Nuove ordinanze sul Cas,
ricorso al Consiglio di stato:
«Danni e disagi alle famiglie»

SISMA - I legali dell'associazione "La terra trema, noi no" non si fermano dopo che il Tar non ha accolto le loro istanze: «Le revoche del Contributo di autonoma sistemazione effettuate dai comuni in base alla nuova normativa vanno avanti»
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Da sinistra: gli avvocati Marco Massei, Federico Valori, Pietro Chiucchiuini, e il presidente de “La terra trema, noi no” Diego Camillozzi

 

di Monia Orazi

L’associazione “La terra trema, noi no” non si arrende e ricorre al Consiglio di stato contro la decisione assunta dal Tar del Lazio sul ricorso relativo alle ordinanze 614 e 670 sul contributo di autonoma sistemazione, firmato da circa 120 terremotati, assistiti dagli avvocati Jacopo Severo Bartolomei, Federico Valori e Marco Massei. L’obiettivo del ricorso, sinora non raggiunto con il Tar del Lazio, è quello di sospendere l’efficacia delle due ordinanze, una emessa lo scorso novembre la 614, l’altra a fine aprile scorso la 670, che hanno chiesto di autocertificare i requisiti per la permanenza nelle soluzioni abitative di emergenza, o per continuare a percepire il contributo di autonoma sistemazione, creando a detta dei ricorrenti disparità di trattamento e disagi a chi, all’improvviso si è visto sospendere il Cas. I legali dell’associazione, come rende noto il presidente Diego Camillozzi, hanno depositato ricorso al consiglio di Stato, tramite appello cautelare, per chiedere di pronunciarsi sulla sospensiva dell’ordinanza 670. La prima sezione del Tar Lazio lo scorso 5 agosto non si è pronunciata a riguardo, rinviando tutto al giudizio di merito, fissato per il prossimo 12 gennaio. «Intanto le revoche del contributo di autonoma sistemazione effettuate dai comuni in base alla nuova normativa vanno avanti, creando danni e disagi a famiglie, nuclei con disabili ed anziani, accentuando quel disagio esistenziale che da anni vivono i terremotati – spiega Camillozzi -. Il Tar aveva disposto di non pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva delle ordinanze, in quanto ha ritenuto la fissazione ravvicinata dell’udienza di discussione nel merito del ricorso, sufficiente a tutelare le ragioni dei ricorrenti. Invece, giacché i Comuni interessati hanno continuato imperterriti a revocare o limitare il Cas ai soggetti già fruitori dal 2016, gli avvocati difensori dell’associazione hanno ritenuto ineludibile la proposizione di appello cautelare, in quanto il danno che è stato arrecato e si continuerà ad arrecare ai terremotati, non è solo di natura patrimoniale e quindi risarcibile in futuro, ma anche di natura morale. Entro la prossima settimana si saprà, con l’assegnazione del ricorso, la data di discussione a palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato».

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