Creata la “nettarina piatta”:
soppianterà la pesca Saturnia?

MONTECOSARO - Il nuovissimo frutto è già in sperimentazione in un terreno dell’azienda Eleuteri. Si ha intenzione di investirci subito 15 ettari. Continuano i “laboratori” nei ristoranti per scoprire nuovi piatti con l’impiego della pesca Saturnia. Lo chef Michele Biagiola ha presentato una serie di pietanze gustose e innovative
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La pesca Saturnia

 

di Ugo Bellesi

Alla Pesca Saturnia, prodotto di eccellenza delle Marche, è stata dedicata l’ultima seduta dell’Accademia italiana della cucina di Macerata che si è svolta nel ristorante “Signore te ne ringrazi” dello chef Michele Biagiola a Montecosaro. Questa varietà di pesca viene prodotta su terreni di 80 ettari nelle Marche e 30 in Campania, ove ha sede la cooperativa Op Armonia di cui il dottor Marco Eleuteri, figlio dell’imprenditore Giorgio Eleuteri di Montecosaro, che ha avviato oltre 40 anni fa la produzione, è attuale direttore commerciale. Tutti gli appezzamenti di terreno si trovano nelle colline che guardano l’Adriatico a Montecosaro, Montegranaro, Potenza Picena e Porto S.Giorgio. L’esposizione è tale che le pesche Saturnia siano baciate dal sole al mattino e poi a metà pomeriggio siano rinfrescate dalla brezza marina. Per evitare che i frutti perdano il loro aroma molto delicato a causa dei raggi del sole troppo infuocati, sono protetti da un telo riflettente e da una rete rossa fotoselettiva dei raggi solari, oltre che da una rete antigrandine. Non vengono mai impiegati insetticidi ma viene attivato il sistema della “confusione sessuale” degli insetti. Appena raccolta la pesca viene spazzolata per eliminare la peluria che ad alcuni consumatori potrebbe dar fastidio. Al momento della giusta maturazione la pesca viene depositata in piccole cassettine dove rimane fino alla consegna al consumatore. Periodici controlli vengono effettuati, grazie ad una convenzione, dai tecnici del Crea di Roma, il più importante ente italiano di ricerca agroalimentare. Mediante nuove sperimentazioni si cercherà di avere una produzione precoce a fine aprile (a Battipaglia sotto serra) e una tardiva a settembre (in tre ettari sotto serra nelle Marche).

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Marco Eleuteri

L’Azienda Eleuteri di Montecosaro ha stretto un accordo di esclusiva per l’Italia per produrre due varietà precoci di pesche piatte: una è americana e l’altra francese, alle quali saranno destinati altri 30 ettari nelle Marche, raggiungendo così in totale 140 ettari confermandosi maggior produttore italiano.
Ma la notizia più interessante è che sta per entrare in produzione anche la Nettarina Saturnia. Si tratta di una nettarina piatta, una varietà senza pelo originatasi da una mutazione spontanea nell’azienda agricola di Montecosaro, che è stata posta sotto osservazione già da cinque anni. A questo nuovo prodotto saranno destinati 15 ettari per entrare in produzione tra cinque anni. Complessivamente vi saranno investiti 100 ettari, di cui 75 nelle Marche e 25 in Campania. Le sperimentazioni in corso riguardano una ventina di varietà. Per questo ci si avvale della collaborazione dell’Istituto di ricerca spagnolo Irta di Lerida, nonchè di diversi breeders francesi e spagnoli impegnati a testare diverse selezioni.
Frattanto Marco Eleuteri continua a promuovere i “laboratori” di sperimentazione di nuovi piatti che abbiano come ingrediente non secondario la Pesca Saturnia.

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Michele Biagiola

“Laboratori” che hanno coinvolto in una decina d’anni gli chef stellati Uliassi, Cedroni, Alajmo e Portinari, seguiti a ruota dagli ottimi chef del nostro territorio come Rosaria Morganti, Michele Biagiola, Giovanni Bartolini, Massimo Garofoli, Alessandro Rapisarda, Andrea Tantucci, Nikita Sergeev, Davide Brescia, Niko Pizzimenti, Simone Scipioni, Aurelio Damiani e Gabriele Eusebi. Tutti hanno saputo sfruttare al meglio le caratteristiche della pesca Saturnia che sono la dolcezza delicata, il profumo floreale, e il gusto equilibrato, tutti elementi che la rendono associabile con il pesce e con la carne, con il baccalà come con il ciauscolo, con il formaggio e con lo yogurt e persino con la colatura delle alici di Cetara. E l’ultimo “laboratorio” è stato proprio quello svoltosi al ristorante “Signore te ne ringrazi” dove Michele Biagiola ha presentato fiori di zucca fritti con alicetta e pesca saturnia, il minestrone saturnico e una caprese mille colori, oltre alla pesca Saturnia con capperi fritti e besciamella di mandorle, manzo bollito con insalata russa ai sottaceti di pesca Saturnia per finire con la torta di crema alla pesca Saturnia e yogurt, zuppetta di pesca e camomilla. E i commensali non hanno potuto far altro che applaudire…



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