Asse Macerata-Perugia,
incrocio infinito di calciatori e allenatori

CALCIO - Negli ultimi 54 anni molti giocatori della Maceratese sono approdati in Umbria facendo le fortune del grifone. Pochi, invece, quelli di scuola umbra hanno fatto il percorso inverso, lasciando sbiaditi ricordi nella tifoseria della Rata. Le storie di Malizia, Felicioli, Imparato, Rinchi, Quadri, Buonaiuto, Cichella, Dugini, Melchiorri, Pagliari, Turchetto, Morbiducci, Bucchi e Giunti
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Federico Melchiorri, con la maglia del Perugia

 

di Mauro Giustozzi

Malizia; Felicioli, Imparato, Rinchi, Quadri; Buonaiuto (Cichella), Dugini, Melchiorri; Pagliari, Turchetto, Morbiducci. Allenatori Bucchi e Giunti. Una formazione certamente molto (troppo) sbilanciata in avanti ma che sicuramente farebbe la felicità di qualsiasi tecnico.

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Maceratese – Ancona: gol di Dugini

Il Perugia, decaduto in terza serie dai fasti della Serie A di Paolo Rossi e dalla Serie B frequentata abitualmente, domenica prossima calcherà il manto erboso dell’Helvia Recina affrontando la matricola terribile della Lega Pro: il Matelica di patron Canil. Ed allora, quale migliore occasione per ripercorrere i tanti incroci che negli ultimi 54 anni hanno visto moltissimi calciatori della Maceratese approdare nella vicina Umbria facendo in alcuni casi le fortune del club grifone ed i pochi, invece, giocatori di scuola Perugia che hanno fatto il percorso inverso lasciando sbiaditi ricordi nella tifoseria della Rata. Una storia lunghissima, un film che si riannoda dagli anni Sessanta quando le due squadre battagliavano abitualmente in Serie C e che ebbe anche l’epilogo di quel famoso campionato 1966-67 in cui i grifoni la spuntarono di un punto sulla Maceratese, iniziando quel volo che li ha portati poi ai vertici del calcio nazionale nel segno del presidentissimo D’Attoma e dell’accoppiata Castagner-Ramaccioni. Ad inaugurare la direttiva Macerata-Perugia, quando ancora non era neppure pensabile ipotizzare la costruzione della superstrada Val di Chienti ma ci si inerpicava lungo la tortuosa statale verso Colfiorito, furono proprio Vasco Dugini e Claudio Turchetto che nella stagione successiva a quella che aveva spento il sogno di approdare in B della Maceratese si trasferirono nel capoluogo umbro mantenendo gli stessi colori sociali, però quelli dell’acerrimo avversario sportivo dell’anno precedente.

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Nello Malizia al Perugia, stagione 1975/76

Un trasferimento che fu piuttosto indigesto ai tifosi della Rata e che creò anche molte polemiche arrivate sino ai giorni nostri. Sta di fatto che successivamente bisognerà attendere sette anni per registrare il passaggio di un calciatore dalla Maceratese al Perugia. Si tratta di Nello Malizia, forse il giocatore che più ha inciso nel Perugia, proveniente dalla Rata, estremo difensore di quel grifone targato proprio Castagner che sfiorò lo scudetto poi vinto dal Milan ma che ottenne l’imbattibilità stagionale nel campionato di Serie A. Malizia a Perugia esordì nella massima serie nel 1974 (collezionando in tutto 133 presenze) dopo essere stato lanciato dalla Maceratese in Serie C e per otto campionati fu il numero uno degli umbri. A seguirlo nei primi anni , la coppia dei “gemelli del gol” Giovanni Pagliari e Moreno Morbiducci che col biancorosso della Rata fecero sognare la tifoseria, regalando una promozione dalla D alla C2 e poi l’anno successivo sfiorando quella in C1 grazie alle loro prodezze, negata da Padova e Civitanovese. Per entrambi quelle due stagioni furono foriere di tante attenzioni, concretizzate dal trasferimento al Perugia in Serie B, dove entrambi restarono per diverse stagioni diventando a loro volta beniamini della calda tifoseria umbra. Va ricordato come tuttora Giovanni Pagliari è l’unico che, sia da calciatore che da allenatore, ha vestito le maglie di Maceratese e Perugia.

