Petrolati torna libero,
la Cassazione accoglie il ricorso:
«Scaduti i termini della custodia»

PORTO RECANATI - La difesa, dopo la sentenza d'appello del processo Nuovi orizzonti, ha chiesto la liberazione dell'imputato: è caduta l'accusa di associazione per delinquere
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Alessandro Petrolati

 

Esce dagli arresti domiciliari il portorecanatese Alessandro Petrolati. La difesa ha vinto il ricorso in Cassazione in merito alla misura cautelare che era stata applicata. Petrolati lo scorso gennaio è stato condannato, in appello, per l’indagine Nuovi orizzonti. Nel corso del processo di secondo grado è caduta l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Petrolati, considerato uno dei due leader del presunto sodalizio, era stato condannato a 8 anni, 10 mesi e 9 giorni, pena quasi dimezzata rispetto al primo grado (17 anni, 4 mesi e 20 giorni). A quel punto il legale dell’imputato, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, ha presentato ricorso sulla misura cautelare. La difesa sosteneva che «visto che restava un unico episodio di spaccio contestato, la durata della custodia cautelare era diminuita da sei anni a 4. Visto che già erano 4 anni e 10 mesi che stava prima in carcere e poi ai domiciliari, ho chiesto la scarcerazione. La Cassazione mi ha dato ragione» dice Giulianelli. Nei giorni scorsi Petrolati è tornato libero. Per quanto riguarda il processo Nuovi orizzonti, pende la Cassazione. L’indagine era della Direzione distrettuale antimafia di Ancona e riguardano fatti che sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2015. I fatti erano avvenuti sulla costa Maceratese e principalmente a Porto Recanati e Civitanova.

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