Bando per l’area di crisi complessa
«Formulato male dalla Regione»

ECONOMIA - Il vice presidente territoriale di Confartigianato Lorenzo Totò ammonisce: «Non è stato pensato per micro e piccole imprese. Inutile prorogarlo»
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confindustria-calzature-4-450x300La Regione ha disposto la proroga al 7 ottobre del termine di scadenza per la presentazione delle domande relative al Bando per il finanziamento di progetti di investimento e diversificazione produttiva localizzati nell’area di crisi complessa del Distretto Pelli-Calzature fermano-maceratese.

«Questo bando purtroppo è stato concepito nella maniera sbagliata – dichiara il vice presidente territoriale di Confartigianato Lorenzo Totò – e occorre constatare come tale nuova proroga non comporterà, prevedibilmente, un maggior interesse da parte delle micro e piccole imprese, non essendo affatto pensato per loro e non prevedendo le modifiche necessarie da noi proposte».

Il primo e più evidente aspetto problematico, secondo l’associazione di categoria,  riguarda sicuramente la soglia di investimento prevista, compresa tra 100mila e 800mila euro. «E’ evidente che tale limite minimo di spesa va ad escludere specialmente le micro e piccole imprese del territorio di riferimento, che costituiscono invece la stragrande maggioranza del tessuto economico e produttivo.
Ciò anche in ragione dei cambiamenti intervenuti a causa della pandemia Covid-19 e delle relative difficoltà economiche che hanno costretto le imprese a riprogrammare i loro investimenti, cercando di ottimizzare al massimo le risorse a disposizione ed impiegarle esclusivamente per interventi strettamente necessari alla continuazione dell’attività. Dunque, un primo e fondamentale correttivo avrebbe dovuto riguardare l’abbassamento o la totale eliminazione della soglia di investimento per consentire una maggiore partecipazione delle imprese alla misura agevolativa, il cui obiettivo principale è quello di contribuire allo sviluppo produttivo e occupazionale attraverso un progetto complessivo di rilancio dell’area di crisi complessa, capace di sostenere sia l’attrazione di nuovi investimenti, sia la realizzazione di interventi di ampliamento della capacità produttiva o di diversificazione della produzione».

Altro punto critico, secondo l’associazione, riguarda i termini di ammissibilità di spesa, in quanto il bando prevede che i progetti ammessi a finanziamento debbano essere avviati a partire dal 23 luglio e comunque entro 15 giorni dalla data in cui le imprese ricevono la comunicazione di concessione.
«Tale previsione  – prosegue la nota – risulta incongruente rispetto al contesto socio-economico in cui il bando si inserisce e alla finalità a cui è rivolto. Infatti, nonostante la crisi che ha coinvolto il distretto fermano-maceratese, accentuata ancor più dalle ripercussioni della pandemia, alcune imprese hanno effettuato investimenti agli inizi del 2020 ma, in base alle limitazioni previste, non hanno alcuna possibilità di ottenere contributi a rimborso degli stessi. La non retroattività determina dunque un’esclusione inevitabile per tutte quelle imprese che, in una prospettiva di ampliamento e/o diversificazione dell’attività produttiva, hanno avuto il coraggio di organizzarsi in un’ottica di ripresa, nonostante le difficoltà determinate dalla pandemia».

«Questi sono soltanto alcuni degli aspetti più critici del testo normativo della misura agevolativa in questione – conclude Totò. Auspichiamo che con la nuova Giunta regionale, ancora in fase di costituzione, queste modifiche vengano prese in considerazione, affinché le imprese possano beneficiare effettivamente delle ingenti risorse residue, evitando il non utilizzo delle stesse».



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