Fanghi di trivellazione in un terreno,
ex sindaco e funzionario assolti
Anche Salvini denunciò la vicenda

POTENZA PICENA - Sotto accusa al tribunale di Macerata c'erano Sergio Paolucci e Giuseppe Percossi. Oggi sono stati prosciolti con formula piena. Il leader della Lega nel 2016 girò un video sull'appezzamento per sollevare la questione dei detriti sepolti
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Il video di Salvini con le ruspe

 

Era arrivato anche Matteo Salvini, nel 2016, e su quel terreno, a bordo di una ruspa, aveva girato un video facendo diventare la questione virale: la questione era quella di detriti e fanghi di trivellazione sotterrati in un terreno di Potenza Picena. Una vicenda per cui erano finiti sotto accusa al tribunale di Macerata l’ex sindaco Sergio Paolucci, e l’allora responsabile dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Percossi: oggi sono stati assolti entrambi «perché il fatto non sussiste». Erano imputati per omissione d’atti d’ufficio.

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Sergio Paolucci

Secondo l’accusa, Paolucci, nella sua qualità di sindaco, in seguito ad una consulenza tecnica disposta nel corso di un procedimento civile, avrebbe omesso di prendere i provvedimenti opportuni al fine di rimuovere e recuperare detriti e fanghi da trivellazione petrolifera che erano sotterrati in un terreno a Porto Potenza e alla messa in sicurezza del versante del terreno in pendenza dove erano state rilevate condizioni di instabilità come conseguenza dell’interramento. A Percossi (difeso dall’avvocato Alessandro Lucchetti) veniva contestato di non aver dato corso alle richieste del sindaco (che aveva scritto quattro note) per consentire al primo cittadino di prendere i provvedimenti opportuni alla rimozione dei detriti e dei fanghi da trivellazione. I fatti contestati vanno dal 2011 al 2014. Matteo Salvini, leader della Lega Nord, il 10 aprile del 2016, aveva girato un video sul terreno oggi al centro del processo, proprio per segnalare la situazione degli scarti delle trivellazioni che erano stati interrati. Al termine del processo anche l’accusa ha deciso di chiedere l’assoluzione.

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L’avvocato Leonardo Filippucci

«È stato riconosciuto, penso ma la motivazione della sentenza si avrà tra 90 giorni, che non c’è stata una inerzia colpevole da parte del Comune nelle sue varie figure – dice l’avvocato Leonardo Filippucci, che assiste l’ex sindaco –. I fanghi successivamente sono stati anche rimossi. L’iter era stato avviato già sotto il mandato di Paolucci, poi a giugno 2014 è scaduto il mandato elettorale, alle elezioni aveva vinto Francesco Acquaroli, che poi adottò una ordinanza per la rimozione dei fanghi».

(Gian. Gin.)

 

 

Omissione d’atti d’ufficio, imputati ex sindaco e funzionario

 

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