Dpcm, per Guzzini è «una dittatura»
«Imprenditori rischiano di svendere
e la malavita è alle porte»

EMERGENZA - Parole forti del presidente di Confindustria Macerata: «Una presa in giro chiudere bar e ristoranti alle 18. Devono dare liquidità immediata al sistema, a fondo perduto come hanno fatto negli altri Paesi. La cassa integrazione doveva arrivare subito, dodicimila nostri lavoratori l’attendono da maggio». E si appella a Mattarella
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L'intervento del presidente Domenico Guzzini

 

 

di Luca Patrassi (foto e video di Fabio Falcioni)

Il presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini lo aveva già detto e lo ribadisce: «Purtroppo stiamo vivendo una dittatura che è giustificata dall’emergenza sanitaria. Sono arrivati impreparati a questa seconda ondata pandemica che era stata ipotizzata da tempo». Parole  forti che il presidente di Confindustria aveva già usato e concetti che ha illustrato oggi nel corso di un incontro svoltosi nella sede maceratese di via Weiden dell’associazione di categoria.

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Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata, nel corso della conferenza di questo pomeriggio

Nel mirino i contenuti del dpcm firmato dal premier Conte a fronte dell’emergenza Covid 19. «Il nostro appello, in ultima istanza, è rivolto al Presidente della Repubblica, ad una grande persona, affinché possa far sì che si apra un dialogo con le associazioni, quel dialogo che con il Governo non c’è stato. Il dialogo, invece, ci deve essere quando si tratta di emergenze come questa, confronto non solo con noi ma con tutte le associazioni». Guzzini entra nel merito della questione: «Non ha senso chiudere bar, ristoranti e le altre attività alle 18, è una presa in giro. Hanno fatto investimenti per mettere in sicurezza i locali, ora li fanno chiudere. Un’azione, quella del governo, che va a danneggiare l’intera filiera: oltre a bar e ristoranti ci sono anche le aziende dell’indotto che forniscono i materiali . Non si è capito che intenzioni abbia questo Governo. A parole, parlo dello scorso lockdown, la cassa integrazione doveva arrivare subito, dodicimila nostri lavoratori l’attendono da maggio, in molti casi le integrazioni le hanno anticipate gli imprenditori perché i soldi non arrivavano. Devono dare liquidità immediata al sistema, a fondo perduto come hanno fatto e fanno negli altri Paesi. Agendo così il Paese non è sicuro ed arrivano le manifestazioni di piazza, la paura ci assilla come cittadini».

Confindustria_FF-4-325x217Il presidente della territoriale di Confindustria apre un altro fronte: «In questa situazione alcuni imprenditori possono alzare la mano e vendere, o svendere. Rischiamo di vedere entrare gruppi esteri, se non la malavita visto che i gruppi criminali sono gli unici ad essere liquidi in tempi di crisi. Questo è il clima, questo è il motivo per il quale siamo preoccupati. Io di solito penso e resto sempre positivo, ma il momento è difficile. Venerdì prossimo con il direttivo di Confindustria delibereremo l’avvio di una task force per dare assistenza concreta ai nostri soci, sul piano sanitario con iniziative concrete a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie. Tamponi rapidi, vaccini antiinfluenzali (da farsi all’interno delle aziende e in tal senso abbiamo preso contatti con il presidente dell’Ordine dei medici di Macerata Romano Mari e con l’amministratore del Santo Stefano Enrico Brizioli). Vogliamo dare un servizio all’interno dell’azienda per contribuire ad evitare assembramenti e pericoli di contagio al di fuori. Quanto ai vaccini c’è stata, anche in questo caso, una sottovalutazione della richiesta al momento, da parte degli amministratori, di fare le prenotazioni nei mesi scorsi».

I riflessi economici: «Gli studi ipotizzano un ulteriore calo del Pil, che potrebbe passare dallo stimato -10% al -12%. L’Italia arretra ulteriormente e in questo quadro allarmante il Governo si permette di non ascoltare le associazioni. Su base nazionale Confindustria ipotizza un milione di posti di lavoro in meno e una perdita di fatturati di venti miliardi di euro». Un pensiero, affettuoso, il presidente Guzzini lo dedica al suo ex vicepresidente della Territoriale ed attuale sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: «Si sta muovendo, anche la cancellazione della Ztl è una iniziativa per aiutare i maceratesi in un momento difficile. Le persone vanno aiutate, anche incentivando i consumi rigorosamente Made in Italy. Senza lavoro – è il messaggio finale – non si va avanti».

 

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Gianni Niccolò, direttore di Confindustria Macerata

 

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