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I “gemelli del gol”: Giovanni Pagliari e Moreno Morbiducci

In quella operazione, oltre all’incasso economico che arrivò nel club di Palazzo De Vico, in parziale contropartita giunse nelle Marche il giovane e talentuoso Adolfo Cichella, fantasista dalle grandi potenzialità rimaste però inespresse, che disputò diversi campionati con la Rata ma non incidendo in maniera così determinante come invece fecero a Perugia i “gemelli del gol” maceratesi. Sempre restando sul fronte degli arrivi dal club umbro a Macerata sono in pochi forse coloro che si ricorderanno di Roberto Rinchi, giovane e granitico stopper perugino doc che arrivò alla Rata nel campionato 1982-83, ma collezionò pochissime presenze chiuso dalla coppia di difensori centrali composta da Trillini e Rossi. Se proprio si vuol ricordare un calciatore che militò nel Perugia e che viene ancora ricordato a Macerata, non solo per le sue qualità tecniche ma anche per quelle umane, questo non può che essere Alberto Quadri, capitano e goleador con 11 reti dell’ultima Maceratese in Serie C. Il regista giocò nel Perugia 13 partite in C1, nel 2008. Chi non direttamente, ma dopo aver girovagato in tante società italiane, è approdato al Perugia (dove tuttora gioca) è Federico Melchiorri, maceratese doc e tifoso della Rata, rimasto nel cuore degli sportivi per le prodezze mostrate all’Helvia Recina nel campionato di Serie D 2012-13, dove in 34 presenze realizzò ben 26 reti. Chi è partito dalle giovanili della Maceratese per giungere a Perugia è Gian Filippo Felicioli, che disputò la stagione 2010-11 con i ragazzini della Rata e che poi nel torneo 2018-19 ha vissuto un campionato con la maglia del grifo indossata in 9 occasioni.

 

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Gian Filippo Felicioli, assieme al procuratore Silvio Pagliari, firma con il Perugia

 

Tra gli altri calciatori che sono passati direttamente dal biancorosso maceratese a quello perugino ci sono Buonaiuto ed Imparato nel campionato 2016-17. L’attaccante ha avuto fortune alterne con la maglia del sodalizio umbro, restando comunque in Serie B con la Cremonese, mentre per Imparato solo qualche fugace apparizione (5 presenze in tutto) prima di tornare a disputare i tornei dilettanti con altre società. Il più recente approdo a Perugia di un calciatore della Maceratese, seppur a livello di settore giovanile, è quello nel 2020 del promettente Matteo Polizzi, classe 2005, centrocampista offensivo e trequartista, con qualità tecniche importanti e dribbling efficace.

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Mister Federico Giunti e Cristian Bucchi

Oltre ai calciatori, soprattutto nelle stagioni più recenti, la Maceratese è stata fornitrice anche di allenatori al Perugia (quando militava in Serie B). Mister Cristian Bucchi guidò la Rata, tornata dopo 42 anni in Serie C, nella stagione 2015-16 ottenne l’accesso ai playoff per la Serie B persi contro il Pisa di Gattuso, che poi approdò in Cadetteria. Da allenatore, l’anno successivo approdò proprio al Perugia in Serie B, con lo stesso amaro epilogo finale di aver perduto gli spareggi promozione per la Serie A. A sostituirlo, nell’ultima stagione tra i professionisti della Rata, arrivò un “cuore” grifone come Federico Giunti (otto campionati da calciatore a Perugia), che disputò una grande stagione, pur non avendo una società alle spalle vista la disgregazione ed i continui cambi di proprietà, conducendo la Maceratese ad una tranquilla salvezza resa poi inutile dalla cancellazione del club dai quadri della Figc. L’anno dopo, nel 2017-18, ecco che proprio Giunti venne scelto dalla società umbra per allenare la squadra in cui aveva giocato, facendo il suo esordio in Serie B, che durò soltanto 11 partite prima di essere esonerato.

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Alberto Quadri, capitano della Maceratese

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Buonaiuto dopo un gol con la Maceratese

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Raffaele Imparato, ex difensore della Maceratese



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