«Pasta, riso e pomodoro:
norme sull’origine
in etichetta fino a dicembre 2021»

CONFARTIGIANATO annuncia con soddisfazione la proroga dell'obbligo: «L’auspicio è che vi sia più ascolto in ambito europeo per andare incontro alle richieste delle imprese, una su tutte quella di dare al consumatore la libertà e la consapevolezza nella scelta di ogni acquisto»
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Luigi-Tempera

Luigi Tempera

 

«Prorogato al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati». Ad annunciarlo in una nota Confartigianato. «I Ministri dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e delle Politiche Agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, hanno firmato nei giorni scorsi il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018». «L’Italia – dichiara Luigi Tempera, presidente del settore Alimentazione di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo – si dimostra ancora una volta in prima linea in Europa a sostegno della chiarezza delle informazioni espresse nelle etichette, per il consumatore. Con questa proroga si dà giustizia alle imprese che, con mille difficoltà, continuano a produrre nei nostri territori produzioni di assoluta qualità italiana garanzia per tutti i consumatori. La norma prevede per i produttori di pasta, riso e derivati del pomodoro, di continuare ad indicare in etichetta il Paese di origine della materia prima, lo stabilimento di trasformazione e del confezionamento, determinando così la tracciabilità dei prodotti. L’auspicio – aggiunge Tempera – è che vi sia più ascolto in ambito europeo per andare incontro alle richieste delle imprese, una su tutte quella di dare al consumatore la libertà e la consapevolezza nella scelta di ogni acquisto».

Paolo-Capponi

Paolo Capponi

«Confartigianato – continua Paolo Capponi, responsabile Export – è da sempre impegnata nella battaglia per la garanzia della riconoscibilità delle vere produzioni integralmente italiane, le uniche che rispettano i dettami e le caratteristiche di qualità e delle tipicità dei nostri territori. Dal 2009 infatti la nostra Associazione, lavora sulla promozione della legge 166/2009 Art. 16 che contempla appunto il 100% Made in Italy, a tutela delle imprese che producono totalmente in Italia e dei consumatori che possono pertanto riconoscere, scegliere e acquistare consapevolmente i prodotti “100% italiani. Nel nostro portale www.100madeinitali.it abbiamo racchiuso le imprese che nel corso del tempo hanno aderito al nostro progetto di promozione e informazione e che hanno adottato nel packaging delle loro produzioni il logo “100% made in Italy”, registrato presso il Ministero dei Beni Culturali. Proprio lo scorso 22 luglio abbiamo organizzato un webinar su questo tema, proposto nel circuito nazionale che ha visto la nutritissima partecipazione di imprese di tutte le regioni d’Italia, a significare l’alto livello di attenzione che questo aspetto della riconoscibilità del prodotto italiano sta avendo per i nostri imprenditori, da sempre attenti alle esigenze dei clienti. In questo periodo complicato – conclude Capponi – la pandemia ha fatto sì che ognuno di noi abbia acquisito maggiore consapevolezza dell’importanza delle produzioni 100% italiane e iniziato ad orientare i propri acquisti su beni realizzati interamente in Italia, garanzia di qualità, salubrità, rispetto delle regole, dando così concreto sostegno al nostro Paese».



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