Sferisterio avanti col Don Giovanni
E Il trovatore si trasforma in concerto
«La città ha bisogno del festival»

MACERATA - A luglio e agosto in arena due titoli operistici, di cui quello mozartiano in forma scenica con la regia di Davide Livermore. La Tosca verrà riprogrammata per l'estate 2022. Voucher come rimborso dei biglietti. E' arrivato questa sera il via libera dal Cda. Nel bilancio 1,3 milioni in meno
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Una foto dell’allestimento di “Don Giovanni nella versione” con la regia di Davide Livermore coprodotta con il festival francese delle Chorégies d’Orange

 

di Luca Patrassi 

Allestimento di una sola opera in forma scenica, il Don Giovanni di Mozart, e il Trovatore di Verdi in forma di concerto. Quattro serate di Don Giovanni e due con Il Trovatore. Il bilancio passa dai 3.9 milioni previsti inizialmente a 2.6. Si passa da tre opere in cartellone – per dodici serate e due di danza – a sei. La vendita dei biglietti riprenderà l’8 giugno: quelli già acquistati per le date di Don Giovanni rimangono validi. Nelle prossime settimane, gli acquirenti riceveranno indicazioni più precise via mail. I biglietti per gli altri due titoli saranno invece convertiti in voucher validi per 18 mesi dalla data di emissione e già utilizzabili per gli spettacoli 2020.

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Lo Sferisterio durante la prima del Trovatore nel 2016

Il Cda dell’associazione Sferisterio, oggi pomeriggio ha dato il via libera alla proposta formulata dalla direzione artistica per il 2020. Sabato 18 luglio andrà così in scena allo Sferisterio Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart firmato dal regista Davide Livermore, con un calendario che segue le repliche già previste per venerdì 24 luglio, domenica 2 agosto, sabato 8 agosto. A queste quattro date l’associazione Sferisterio, una volta definite le varie voci del bilancio, spera di aggiungere ulteriori repliche.

«In questo tempo di crisi sociale, economica e sanitaria causata dalla pandemia, – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Sferisterio Romano Carancini – abbiamo comunque sempre ed ostinatamente creduto che portare in scena la stagione 2020 del Macerata Opera Festival avrebbe costituito una dimostrazione di resilienza e un simbolo di speranza. Il CdA dello Sferisterio ha deciso di mantenere, seppur con alcune rivisitazioni, una programmazione musicale perché la volontà politica e amministrativa, verificati i presupposti tecnici, è quella di non deludere le aspettative della città e di non interrompere la sua tradizione di spettacolo più prestigiosa. Disporre dello Sferisterio ci permette di essere fra i pochi, in Italia, a poter fare una stagione festivaliera, garantendo un’offerta di qualità sia ai cittadini sia a chi intende mantenere le prenotazioni per l’estate, sostenendo il turismo».

«In queste settimane di emergenza sanitaria – ha sottolineato il vicepresidente Antonio Pettinari – non è mai mancata la ferma volontà di organizzare il cartellone. È indubbio che il festival rappresenti un aiuto diretto per la città, per le sue attività, per le maestranze che ci lavorano e per la promozione dell’intero territorio provinciale e regionale. Sono questi i pilastri culturali, economici, sociali che hanno caratterizzato in particolare gli ultimi nove anni, e che oggi rilanciamo con rinnovato vigore contro l’incertezza del futuro». Gli altri due titoli originariamente previsti per il 2020 – la nuova produzione di Tosca di Giacomo Puccini affidata alla regista Valentina Carrasco e Il trovatore di Giuseppe Verdi nella edizione di repertorio firmata da Francisco Negrin – avranno una diversa collocazione: Tosca verrà riprogrammata per l’estate 2022, Il trovatore invece sarà proposto per due serate in forma di concerto, così da affiancare quest’estate al Don Giovanni. Date le restrizioni vigenti e considerate le ricadute economiche e logistiche, il CdA ha ritenuto impossibile la realizzazione dei tre titoli annunciati. Fra le motivazioni più evidenti: il distanziamento sociale implica una riduzione del pubblico in sala, con un conseguente calo di incassi di biglietteria che per lo Sferisterio sono una voce fondamentale del bilancio; la compresenza produttiva di tre titoli operistici non è possibile, data la scarsa possibilità di utilizzo dei luoghi di prova al chiuso.

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Il sovrintendente Luciano Messi durante la conferenza stampa online di questa sera

«La parola chiave in questi mesi è stata “fiducia” – sottolinea il sovrintendente Luciano Messi – che insieme al “coraggio” che caratterizza il tema 2020, ci ha permesso anche nei momenti più difficili di mantenere fermo il nostro obiettivo: realizzare il miglior festival possibile avendo come linee guida tre elementi insostituibili: la salute e la sicurezza di pubblico, artisti e maestranze, la sostenibilità e congruità economica dell’investimento e la qualità tecnico-artistica del prodotto». Messi ha sottolineato che un milione di euro è la spesa prevista per garantire il lavoro a 300 maestranze, prevalentemente legate al territorio, per 7mila giornate di lavoro. La scelta di Don Giovanni deriva – è stato evidenziato – dalla convergenza su questo titolo di alcuni fattori determinanti in questo preciso momento storico: innanzitutto la necessità di un organico strumentale e vocale meno numeroso; poi l’allestimento di uno spettacolo coprodotto anziché una nuova produzione. Quindi uno spettacolo adatto agli spazi dello Sferisterio.

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La direttrice artistica Barbara Minghetti durante la conferenza stampa online di questa sera

«Niente scene ma un articolato e tecnologico sistema di proiezioni, ripensate rispetto al debutto della produzione alle Chorégies d’Orange per renderle più adatte all’immensa parete di fondo dello Sferisterio e per valorizzarla, per la prima volta, nella sua interezza – sottolinea la direttrice artistica Barbara Minghetti – «Questa la caratteristica principale che posso anticipare dello spettacolo di Davide Livermore, regista italiano che ha firmato le più recenti inaugurazioni scaligere e che siamo orgogliosi di avere in cartellone. La sua sarà una regia impegnata nella lettura in chiave sociale della trama creata da Mozart e Da Ponte: sulla scena, alcuni veicoli-simbolo come taxi gialli e carrozze si muoveranno conducendoci attraverso una storia senza tempo in cui Leporello (metafora dell’uomo che lavora) e il Commendatore (metafora della malavita) fanno da contraltare a un Don Giovanni come sempre disinvolto e sicuro di sé».

Entro fine maggio sarà reso noto il nuovo programma del Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio per il quale – alla luce delle disposizioni governative – sono necessari ancora alcuni giorni di lavoro, considerati anche i limiti esistenti sugli spostamenti degli artisti, la salvaguardia degli accordi presi e gli adeguamenti necessari per accogliere i lavoratori e il pubblico in modo sicuro.

 

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