«Niente cellulare senza permesso
e controllato con la geolocalizzazione»:
a giudizio per maltrattamenti al marito

CORRIDONIA - Imputata una 52enne che deve rispondere anche di lesioni. Il consorte sarebbe finito in ospedale 4 volte. Tra le accuse anche quella di averlo costretto mangiare solo una volta al giorno. Oggi si è svolta l'udienza davanti al gup del tribunale di Macerata
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Un sistema di geolocalizzazione per controllare i movimenti del marito, uso del cellulare permesso solo se da lei autorizzato, e un solo pasto al giorno. Questa una parte di presunti maltrattamenti verso il marito di cui è accusata una donna di 52 anni di Corridonia. Oggi è stata rinviata a giudizio dal gup del tribunale di Macerata. Nel capo di imputazione si prendono in esame fatti che sarebbero avvenuti nell’arco di tre anni: dal 2014 e sino al 10 agosto 2017, dopo che l’uomo, un 60enne, aveva avuto un infarto e stava in convalescenza.

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L’avvocato Luciano Pacioni

Secondo l’accusa, la donna aveva cercato di indurre il marito a interrompere i contatti con i figli avuti in un precedente matrimonio, e inoltre avrebbe cercato di controllare le abitudini e i bisogni dell’uomo, un 60enne, costretto a stare seduto in poltrona per ore, a indossare presidi sanitari per evitare di accompagnarlo in bagno, a dormire sotto effetto di farmaci, a mangiare solo una volta al giorno, ad usare il cellulare solo se da lei autorizzato e in sua presenza, e a spostarsi solo con il suo controllo (avrebbe attivato, dice l’accusa, un sistema di geolocalizzazione sul cellulare dell’uomo per conoscerne i movimenti). Si parla anche di aspetti finanziari nel capo di imputazione: la donna avrebbe indotto il marito a delegarle la gestione dei suoi risparmi e a consegnarle la tessera del bancomat (da cui, secondo l’accusa, avrebbe prelevato somme senza esservi autorizzata). Inoltre lo avrebbe indotto a chiedere in prestito ai parenti ingenti somme di denaro che poi sarebbero state usate in via esclusiva da lei per proprie necessità (nel capo di incolpazione si parla di una liposuzione). Per quanto riguarda l’accusa di lesioni, il 60enne sarebbe finito in ospedale quattro volte: il 21 aprile 2015, il 4 giugno 2016 (prognosi 20 giorni), il 21 gennaio 2017 (prognosi 30 giorni) e il 10 agosto 2017 (prognosi 12 giorni). Il 60enne è parte civile, assistito dall’avvocato Luciano Pacioni. La donna è difesa dal legale Gerardo Pizzirusso. Oggi la donna, accusata di maltrattamenti in famiglia e lesioni, è stata rinviata a giudizio e il processo si aprirà il 15 febbraio del prossimo anno.

(Gian. Gin.)



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