dei precedenti sacerdoti (don Pio Pesaresi e don Gianni Cararo). Don Gianluca Cerolini prenderà servizio ad Appignano dopo essere stato parroco per quattro anni nella parrocchia Santa Maria della Pace a Macerata dove arriverà don Kristof. I fedeli di Appignano hanno accolto il nuovo parroco con una lettera di benvenuto.

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Don Gianluca Cerolini, nuovo parroco di Appignano

«Caro don Gianluca, benvenuto nella sua nuova casa. Nella sua nuova famiglia che con gioia la accoglie. Come ci ha detto qualche settimana fa don Natale, la volontà di Dio si è espressa su di lei tramite le decisioni del Vescovo che l’ha designato come il nuovo parroco di Appignano. Grazie per aver accettato di mettere a disposizione il suo servizio per la nostra comunità e per la nostra parrocchia. Grazie davvero. Oggi la accogliamo come guida, come fratello, come dono dell’amore di Dio tra noi. Troverà molteplici realtà, talune dalla fede semplice, umile e concreta, altre dalla spiritualità profonda e vissuta. Questi gruppi parrocchiali che sono fioriti nel tempo come testimonianza dalla presenza dell’altissimo tra noi sono lieti di accoglierla e ben presto si presenteranno personalmente – scrive la parrocchia di Appignano -. Con il desiderio e la speranza di camminare sempre insieme nella volontà di Dio, le rinnoviamo la nostra gioia nell’accoglierla e nell’iniziare questo gioioso percorso insieme. Infine, le affidiamo questo aspersorio. Fa parte della storia della parrocchia di San Giovanni Battista di Appignano dai tempi di don Marino Cesari. Con esso e attraverso esso possa lei continuare a impartire le benedizioni sulla nostra comunità, fiduciosi in ciò che la scritta su di esso incisa recita: “In hoc signo vinces”. Ovvero: “in questo segno vincerai”».

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Don Natale Branchesi

Come detto, don Gianluca Cerolini prende il posto di don Natale Branchesi, che per dieci anni ha svolto servizio nella parrocchia di San Giovanni Battista, lasciando il segno nei fedeli di Appignano, che lo saluta e ringraziano sempre con una lettera. «Siamo arrivati ai saluti. A nome di tutti, don Natale, vogliamo ringraziarti per questi dieci anni nei quali sei stato il nostro parroco. Certo, in queste occasioni è facile lasciarsi trasportare dalla retorica della bontà, ma noi appignanesi, lo sai, tanto buoni non siamo e facciamo pochi sconti. Di carattere siamo inclini alla critica e, come già ci rimproverava il vecchio parroco don Gianni, alla “chiacchiera”. Non ci manca, però, il buon cuore e lo abbiamo dimostrato, forse, proprio recentemente, permettendo la realizzazione di un’opera che sembrava impensabile: il pozzo di Kimpemba.

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Il vescovo Nazzareno Marconi

Abbiamo fatto esperienza di come i nostri cinque pani e due pesci potessero essere moltiplicati, fino a realizzare un sogno che sembrava impossibile. In questo progetto tu sei stato un tassello fondamentale della provvidenza perché tua è stata l’idea di invitare don Eustachio, tu ce lo hai fatto conoscere e ti sei lasciato coinvolgere dal suo entusiasmo, invitandolo a chiedere in modo opportuno e non opportuno, come dice il Vangelo. Grazie a questa esperienza abbiamo ricordato quanta gioia ci sia nel dare e nel farci prossimi e ci hai resi fieri di quell’acqua che, sgorgando quasi come un miracolo, ci ha fatto sentire meno aridi. Certo, poi non abbiamo colto a pieno tutti i tuoi insegnamenti. Ci hai sempre ricordato che su questa terra, bene che vada, passeremo i prossimi 150 anni, ma la nostra più grande occupazione deve essere quella per la vita eterna. Ecco, su questo punto siamo stati, forse, un popolo dalla dura cervice e dobbiamo fare ancora molta strada. Ma il Signore è paziente e speriamo che, con l’aiuto di don Gianluca che ora prenderà la tua eredità, possiamo progredire nella conoscenza dell’amore di Dio e nella pratica del comandamento nuovo. Non ci facciamo troppe illusioni: sappiamo che cadremo, e spesso, ma dopo un “Santa gnacchera” di ravvedimento, possiamo accostarci al confessionale, al quale spesso ci invitavi, e ricominciare. Speriamo di rivederti ancora, avvolto nel tuo poncho, passeggiare per le vie del nostro paese, perché adesso che non ti mancherà il tempo per un giusto riposo, vorremmo poter contare sulla presenza di un sacerdote amico e compagno di viaggio».

(Redazione Cm)

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L’intervento del sindaco di Appignano Mariano Calamita



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