Convegno in memoria di Colotti
rimandato all’anno prossimo

RICORDO - Il gruppo degli "Amici di Graziano" sospende l'iniziativa a causa dell'emergenza sanitaria
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Graziano-Colotti

Graziano Colotti

 

«A causa dell’emergenza sanitaria, e più in generale della situazione difficile che tutti stiamo vivendo,  non è possibile quest’anno allestire l’ormai consueto Convegno organizzato per ricordare la figura di Graziano Colotti». A comunicarlo il gruppo degli “Amici di Graziano” in una nota in cui precisano che «si sarebbe trattato della quinta edizione (a cinque anni dalla scomparsa di Graziano) di un appuntamento che ogni anno riunisce allenatori e giocatori professionisti, dirigenti, scrittori, insieme ad allenatori locali, giocatori, ragazzi ed appassionati che vogliono continuare vivere il calcio, e soprattutto il calcio giovanile, nel modo in cui Graziano lo vedeva, e cioè non solo come un’attività ricreativa ma anche eccezionalmente formativa per i ragazzi». L’appuntamento è dunque rimandato al prossimo anno. «Con dispiacere dunque, anche per la famiglia di Graziano che è sempre stata presente a questi incontri, non avremo una di quelle serate “tra amici”, fatte di chiacchiere, ricordi e discussioni tra persone che amano il calcio autentico, e che lavorano sul campo per proseguire sulla strada indicata da Graziano, la strada dell’impegno, della correttezza, dell’intelligenza e dell’ironia. Per quest’anno ci accontentiamo di ricordare Graziano con le parole di affetto e di stima scritte da Gianni Mura, scomparso il 21 marzo scorso; parole che il grande giornalista scrisse nel 2016 e che testimoniano la sua amicizia con Graziano Colotti, al quale lo univano la passione per lo sport e per la letteratura: “Quelli come Graziano Colotti bisognerebbe ringraziarli da vivi, e dirgli che sono il sale della terra. Perché hanno il piacere del lavoro, perché insegnano ad altezza d’uomo, non da una cattedra. Insegnano calcio, ma chi ha detto che solo di calcio si tratta? Uno che non capisce nulla di calcio, né di sport, né di vita. Un superficiale come tanti, troppi ce ne sono, non solo nel calcio. Graziano aveva profondità, non parlava solo di diagonali difensive ma di etica dello sport, di regole, di legalità. Faceva cultura dello sport e lo appassionava anche l’altra cultura, quella dei libri, delle poesie. Se, come scrisse Vinicius de Moraes, la vita è l’arte dell’incontro, è stato bello avere incontrato Graziano, una sera di tanti anni fa, una sera di libri e di pallone a Tolentino”. Parole bellissime che i tanti “amici di Graziano” con affetto condividono».



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